Incipit, quando la cultura e la musica tornano in Calabria

Seguire una giovane donna che scende una scala, poi svolta dietro a una casa, e scompare nel vicolo, è un privilegio che in una notte d’estate può offrirti solo un piccolo paese.

Lontano dai bagliori delle marine, ne esistono tanti, di paesi così. Nella bella stagione si ripopolano grazie alle famiglie di emigranti che non hanno tagliato del tutto il cordone ombelicale dalle proprie origini, ma sono sempre di più coloro che li raggiungono anche solo in cerca di fresco, di pace.

Da Castello San Michele a Maierà

Così, lungo la costa altotirrenica, può capitarti di ascoltare le maestrie di un fisarmonicista sotto le stelle nell’antico Castello di San Michele lungo il fiume Abatemarco, o una virtuosa pianista che accompagna un architetto nella presentazione del Danteum di Terragni e Lingeri, proiettato sulle pareti del monastero dei Minimi della vecchia Cirella, o ancora la lettura ad alta voce di parti di opere letterarie nella Notte degli incipit in una piazzetta di Maierà, dall’alto di un orrido, che separa due paesi.

Solo incipit, metafore di cominciamento: un punto lettura, un bookcrossing, con libri riposti in un frigorifero. Si prende, si lascia, si scambia. Fiducia, mutualità, gioco.

L’anima di tutto è Pablo, un giovane del posto, affiancato da altri giovani come lui e supportato nelle diverse iniziative dal Biodistretto Baticòs.

Il ritorno della bellezza

Pablo è vivo, cantava De Gregori, solo che lui aveva preso il treno con una valigia senza spago. I Pablo che rimangono, invece, hanno compreso che è possibile recuperare i borghi senza tradire lo scrigno di ricchezze culturali che custodiscono.

Richiamare alla scoperta, e magari all’abitare, con la voce suadente della bellezza, della cultura, è proprio questo l’incipit da cui ripartire, il “simbolico messaggio degli inizi”.

E, affinchè tutto possa avere un senso nuovo e durare, devono farlo i giovani, le scommesse o i sacrifici appartengono alla loro età. Il resto è abitudine o inganno.