La fusione FcA-Psa è epocale per l’automotive. Il governo si muova

La scelta di FcA e Psa di avviare un negoziato per la fusione dei due gruppi determinerà un impatto enorme sull’automotive in Europa e nel Mondo. La fusione porterà alla nascita del 4° gruppo mondiale per la qualità e la capacità dei lavoratori nella ricerca, sviluppo e produzione.

Più dividendi per gli azionisti. E le garanzie per i lavoratori?

Non c’è dubbio che, in un mercato globalizzato in cui si registra un forte calo in Europa delle vendite di auto, in particolare del diesel, la fusione tra grandi gruppi automobilistici sia inevitabile per affrontare la fase di transizione tecnologica ed ecologica.
L’eventuale fusione garantirà agli azionisti di Fca proventi per 5,5 miliardi che si aggiungono a quelli già ricevuti dalla vendita di Magneti Marelli. Questa fusione non può non assicurare ai lavoratori e al nostro sistema Paese gli investimenti necessari a garantire innovazione e occupazione.

Indispensabile un accordo con il governo

Il comunicato dei due gruppi assicura che non saranno chiusi gli stabilimenti per raggiungere le sinergie. Ma riteniamo indispensabile un accordo, con il coinvolgimento del Governo italiano, che garantisca investimenti per la ricerca e sviluppo e la saturazione della della capacità produttiva installata che è di 1,4 milioni di veicoli all’anno. Questo obiettivo deve essere raggiunto anche per coprire tutta la filiera dell’automotive a partire dalla componentistica.
Il valore generato dalla fusione deve servire ad implementare i modelli ad oggi in produzione negli stabilimenti italiani e per riportare tutte le maestranze al lavoro visto che la cassa integrazione non risparmia nessun stabilimento.

Il presidente del consiglio e il ministro ci convochi

fusione Fca Psa autoIl Governo francese ha chiesto che l’eventuale intesa garantisca i lavoratori e la produzione. Lo stesso non ha fatto, ad oggi, il Governo italiano. La decisione del Ministro dello Sviluppo Economico di convocare il tavolo sull’automotive è considerata una scelta importante, che non si concilia con la definizione di mero “osservatore” riguardo alla fusione tra Fca e Psa.
Siamo davanti a una svolta epocale di fronte alla quale il Governo deve assumersi le proprie responsabilità. Per questo riteniamo urgente incontrare il Presidente del Consiglio e il Ministro dello Sviluppo Economico al fine di rappresentare la situazione e le proposte per il rilancio di un settore strategico dell’industria del nostro Paese. Serve un cambio di passo per il bene dei lavoratori e del Paese.

 * segretaria generale Fiom-Cgil