Kadare, l’attesa dentro una trincea
nella guerra delle provocazioni

Una guerra di trincea, un solo uomo al comando, il caporale Fred Kosturi, lasciato (o abbandonato) dai superiori al comando della trincea. È un piccolo capolavoro La provocazione del grande autore albanese, tra i più importanti in Europa e ancora poco conosciuto in Italia, Ismail Kadare. Un racconto agile eppure denso e straordinariamente coinvolgente. Costruito attorno ad un’estenuante attesa alternata a rapide variazioni o forse provocazioni o forse ancora solo suggestioni di chi osserva e narra – la prima parte è narrata in prima persona dal caporale e protagonista Fred Kosturi.

La provocazione racconta uno stato d’animo in perenne conflitto, un’agitazione carsica che attraversa il protagonista e le sue truppe in perenne tensione tra fiducia e inganno, azione e tradimento. Kadare sembra ballare con leggerezza e affilata intelligenza sui sentimenti di una guerra balcanica che ricorda in verità la sfiducia mista a diffidenza di un intero continente che dopo secoli di guerre sembra oggi pacificato solo tramite una tensione nervosa, una guardinga posa in attesa della sfida o del passo falso altrui.

Primo elemento scatenante nel libro è la presenza di una donna, una donna abbandonata dalla truppa nemica e lasciata tra le mani del dottore del caporale Fred Kosturi: una provocazione? Un inganno? O semplicemente un’imprevista richiesta d’aiuto? Attorno a questo dilemma si arrovella il caporale incapace di ogni ulteriore ragionamento che non sia la grazia umana, la gentilezza e la cura per la donna gravemente malata. Resiste Kosturi al fronte, resiste la sua umanità tra gli sguardi confusi dei suoi commilitoni, mentre i giorni passano e l’angoscia si alterna a momenti di leggerezza. La morte possibile, il rischio di perdere la vita in guerra resta sullo sfondo come un dato di fatto, come una possibilità imprescindibile, quello che agita i protagonisti e anima l’asciutta narrazione di Kadare è invece la sfida a capire, a cogliere il senso del gesto prossimo e al tempo stesso del proprio in relazione con gli eventi, con i pensieri che veloci attraversano una battaglia ferma dentro alla quale l’ostilità è data da una linea, quella del fronte decisa a priori e in fondo chissà da chi.

La provocazione di Ismail Kadare parla ai suoi contemporanei, al dramma di una perenne fiducia che ha la forma della mancanza perché data solo in virtù di una continua minaccia. Una fiducia dunque priva di speranza e di visione che sia capace di trasformare ogni possibile conflitto in una risibile provocazione e non il contrario come spesso oggi siamo costretti a registrare.

Ismail Kadare

La provocazione

La Nave di Teseo

88 pagine – 7,00 euro