Nazionale Cantanti, cartellino rosso
al dirigente sessista

 

Non poteva finire che così, con le dimissioni del direttore generale della Nazionale cantanti, Gianluca Pecchini, a cui per sua cultura personale (e non solo la sua) risulta incomprensibile che una donna possa pensare di essere ammessa ad una cena di uomini, per giunta famosi, prossimi a giocare una partita di beneficenza. E che Aurora Leone, attrice dei The Jackal, malcapitata (visto l’interlocutore), addirittura abbia osato insistere rivendicando il suo diritto a stare al tavolo in quanto donna, in quanto convocata per la gara e di essere pronta a dare il suo contributo in campo. Lei e il suo collega di gruppo Ciro Priello, recente vincitore di Lol.

Donne e calcio, rapporto stretto

Aurora ha reagito  non accettando di andarsene al tavolo delle signore. Respingendo un inqualificabile “sei donna non puoi stare qui, queste sono le nostre regole”. E rivendicando, addirittura, di voler usare la divisa che le era stata confezionata per l’evento. “Il completino te lo puoi mettere pure in tribuna, le donne non giocano” è stata la risposta dai densi retropensieri confezionata dall’autoritario manager. Cui era sfuggito che la terna arbitrale convocata per la Partita del Cuore da giocare contro i Campioni per la ricerca  era, guarda un po’, tutta al femminile. Che tra le donne e il calcio giocato ormai c’è un rapporto stretto che va altre l’hobby; che la nazionale di calcio femminile non molto tempo fa ci ha inorgogliti mentre gli uomini sono rimasti a casa; che Sara Gama, capitana della nazionale è anche al vertice della associazione italiana calciatori, e che Cristiana Capotondi, attrice di talento e autentica appassionata, è stata impegnata nella vicepresidenza della Lega professionisti. Giusto per dire.

Ma non può finire così. Impossibile immaginare che possa essere sufficiente una assunzione di responsabilità tardiva e un po’pelosa, a copertura di tutto e delle responsabilità di tutti, magari una decisione imposta per non danneggiare l’evento. E’ un fischio finale che non basta a far dimenticare il sessismo e l’arroganza di un comportamento che ha dell’inqualificabile e che mostra quanta strada ancora resta da fare per uscire dai pregiudizi, dai preconcetti, dalla aspra dimostrazione di forza che condizionano il comportamento di tanti uomini verso tutte le donne.

C’è stata molta confusione nello ricostruzione dello svolgersi del fatto e nella reazione dei personaggi coinvolti. C’è persino chi ha adombrato la ricerca di facile pubblicità. Ma poi andando avanti  si è capito che determinate parole sono state dette, anche se Pecchini ha fino all’ultimo, prima di lasciare,  cercato di liquidare il suo atteggiamento come un “grande equivoco”. Ma ancora troppo sessismo e troppa misoginia si nascondono dietro atteggiamenti convinti venduti invece come malintesi e incomprensioni.

Da Ruggeri a Ramazzotti, tutti con l’attrice

“La nazionale cantanti non ha mai fatto discriminazioni di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle, tipo di successo e followers” è stata la prima reazione dell’associazione. Ma poi sono cominciati i dubbi e le possibili defezioni. Enrico Ruggeri, presidente della squadra dopo Mogol, Morandi, Ramazzotti, Paolo Belli, Barbarossa, un simbolo di solidarietà da quaranta anni, ha invitato Aurora Leone ad esserci in campo. Ma poi Eros Ramazzotti ha comunicato “con questa dirigenza non me la sento a scendere in campo. Sono molto dispiaciuto per l’accaduto. Sono venuto a sostenere le persone fragili e la ricerca e mi trovo coinvolto in una situazione sgradevole. Mi dissocio da qualunque atteggiamento discriminatorio”. Dubbi anche da Andro dei Negramaro che le lacrime di Aurora le ha vissute in diretta.  Lo stesso da Alberto Cazzola dello Stato Sociale. Per Fedez “un evento benefico è diventato la saga del maschilismo”. “Che schifo” in sintesi dai due tra i più amati protagonisti di Gomorra, Salvatore Esposito, per tutti Genny e Maria Pia Scalzone, cioè donna Imma.  “Amareggiata e incredula” Alessandra Amoroso. “La domanda quando in qua le donne giocano al calcio evidenzia la necessità di tanta cultura sportiva. Si punta al cuore ma qui bisogna ricominciare dal cervello” ha detto Valentina Vezzali, grande campionessa e sottosegretaria allo sport. “Ecco che puntuale arriva l’ennesima vicenda che smentisce chi dice che sessismo e misoginia non esistono. Le donne vogliono giocare in ogni ambito da protagoniste. Mettetevi l’anima in pace. Non molliamo” ha twittato Laura Boldrini.