L’avvocata di Morales, in carcere per colpire l’ex presidente

Le hanno sequestrato le carte che sarebbero servite per presentare la candidatura di Morales al Senato. E l’hanno arrestata. La trentacinquenne rappresentante legale dell’ex presidente della Bolivia è stata incarcerata dalla fine di gennaio con l’accusa di sedizione, terrorismo e finanziamento del terrorismo. In  prigione ha perso la creatura che aveva in grembo, dopo aver sanguinato per dieci giorni senza poter vedere un medico.

Patricia Hermosa era stata incarcerata già nel dicembre 2019 e poi rilasciata per  mancanza di prove.

È stata di nuovo fermata il 31 gennaio scorso nel centro di La Paz; arbitrariamente, senza un mandato. È stata prelevata dalla polizia in borghese e infilata in un furgone. L’hanno tenuta rinchiusa per un’ora sequestrandole la documentazione in suo possesso. Hermosa era arrivata nella capitale per presentare appunto la candidatura di Morales alle elezioni del 3 maggio sotto la sigla del Mas,  Movimiento al Socialismo.

Le elezioni sono state rimandate non si sa  a quando causa pandemia. Hermosa però resta in carcere. È accusata di aver avuto un ruolo nelle rivolte sociali seguite alle contestate elezioni presidenziali dell’ottobre scorso, lo stesso reato di “sedizione” e “terrorismo” imputato a Morales, di cui era capo gabinetto.

L’avvocata è detenuta senza processo presso il Centro di orientamento femminile di Obrajes. Il suo difensore ha contestato l’eccessiva durata della detenzione preventiva al di fuori dei principi di legalità, presunzione di innocenza, necessità e proporzionalità.

La campagna denigratoria

Le autorità del governo auto-insediatosi stanno conducendo una campagna denigratoria nei confronti di Patricia Hermosa, insinuando anche che fosse legata sentimentalmente a Morales, un modo per gettare discredito su entrambi. “Solo gli indios  sono in prigione”, ha detto Hermosa in un’intervista al sito di Marcha, e ha denunciato di aver ricevuto l’offerta di un processo abbreviato in cambio di una sua dichiarazione di colpevolezza, con la promessa che avrebbe potuto beneficiare degli arresti domiciliari. “Hanno un altro scopo”, ha assicurato, “vogliono che io accusi il mio capo di terrorismo”.

Evo Morales attraverso il suo account Twitter  ha scritto: «Patricia Hermosa è vittima di molestie e violenza politica. Hanno portato via la sua libertà e la sua vita per estorcerle dichiarazioni. Chiedo all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, di parlare. Nessun crimine di violenza contro una donna può rimanere impunito “.

Dal rovesciamento di Morales nello scorso novembre le carceri boliviane si sono riempite di oppositori, nella maggior parte indios e donne.