Le alluvioni in Europa obbligano i governi a ridurre i rischi climatici

“Un’alluvione con così tante vittime e dispersi io non l’ho mai vissuta prima” ha dichiarato a Der Spiegel il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer. In effetti le notizie che arrivano da alcune regioni dell’Europa sono impressionanti. Venerdì pomeriggio il bilancio in Germania era di oltre cento vittime, mentre il quotidiano Die Welt parlava di 1300 dispersi e almeno 165.000 persone rimaste senza energia elettrica. Numeri che secondo la cancelliera Merkel sono destinati a crescere nei prossimi giorni. In Belgio almeno 23 morti e altrettanti dispersi mentre solo nella regione della Vallonia 21 mila persone non hanno elettricità. In Olanda il maltempo ha causato la rottura di una diga nella provincia del Limburgo e le autorità hanno invitato la popolazione locale a lasciare la zona per trovare un rifugio sicuro.

Di Romaine – Opera propria, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=107588049

Un ciclone tra Germania, Francia, Belgio

Cosa è successo? Da un punto di vista meteorologico un ciclone si è posizionato al confine tra Germania, Francia e Belgio e lì ha scaricato tutta la sua energia. Questo vuol dire che su quelle regioni sono cadute quantità enormi di acqua. In Germania sono stati particolarmente colpiti i laender Nord Reno Westfalia e Renania-Palatinato. Secondo il ministero per la protezione del clima della Renania-Palatinato durante le tempeste nel nord della regione sono caduti fino a 148 litri di pioggia per metro quadrato. Una quantità enorme se si pensa che in quella parte della Germania di solito si registrano piogge per 80 litri al metro quadrato in tutto il mese di luglio. I fiumi non hanno retto, soprattutto quelli più piccoli sono stati sopraffatti e sono esondati, ha sottolineato il presidente della Vestfalia, Armin Laschet, trascinando con sé tutto quello che incontravano. La catastrofe è avvenuta con grande rapidità e non tutti hanno avuto il tempo di mettersi in salvo.

La relazione col cambiamento del clima

La questione da chiarire è se questa violenza mai vista in tanti anni ha a che fare con il riscaldamento globale. “Nessuno può dubitare che questa catastrofe dipenda dal cambiamento climatico”, ha detto ancora Seehofer. E Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, gli ha fatto eco: “L’intensità e la durata degli eventi – ci dice la scienza – sono una chiara indicazione del cambiamento climatico”. “Tutto questo mostra che agire è urgente”, ha aggiunto. Anche il presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier, accusa il cambiamento climatico: “Solo quando agiamo contro il cambiamento climatico possiamo mantenere entro i limiti gli eventi che stiamo vivendo ora”, ha dichiarato alla tv tedesca.

E’ chiaro che l’alluvione è un fenomeno complesso che ha molte cause, tra cui l’uso del territorio e le condizioni del suolo. Dire che una singola alluvione è causata dal cambiamento del clima è un’affermazione che richiederebbe un’analisi scientifica più approfondita, e come ha detto Antonio Navarra presidente della Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, in una intervista a Repubblica: “E’ difficile spiegare un evento puntuale con un processo che invece si estende per secoli. Probabilmente il legame, c’è ma è difficile dimostrarlo scientificamente”. Tuttavia, il cambiamento climatico è una parte sempre più importante del mix di cause: l’atmosfera più calda infatti trattiene, e rilascia, più acqua. L’IPCC, (International Panel on Climate Change), il gruppo delle Nazioni Unite creato per fornire basi scientifiche alla questione del cambiamento climatico, da tempo sostiene che l’aumento della temperatura media (e della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera) è correlato all’aumento di intensità di fenomeni meteorologici estremi come alluvioni, ondate di calore e siccità.

Ursula von der Leyen e Angela Merkel

L’aumento della temperatura media

Le attività umane hanno già causato un aumento della temperatura media di 1 grado dall’epoca preindustriale ad oggi, secondo l’IPCC. E tutte le previsioni dicono che è probabile che la temperatura continuerà ad alzarsi, ma di quanto aumenterà non sappiamo perché dipenderà da cosa faremo. A seconda dalle misure che si prenderanno, potremo assistere tra il 2030 e il 2100 a un aumento di 1,5, oppure di 2 o addirittura 3 °C con conseguenze sempre più drammatiche. Nello scenario peggiore (azioni prese in ritardo e senza coordinamento) l’Ipcc prevede che entro il 2100 avremo una situazione difficile da gestire con eventi estremi come uragani e tempeste molto più frequenti, un aumento di intensità delle alluvioni causate dalle forti piogge, sempre più aree colpite da siccità e il livello dei mari sempre più alto fino a minacciare molte zone costiere. Quello che bisogna capire è che gli eventi estremi non sono relegati ad alcune regioni del mondo. E il loro aumento è già in atto. Legambiente ha registrato in Italia dal 2010 ad oggi, 957 eventi, con 511 Comuni in cui sono avvenuti impatti rilevanti. Nel 2019, il nostro Paese è stato colpito da 183 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati, un bilancio di molto superiore alla media calcolata negli ultimi cinque anni: “Nel 2020, nel solo periodo gennaio-ottobre, si sono registrati 207 eventi. Ma ancora più rilevante è il tributo che continuiamo a pagare in termini vite umane con, negli ultimi dieci anni, 254 vittime”.

Ridurre questi rischi è possibile, è per questo che l’accordo di Parigi del 2015 prevede di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5 gradi centigradi. Pochi giorni fa l’Unione europea ha annunciato un progetto ambizioso per ridurre l’uso di combustibili fossili nei prossimi nove anni. Il pacchetto di direttive per il clima fa parte del Green Deal, l’impegno firmato dai 27 Paesi per fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050, per fare questo ci si è impegnati a ridurre le emissioni di gas climalteranti come l’anidride carbonica almeno del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. La catastrofe di questi giorni darà forza a questo impegno?