In cerca del tempo con le foto Alinari:
un viaggio per raccontare l’Italia

Cos’è una fotografia? E’ il punto d’incontro tra uno specchio e uno sguardo. Lo sguardo è quello del fotografo, che coglie l’attimo, dà l’inquadratura, sceglie il punto di vista. Lo specchio è quello obbediente della macchina, che “ferma” un paesaggio, un ritratto, una scena. Lo ferma, sì. Quel paesaggio può mutare, la persona ritratta nella migliore delle ipotesi invecchierà, la scena non si ripeterà. Quel fermo immagine è un presente infinito, una preziosa testimonianza, la storia nel suo farsi.
Gli appassionati di fotografia sanno bene che l’archivio Alinari, cinque milioni di pezzi, la più preziosa raccolta di foto e di materiale fotografico, è diventata pubblica alla fine del 2019, acquistata dalla Regione Toscana, affidata a una Fondazione presieduta da Giorgio Van Straten e diretta da Claudia Baroncini, e che tra qualche tempo sarà ospitata nella prestigiosa villa Fabbricotti.

Alinari, costruttori di “immaginario disponibile”

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Veduta della famosa Breccia di Porta Pia, a Roma, affollata di visitatori. L’immagine fu probabilmente scattata nei giorni immediatamente successivi il 20 settembre 1870, data dell’apertura della breccia09/1870

La pandemia ha un po’ appassito la curiosità e l’aspettativa su cosa ne sarà di quel patrimonio. Michele Smargiassi, che sull’Unità e Repubblica da decenni scrive di fotografia e immagini, ce lo spiega (qui il link). Premettendo che i Fratelli Alinari più che fotografi erano abili imprenditori, che dal 1852 inviavano i loro collaboratori in giro per l’Italia e oltre per costruire un catalogo dell’esistente, un enorme accumulo di “immaginario disponibile” che potesse essere esportato, replicato, venduto. Più che scatti d’autore, un lavoro da artigiani che però hanno fotografato opere d’arte, monumenti, piazze, città e uomini. Non c’era ancora stata la rivoluzione tecnologica che viviamo oggi, internet e il resto, ma, dice Smargiassi, l’idea era creare una sorta di “ricerca immagini” di Google. Fotografando senza intenzione anche il modo di fotografare, i filtri e lo specchio che in quell’epoca fu usato per creare questo grande catalogo dell’Italia.
Ne è risultato un prezioso strumento storico e sociale, che ora potrà essere studiato, esaminato, riletto. Da studenti e studiosi, certo. Ma anche da progetti culturali. Come quello che “Fogli e viaggi” (o meglio, foglieviaggi.cloud), un sito gestito con bella intelligenza da Vittorio Ragone, si è inventato insieme alla Fondazione Alinari.

L’Italia, com’era

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“Fonderia Milanese di Acciaio” per l’industria navale, stabilimento di Milano: un operaio in piedi all’interno di un pezzo circolare di una nave1910 ca.

“Per me, e per quelli della mia generazione, Alinari è un’icona – racconta Ragone – Negli anni ’70 e ’80, quando tutto era ancora analogico, succedeva spesso di vedere quelle fotografie in bianco e nero. Per me, per noi, Alinari ha sempre rappresentato il racconto di Napoli e dell’Italia. E’ successo che nel periodo di transizione, dopo l’acquisizione pubblica, in febbraio hanno fatto una conferenza stampa. Guardando la cartella stampa e le foto Alinari mi è venuta l’idea. Mettiamoci insieme, facciamo viaggiare i nostri lettori. Ne ho parlato con Van Straten, l’idea gli è piaciuta. E siamo partiti” (qui il link).

Roma, Napoli, Genova, Bologna, Bari, Milano…

L’idea è quella di viaggiare per le città italiane, una ogni settimana, mostrando le foto Alinari accompagnate da un testo firmato da scrittori e giornalisti di vaglia. “L’Italia, com’era” è già on line con l’introduzione di Michele Smargiassi, la presentazione di Vittorio Ragone dell’impresa, e da oggi la prima tappa di un lungo viaggio, guidata da Roberto Roscani su “Roma sparita”, prima e dopo gli sventramenti dell’inizio del XX secolo.

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Pettinatrice in una strada di Santa Lucia a Napoli1895 ca.

Seconda tappa a “Napoli, i volti e le vie” a cura di Marcella Ciarnelli. Seguiranno “Genova e il porto” con Roberto Orlando, “Bologna, canali e tram” con Jenner Meletti, “Bari. L’Acquedotto pugliese” con Maddalena Tulanti, “Milano operaia” con Oreste Pivetta, “Torino. Dinastie e popolo” con Andrea Aloi, “Venezia, magia diversa” con Nicola Fano… Ogni galleria fotografica sarà accompagnata da musica d’autore, selezionata ad hoc dalla musicista Adriana Tessier.
Di questi tempi in cui è impossibile viaggiare è facile sentirsi dire: però si può viaggiare con la fantasia. Fa un po’ rabbia: poche storie, niente può sostituire l’esperienza diretta. Un buon succedaneo però può essere una visita guidata ai viaggi nel tempo, lasciandosi trascinare dalle immagini e le parole e la musica, in quel tempo intrappolato dai click della macchina, dalla memoria e dalle suggestioni e dalle parole degli scrittori.
Oggi foglieviaggi parte per questa nuova impresa. Buon viaggio a tutti noi.