Le mafie italiane all’assalto
dell’Europa
Il caso olandese

Mafia, secondo il procuratore Nicola Gratteri, stime alla mano, è la più grande industria italiana nel mondo. La penetrazione criminale, anche nell’economia legale, nel Centro e Nord Europa, è silenziosa e vasta. Gli investigatori cercano di contrastare il fenomeno, crescono le associazioni per la legalità. Coraggiosi giornalisti e studiosi stanno pubblicando su questo tema. Presentiamo da oggi due approfondimenti-interviste di strisciarossa dalle terre più prospere e appetibili per la mafia: i Paesi Bassi e la Germania.

  1. INTERVISTA a Koen Voskuil

Un paradiso per le mafie italiane, Cosa Nostra, camorra, ‘ndrangheta, Sacra corona unita, Società foggiana e, soprattutto per quanto riguarda il mercato della droga, i Paesi Bassi sono un angolo di questo Eden criminale. 

Su questo tema lavora da anni Koen Voskuil, giornalista del quotidiano Algemeen Dagblad, AD, fondato nel 1946, redazione centrale a Rotterdam. Koen Voskuil è un giornalista investigativo che si occupa di criminalità. Ha pubblicato due libri molto apprezzati: nel 2011 “La mafia italiana in Olanda”e nel 2017 “Mafia Paradise”, sempre su questo tema, divenuto in pochi anni una vera emergenza sul piano della legalità e della sicurezza.

 Il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri sottolinea come la ‘ndrangheta e altre mafie italiane vendano grandi quantità di cocaina e immediatamente reinvestano i soldi nell’ economia legale. È così?

Ciò che posso confermare è che la mafia italiana è uno degli operatori del mercato della cocaina, assieme agli albanesi, alla “mafia” marocchina e a gruppi criminali olandesi. E se è vero che la mafia è così forte, secondo le affermazioni di persone come Gratteri, è anche vero che la mafia italiana è la più abile nel tenere un basso profilo. Non uccidono più nessuno nei Paesi Bassi, semplicemente fanno affari in silenzio. Esperti di criminalità come Gratteri, ma anche i pentiti con cui ho parlato, Giorgio Basile e Luigi Bonaventura, entrambi della ‘Ndrangheta, confermano che la mafia sta investendo in Olanda. Il punto è che nessuno può dire in quale ordine di grandezza. Vediamo che investono in ristoranti, ad esempio. Un’inchiesta della polizia ha identificato 22 ristoranti dei Paesi Bassi che hanno collegamenti con la mafia. Ma come sta capitalizzando la mafia in Olanda su scala più vasta? Comprano immobili? Riciclano nell’industria edile? Esattamente non lo so. Quello che so è che il nostro punto debole sono le Antille Olandesi. Fin dagli anni Settanta la mafia, principalmente Cosa Nostra, continua a investire in casinò, hotel, centri commerciali e oggi nel settore delle scommesse online. Il settore delle scommesse online si adatta perfettamente al riciclaggio e al trasferimento di danaro. Le compagnie sono riunite in grandi trust, ed è difficile identificare chi muove i fili.

Puoi farci un esempio?

Francesco Corallo, socio di riferimento della Starnet, che lavora con i video poker e le slot machine. Fu arrestato nel 2016 dalla polizia olandese a Sint Marteen, nelle Antille Olandesi, ora è in attesa di processo per riciclaggio ed evasione fiscale. La Global Startnet, secondo un rapporto, ha un giro d’affari di circa 47 miliardi di euro e versa alle casse italiane 850 milioni di euro all’anno di tasse. Non tutto il dovuto, secondo i vostri investigatori, visto che mancano all’appello 85 milioni relativi ai primi anni del 2000. Ingenti somme, secondo la Procura di Roma sarebbero state versate al cognato di Gianfranco Fini, Sergio Tulliani, che a sua volta ne avrebbe girato una parte ad alcuni familiari. Il 9 maggio vi sarà a Roma il processo. È imputato per concorso in riciclaggio Gianfranco Fini, insieme con la compagna Elisabetta Tulliani, il fratello Giancarlo, attualmente a Dubai, e il padre dei Tulliani, Sergio. La posizione del re dello slot, Corallo, è stata però stralciata. Gianfranco Fini ha sempre detto di essere totalmente all’oscuro di questi trasferimenti di danaro e di esserne venuto a conoscenza solo nel 2016, quando iniziò l’inchiesta. Fra l’altro Corallo è l’uomo che ha finanziato segretamente la campagna elettorale dell’ex primo ministro di Curaçao, Gerrit Schotte.  Schotte è stato giudicato per questo colpevole di corruzione e riciclaggio. La condanna è stata di tre anni.

Trasferimenti di danaro. Qual è il comportamento delle banche?

La banca che ha trasferito i milioni di Corallo è l’olandese Fortis. Non ci sono stati procedimenti giudiziari, ma un docente specializzato in riciclaggio di danaro mi ha dichiarato che Fortis avrebbe dovuto controllare meglio.

La legge olandese è sufficientemente attenta ad evitare che la mafia lavori fuori dai radar?

Per molto tempo la mafia italiana è stata un punto cieco per la nostra polizia. Credo che dopo gli omicidi di Duisburg (sei morti in Germania in una vendetta tra ‘ndrine di San Luca, in Calabria, gli Strangio-Nirta e i Pelle-Vottari-Romeo,n.d.r.) molto sia cambiato. Da notare che si erano nascosti nei Paesi Bassi, vicino ad Amsterdam, due degli autori della faida, Giovanni Strangio e Francesco Romeo. Dal 2011 la polizia ha fatto di più e ha approfondito il ruolo della ‘Ndrangheta in Olanda. Da due anni abbiamo un piccolo team antimafia, che si concentra sui clan italiani. Spero che si sia diventati più abili nel segnalare e investigare le attività della mafia.

Droga e mafia. Che ruolo hanno le vostre infrastrutture, i vostri porti?

il porto di Rotterdam

I porti di Rotterdam e di Anversa, nel Belgio, sono la principale ragione per cui qui esiste la mafia. In questi porti entra il 60% della cocaina pura poi smerciata in Europa. L’anno scorso sono stati sequestrati 73.000 chili di cocaina in entrambi i Paesi. Almeno la stessa quantità è sfuggita ai controlli della nostra polizia e della dogana. Probabilmente i due terzi della cocaina usata in Europa sono stati importati attraverso l’Olanda. I Paesi Bassi sono l’eBay del mercato della cocaina. Venditori e acquirenti si incontrano qui. Le nostre compagnie di trasporto e le nostre vie commerciali sono ideali per far viaggiare fiori e altre merci. Basandosi sulle analisi fatte nei liquidi delle fognature, che contengono anche le urine, le agenzie internazionali stimano che vengano usati in media 120.000 chili di sola cocaina nel mondo. Se la dovessimo svolgere come un nastro bianco è stato calcolato che si potrebbe fare due volte e mezzo il giro del mondo. Poi vi sono le altre droghe, come l’ecstasy, pure tracciabile dai liquidi fognari.

Ma quali sono i passaggi?

Ci vuole qualcuno che ha relazioni con il Sud America. Lì viene comprata a 4000 euro al chilo. Calcoliamo pure 1000 euro per caricarla nella nave. Quando arriva questo chilo vale 25.000 euro. Togliamo pure 1000 euro per le operazioni di scarico. Resta comunque un valore immenso, ripeto 75.000 chili all’anno, nelle mani di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e altri clan. La scarico e il trasporto viene fatto fare ad europei dell’est e nei camion vengono caricate quantità piccole, in caso di controlli lungo il tragitto.

Il procuratore Gratteri dice che la mafia “è la più grande industria italiana nel mondo”. Che peso ha nei Paesi Bassi?

Penso che il rischio di infiltrazioni della mafia dell’economia e nella politica sia qui minore rispetto a Paesi che hanno una maggiore popolazione italiana (come il Canada, l’Australia o la Germania). Qui è più difficile passare inosservati, perché non abbiamo molti immigrati italiani . Dovremmo essere consapevoli del rischio, ma penso che la mafia abbia un’altra strategia e un altro modello di mercato nei Paesi Bassi: tenere un profilo basso e importare quanta più cocaina possibile. È poi allarmante il caso del clan della mafia di Siderno che controllava le nostre aste di fiori ad Aalsmeer. Fin dagli anni Novanta I fratelli Crupi importavano fiori lì. Un paio di anni fa la polizia ha scoperto che la società era una copertura per esportare cocaina. La ‘Ndrangheta aveva un altro modello commerciale, truffando le compagnie del mercato floreale olandese.

Non c’è un sistema giudiziario europeo proporzionato alla pervasività e all’internazionalizzazione della mafia. Il reato di associazione di stampo mafioso, il 416bis non è stato introdotto in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Vero, non abbiamo una legislazione speciale antimafia. C’è un’aggravante per associazione criminale, ma è molto più leggera del 416bis. Infatti il capo dell’unità investigativa antimafia dei Paesi Bassi dice che dovremmo adottare parti della legislazione italiana. Il dipartimento di giustizia sta studiando questo. Finché non avremo una legge europea che permetta alle forze di polizia in Europa di cooperare in modo efficiente e veloce, la mafia sarà sempre un passo avanti. So che molte unità della polizia veramente vogliono condividere con gli altri Paesi informazioni sulle organizzazioni mafiose. Ma molti problemi devono essere affrontati. Non ogni forza di polizia in Europa può essere del tutto affidabile. Alcune sono più corrotte di altre. Con chi condividi cosa?