Ischia epicentro del malgoverno urbanistico, il disastro una calamità innaturale

Ero in Parlamento, tra il 2008 e il 2013. Come capogruppo del Partito democratico nella Commissione Ambiente del Senato incontrai più volte, insieme a miei colleghi, delegazioni di amministratori di Ischia e di altri comuni campani, molti di loro appartenenti al mio stesso partito (di allora), che chiedevano tutti e sempre la stessa cosa: una norma che riaprisse i termini per presentare domande di sanatoria edilizia in base al condono nazionale del 2003, che in Campania – per merito, è bene ricordarlo, di una legge regionale varata dall’allora governatore Bassolino – si erano interrotti prima che altrove. Insomma: volevano mani più libere per sanare abusi edilizi, cioè costruzioni illegali spesso realizzate calpestando non solo la tutela del paesaggio, ma la sicurezza abitativa di chi le occupava.

Quegli incontri mi sono tornati in mente ieri davanti alle immagini del fiume di fango che a Casamicciola ha ucciso persone e inghiottito case. Sulle cause di questo disastro è utile fare un po’ di chiarezza.

Condoni e degrado

Frana a Ischia Casamicciola, si cercano i dispersi in mare dopo laluvione
Frana a Ischia Casamicciola si cercano i dispersi in mare ph napolipress – Fotogramma

Primo punto di chiarezza: non è stata una calamità naturale. Certo ha piovuto molto intensamente, ma l’impatto di questa ondata di maltempo su persone e cose è tutto legato allo stato di degrado territoriale estremo in cui versa buona parte dell’isola. Erede diretto e legittimo di decenni di anarchia urbanistica e di cemento abusivo. Da più parti si è detto che la colpa di quanto accaduto è dei cambiamenti climatici. Non sono, penso, sospettabile di sottovalutare il problema della crisi climatica, da anni cerco di impegnarmi perché la lotta al “climate change”, minaccia mortale per la sicurezza e il benessere di tutti noi umani, diventi vera priorità di governo a ogni livello.

Ma in questo caso la crisi climatica c’entra poco: piogge così intense come quelle di ieri a Ischia in autunno capitano, non tutti gli anni ma da sempre. La verità è che Ischia è in Italia uno degli epicentri del malgoverno urbanistico. Per citare un unico dato: si stima che una casa su due sull’isola sia in tutto o in parte illegale. Le domande di sanatoria sono migliaia, le più recenti presentate nel 2018 in base a una norma fatta approvare dal governo giallo-verde dopo il terremoto che aveva colpito proprio Casamicciola: una specie di condono “ad-insulam”.

Una classe politica inadeguata

Secondo punto di chiarezza. Molti degli amministratori e dei politici locali che oggi invocano assistenza e sostegno, anche finanziari, dal governo per riparare ai danni di ieri, sono parte del problema molto più che della soluzione. Sono stati cioè gli artefici, o quanto meno i complici, della manomissione sistematica del territorio ischitano che ha reso uniformemente “grigia” quella che era un tempo l’”isola verde”.

Napoli - Frana a Ischia Casamicciola dopo alluvione
Frana a Ischia Casamicciola ph napolipress – Fotogramma

Insieme all’incapacità cronica di utilizzare bene e presto i fondi stanziati per mettere in sicurezza il territorio – che naturalmente non riguarda solo Ischia ma che anche questa è largamente in capo a regioni e comuni – l’inadeguatezza di un’intera (con rare eccezioni) classe dirigente locale è la vera causa, radicalmente “innaturale”, della tragedia di ieri a Casamicciola. Sarebbe dignitoso e forse anche utile per evitare che disastri analoghi continuino a ripetersi, che le lacrime di coccodrillo, abbondanti in queste ore come la pioggia di ieri, lasciassero il posto a qualche “mea culpa”.