Isolato anche in Europa, Berlusconi va verso il disastro

Nell’elezione della nuova presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, è mancato un voto, quello di Silvio Berlusconi. L’avvocata maltese, chiamata a prendere il posto di David Sassoli proprio il giorno successivo all’ultimo commovente addio pubblico al suo predecessore, se ne farà una ragione. Ma agli osservatori politici resta da spiegare perché mai il frenetico autocandidato alla presidenza della Repubblica italiana abbia disertato la preziosa occasione politico-mediatica rappresentata dall’elezione di una donna del “suo” partito europeo alla guida dell’assemblea di Strasburgo. Nonché – fatto altrettanto inspiegabile – si sia tenuto fuori dal consesso di personalità politiche importanti presenti il giorno prima alla cerimonia per Sassoli. Tanto più che fino a poche ore prima l’annuncio del viaggio in Alsazia era stato dato con un discreto battage da tutto l’apparato dei media berlusconiani, Il Giornale e Libero in testa.

Berlusconi con Manfred Weber

La cronaca delle ultime ore ci dice che l’improvvisa rinuncia al viaggio è arrivata proprio mentre cadevano una dopo l’altra le carte che B. (ma non solo lui) aveva creduto di avere in mano per realizzare il sogno quirinalizio. Salvini e Giorgia Meloni insistevano con toni sempre più ultimativi sulla richiesta che lui sciogliesse la riserva dicendo chiaro e tondo di avere i numeri per passare alla quarta votazione, magari indicando pure come e dove li avesse contati, e il primo si stava già preparando all’uscita pubblica di ieri mattina sulla “soluzione B” (B, non B.) da proporre già bella e pronta una volta uscita di scena l’opzione A. Ieri poi è arrivato il coup de théâtre di Vittorio Sgarbi, il quale ha ammesso che alla “conta” mancherebbero almeno un centinaio di nomi e ha parlato di “conseguenze psicologiche” per l’uomo cui nei giorni scorsi aveva offerto i propri servigi. Abbastanza per farlo infuriare e per costringere Tajani a uscire con una dichiarazione in cui si legge che Sgarbi non è e non è mai stato il portavoce di Berlusconi. Insomma, volano gli stracci.  Ma soprattutto pare definitivamente affondata l’”operazione Europa”, ovvero la valanga di endorsement che lui e i suoi consiglieri, con una certa dose di ingenuità, si aspettavano sarebbe calata travolgente sulle sue ambizioni dalle vette delle istituzioni europee, o almeno dal PPE. In realtà sono arrivate solo la dichiarazione di appoggio del semisconosciuto segretario generale del partito popolare e quella del traballante capogruppo a Strasburgo, il tedesco della CSU Manfred Weber, che una buona parte dei suoi colleghi della CDU e Angela Merkel vorrebbero veder presto andare a far altro e che non è diventato certo più popolare dopo l’uscita a favore di un personaggio tanto discusso.

Partita già persa

Che cosa è successo allora? Berlusconi ha preso atto che la partita era già persa e che perciò tanto valeva risparmiarsi un viaggio comunque faticoso e non privo di rischi per un fisico già provato? La prudenza sanitaria, chiamiamola così, è la tesi che viene fatta circolare discretamente dai media amici quando proprio non possono glissare sull’imbarazzante forfait. Ipotesi possibile, ma non plausibile vista la tetragona determinazione dell’uomo. Si può immaginare uno scenario diverso secondo il quale B. a un certo punto si sarebbe reso conto della possibilità che la missione a Strasburgo rischiasse di portargli più guai che benefici. È possibile che lui pensasse di avere al Parlamento un incontro con la presidente della Commissione von der Leyen. Non un incontro in aula, uno fra i tanti, ma un tête-à-tête politico che sul piano dell’immagine avrebbe potuto funzionare come una legittimazione bella e buona. Altro che soffietti di Antònio Lòpez-Isturiz White (il segretario del PPE) e Manfred Weber…

David Sassoli con Ursula von der Leyen

È possibile che dall’entourage di Berlusconi e dall’infaticabile Tajani sia partita, nei giorni scorsi, una richiesta del genere? Non è dato saperlo, mentre si sa che essa avrebbe messo in grave imbarazzo la presidente della Commissione stretta tra la difficoltà di rifiutare un incontro a un ex capo di un governo importante dell’Unione e quella di farsi utilizzare per una non proprio commendevole sceneggiata propagandistica. La richiesta potrebbe essere stata stoppata dallo staff prima che arrivasse a Ursula von der Leyen e a quel punto, dal punto di vista dell’italiano, il viaggio sarebbe diventato superfluo.

Illazione

Si tratta, sia chiaro, di una pura illazione che ambienti brussellesi ritengono plausibile ma non accertabile. Però l’indiscrezione di un giornale non di area berlusconiana parrebbe darle qualche sostanza. Come si sa, Ursula von der Leyen non ha partecipato alla cerimonia per Sassoli perché mentre si recava da Bruxelles a Strasburgo il suo autista ha saputo di essere positivo al Covid. La presidente, allora, ha fatto avere al parlamento il suo testo scritto e si è fatta riaccompagnare immediatamente a Bruxelles dove si è chiusa in quarantena. Secondo il giornale sarebbe stato a questo punto che, vista l’impossibilità di incontrarsi con lei a causa della quarantena, Berlusconi avrebbe annullato la partenza. La ricostruzione in realtà non starebbe in piedi, giacché la decisione di non partire dovrebbe essere stata presa prima che si sapesse del contagio dell’autista e della quarantena della presidente, ma pare confermare comunque che il vero motivo per cui B. voleva andare a Strasburgo era l’incontro con Ursula von der Leyen.

Chi è Roberta Metsola

Ma ora torniamo all’elezione della nuova presidente del Parlamento europeo. A Roberta Metsola sarà mancato il sì di Berlusconi ma ne ha avuti comunque in abbondanza. I voti dei suoi compagni di partito del PPE, dei socialisti e dei liberali, scontati in base alla consuetudine politica della staffetta tra le due compagini più forti alla guida dell’assemblea, erano più che sufficienti e poi si sono aggiunti, un po’ a sorpresa, anche quelli dei leghisti italiani del gruppo Identità e Democrazia, all’estrema destra dello schieramento politico a Strasburgo. Un passo del tanto spesso evocato (almeno in passato) avvicinamento dei salviniani al PPE? Un allargamento a destra della testa politica dell’assemblea in spregio alla sinistra, preludio all’abbandono della pregiudiziale democratica anti-populisti che finora ha tenuto fuori gli estremisti dalle cariche istituzionali? Segnale di ripresa di conflittualità destra-sinistra dopo anni di larghe intese parlamentari?

Roberta Metsola

Vedremo. Per ora l’attenzione si concentra sul curriculum politico della nuova presidente. Roberta Tedesco Triccas, avvocata specializzata in diritto comunitario, viene dalle file del partito nazionalista maltese ed è sposata con un conservatore finlandese del quale ha assunto il cognome. Un curriculum nel quale spicca un’impostazione molto diversa da quella portata alla presidenza degli eurodeputati da Sassoli in almeno due campi: quello dell’atteggiamento verso i migranti che cercano asilo in Europa, sul quale Roberta Metsola sembra condividere le posizioni di chiusura del Partit Nazzjonalist nonché del governo della Valletta, e quello sull’aborto e i diritti delle donne. Malta è, in compagnia della Polonia con la sua legislazione repressiva approvata recentemente, uno degli ultimi paesi europei in cui esistono gravi restrizioni in materia di interruzione della gravidanza. Va detto, però, che almeno su questo secondo punto la neopresidente nelle sue prime dichiarazioni alla stampa è stata molto corretta: “La mia posizione sull’aborto d’ora in poi sarà quella del Parlamento europeo che ora rappresento”, ha detto.