Il protocollo dei savi di Sion: in libreria il fango antisemita

È vero che viviamo tempi in cui i complotti sono tornati di moda alla grande. Che qualcuno riproponesse quello che forse è il più famigerato complotto della storia, la madre per così dire di tutte le fakenews e – cosa ben più grave – di tutte le infamie antisemite che hanno insanguinato il passato e inquietano anche il presente, potevamo anche aspettarcelo. Ma che I protocolli dei savi anziani di Sion potessimo trovarlo sugli scaffali delle librerie d’una rispettabilissima casa editrice con simpatie di sinistra o, senza scomodarci, riceverlo comodamente a casa scegliendolo nel catalogo delle sue vendite on line, questo no, signori della Feltrinelli, non ce lo aspettavamo.

E però è successo. Per una leggerezza dei curatori del catalogo? Per ignoranza? O per l’antico precetto secondo cui pecunia non olet e anche alla Feltrinelli sanno che robaccia del genere comunque si vende perché non solo le madri dei cretini sono sempre incinte, ma anche quelle dei razzisti e degli antisemiti (e il più delle volte si tratta delle stesse madri)?

Ora, fatta la frittata è il momento delle precisazioni e delle scuse. E speriamo che siano, le seconde, credibili e sincere perché le prime non lo sono state affatto. Alla valanga di reazioni sdegnate e alle richieste di spiegazioni che sono venute innanzitutto dalla comunità ebraica, la casa editrice milanese ha risposto infatti che la responsabilità è della casa editrice che ha pubblicato il libro “e non dei canali di vendita presso i quali essa risulta disponibile”, come se alla Feltrinelli fossero abituati a diffondere qualsiasi porcheria gli arrivi in casa. L’unico provvedimento che hanno preso è stato quello di rimuovere la sinossi del volume.

Non abbastanza in fretta, comunque, perché non vi si potesse leggere la prefazione con cui il pamphlet è stato pubblicato dalla Segno Editrice, che si presenta come “leader dell’editoria cristiana”. Una presentazione che merita di essere citata integralmente. Eccola:

“Fin dall’inizio (i protocolli n.d.r.) sono stati bollati di essere un geniale falso e le motivazioni pro e contro sono tante, soprattutto da parte di coloro che desiderano affossarli definitivamente, in realtà contribuendo alla loro incredibile sopravvivenza. Veri o falsi che siano, ormai non conta più, perché questi misteriosi protocolli, persino fuori dal loro tempo, si sono rivelati laicamente profetici. Dopo circa 120 anni molti di quei piani, allora solo ventilati, sembrano in gran parte realizzati: la storia conferma che gli appunti protocollati di cui andiamo a proporre una nuova e riveduta traduzione dimostrano che non si trattava di pie fantasie”.

Come sarebbe a dire “veri o falsi che siano”? La falsità del pamphlet, elaborato negli uffici dell’Ochrana, la polizia segreta zarista e diffuso nel 1905, è stata dimostrata da da tutti gli storici che se sono occupati ed è stata sancita da un gran numero di sentenze di tribunali di mezzo mondo. Si conosce perfino il nome dell’estensore del pamphlet:  Sergeij Aleksandrovič Nilus, un mediocre polemista di estrema destra che lo pubblicò come ultimo capitolo di un suo libro sulla imminente venuta in terra dell’Anticristo. Nonostante che nel 1921 il Times di Londra avesse dimostrato in modo inoppugnabile in tribunale che si trattava di un falso, i Protocolli continuarono a circolare ampiamente negli ambienti antisemiti di tutti i paesi d’Europa. In Germania l’ideologo del nazismo Alfred Rosenberg convinse Adolf Hitler ad utilizzarli nella sua propaganda contro gli ebrei e il libro, insieme con il Mein Kampf, divenne uno dei testi sacri del regime.

Affermazione ignobile

Sostenere che non si sa se siano “veri o falsi” è una vera falsità e ancor più ignobile è l’affermazione che i Protocolli si siano rivelati “laicamente (?) profetici” e che molti di quei piani, quelli che nella fantasia dello spionaggio zarista sarebbero stati messi a punto a fine Ottocento in una riunione segretissima di tutto il gotha finanziario ebraico a Basilea, sembrerebbero “in gran parte realizzati” e non si tratterebbe perciò di “pie fantasie”. Che cosa vuol insinuare l’autore, anonimo, della prefazione nell’edizione Segno? Che il “complotto giudaico” è in atto? Capitanato, magari, da George Soros, il machiavellico Satana che assilla i sogni di tutti i peggiori populisti internazionali, da Erdoğan a Orbán al polacco Kaczyński all’italiana Giorgia Meloni?

La grave responsabilità di queste pericolose stupidaggini è tutta della casa editrice che ha riproposto il testo che più volte era stato già pubblicato in Italia da editori fascisti (a suo tempo) o squallidamente epigoni. La titolare della Segno ha cercato di sottrarsi all’ondata di proteste che la sommerge sostenendo che l’intenzione non era affatto quella di sostenere la verità storica del pamphlet e che ora “profondamente dispiaciuti, siamo disponibili a specificare subito sul nostro sito e poi sui canali di vendita che si tratta di un documento di cui è dubbia la veridicità”. Il libro è nel catalogo da tanto tempo, ma è solo per una “svista” che nella quarta di copertina manca una presa di distanza dal testo pubblicato.

Falsità accertata

A parte il fatto che dei Protocolli dei savi anziani di Sion non si dovrebbe dire che è “dubbia la veridicità”, ma che è certa la falsità, le scuse della signora Cristina Mantero, la quale ha ereditato la casa editrice dal defunto padre su cui scarica le responsabilità, perdono tutto il loro valore se si dà un’occhiata al catalogo dei libri pubblicati. Accanto a storie di santi o presunti tali, di teologia a buon mercato, di misticismo reazionario e di dietrologie fantascientifiche si può trovare, tra le opere di un autore (o autrice?) della casa, tale Goccia di Stelle (sic!) il volume L’ombra di Samael ovvero ce lo siamo ricordati con l’illuminante sottotitolo “Gli ultimi sviluppi della questione ebraica”.  Nella sinossi si legge che:

“Era di vitale importanza arrivare a una conclusione definitiva della querelle sull’autenticità dei Protocolli dei Savi di Sion e stroncare definitivamente il patetico tentativo di farli passare per falsi per affrontare gli ultimi sviluppi della questione ebraica potendo così mettere definitivamente a fuoco la struttura del potere che da tempo immemore ed ancora oggi condiziona le vicende politiche e di conseguenza così tanto la nostra vita”.

Nel libro la denuncia del complotto con cui gli ebrei si stanno impadronendo del mondo si accompagna alla condanna dei “fondatori del Movimento Federalista Europeo”, del Manifesto di Ventotene, delle “contraddizioni della costituzione”, dei “signori della guerra dell’oppio” e della “diffusione della musica satanica su vasta scala”. C’è da dire che nella scelta degli autori da pubblicare alle Edizioni Segno non dovevano essere troppo selettivi. E però l’”autenticità” dei Protocolli dei Savi di Sion pare proprio essere una costante della attività editoriale della famiglia Mantero.

Affari loro, si potrebbe commentare. Ma se una grande casa editrice ci si mette anch’essa, allora sono affari di tutti. Brutti affari.