La ricetta olandese
per il cibo di domani

Anche nel 2017 l’Olanda conferma un primato importantissimo. Questo Paese è un vero e proprio successo verde. L’Olanda è il secondo esportatore al mondo di prodotti agricoli dopo gli Stati Uniti. Verdura, cereali, frutta, fiori, carne e latticini per un valore di 85 miliardi all’anno. Questa quantità di cibo esce da un Paese che ha circa 17 milioni di abitanti e 270 volte meno territorio degli Stati Uniti.

Il 2018 sarà l’anno dell’applicazione nel mondo di alcune nuove tecnologie frutto della ricerca olandese nel settore primario. Il 9 marzo compie 100 anni l’università e centro di ricerca di Wageningen, città a Sud di Amsterdam. E’ attorno a questo ateneo che sorge la “Food Valley”, che raggruppa centri di ricerca pubblici e privati nel campo degli studi agronomici. A Wageningen studiano 10.000 giovani di cento Paesi. Tutti uniti dal motto “cibo sano e ambiente vitale”. Docenti e ricercatori collaborano con i governi e i privati in una corsa contro il tempo.

Nel 2050 sulla Terra vivranno 10 miliardi di persone, rispetto ai 7 miliardi e mezzo di oggi. Dovranno mangiare, bere e fare i conti con risorse impoverite dall’uomo negli ultimi due secoli. Henk Kalman, botanico, ripete che “dovremo produrre più cibo nei prossimi 40 anni di quanto tutti gli agricoltori della storia ne abbiano raccolto negli ultimi 8000”. Tutti gli studiosi di scienze agronomiche olandesi sono consapevoli che la sfida contro il tempo debba utilizzare ogni risorsa, “una scienza orientata al mercato e un mercato orientato dalla scienza”, ripete Ernst van den Ende, direttore esecutivo di Wageningen.

Produrre a tutti i costi non appesantirà il conto ambientale? “E’ ciò che dobbiamo evitare – risponde lo studioso – qui in Olanda da anni siamo riusciti a cogliere l’obiettivo di ottenere il doppio del cibo con metà delle risorse, a partire dall’acqua”. Per questo, ad esempio, i droni sorvolano i campi e verificano costantemente lo stato del terreno. Negli allevamenti si sono ridotti gli antibiotici del 60% introducendo nuovi protocolli di igiene e gestione. Da quest’anno la ricerca olandese permetterà di ottenere notevoli raccolti, a partire dai cereali, anche in terreni molto salini, ottima notizia per tanti Paesi con scarse piogge. Su questi terreni ora possono crescere vegetali come patate, carote, broccoli, cavoli e varietà tipiche delle singole zone.

Un miliardo di ettari di terreno nel mondo finora considerati inutili potranno dare cibo sano con regolarità. Già sono stati fatti i primi raccolti in Pakistan, Ghana, Bangladesh, Egitto e Colombia. Non occorre andare lontano per partecipare a questo enorme sforzo e garantire da mangiare e da bere a tutti. In Olanda, per iniziativa di Wageningen, è partita l’operazione Steenbreek (Sassifraga in italiano), la bella pianta spontanea. Lo scopo è fare del proprio giardino un vero spazio verde: senza cemento, senza coperture, possibilmente coltivando qualcosa. Anche chi, in un condominio, è comproprietario di un angolo verde, per quanto piccolo, può darsi da fare. Nella “Food Valley” del mondo, l’Olanda, si è persuasi che anche le briciole di tempo e terreno possano imbandire la mensa del 2050.