Il premier bambolina

Un premier-bambolina, un vice premier che mangia e sbevazza nei giorni di Genova, un ministro Tontolino, infine un altro vice premier che non ha ancora capito se comanda qualcosa o l’hanno messo là per fare la bella statuina di qualche nota sartoria di Napoli. Questo è il governo italiano.
Quello su cui vorrei soffermarmi oggi è il premier-bambolina. Il suo curriculum, a parte alcune cose dubbie, sembrava quello di un silenzioso uomo di scienza ben allevato in quelle sacrestie in cui ancora ci si cura della futura classe dirigente. Uomo di poche e inutili parole, sembrava a tutti semplicemente il premier dello schermo, quello cioè che avrebbe preso i pesci in faccia e che i sarebbe fatto guidare da quello statista di Casalino.


In molti però c’era la speranza che il prezzo altissimo pagato per uscire dall’anonimato e per entrare in una notorietà molto discutibile, avrebbe avuto come contraltare che il premier-bambolina, nei momenti cruciali, avrebbe tirato fuori scienza e coscienza e avrebbe affermato la propria leadership. In fondo Palazzo Chigi non è un appartamento qualsiasi. Chi ha voglia la trasforma in una stanza del potere, organizza relazioni, crea amicizie e solidarietà, si lascia prevalere sugli altri. Invece il premier –bambolina è rimasto lì, bloccato da un sorriso incomprensibile, come quei pupazzetti di bambine paffute e ben vestite che le nostre mamme mettevano al mattino sul letto matrimoniale dopo averlo ricomposto.


Un giorno scopriremo che cosa faccia durante il giorno il premier-bambolina, ma è forte il sospetto che faccia le stesse cose di Virginia Raggi. Cioè niente. Che mandi sms, che aspetti i comandi, che metta la faccia su ogni stupidità che venga in mente a Di Maio e Salvini.
C’è una cosa che personalmente non capisco. Come può un uomo di mezza età, proiettato improvvisamente al centro della scena politica, accettare di diventare il simbolo della inutilità. Spesso si è portati ad immaginare che gli uomini politici, soprattutto i più ambiziosi e presuntuosi, parlino con la storia avendo l’ambizione che dopo di loro resti l’impronta della loro presenza. Che cosa resterà del premier-bambolina? Un sorriso un po’ fesso, castronerie giuridiche, quell’aria impaurita nel parlare in tv quando è nei pressi Rocco Casalino.
E ci voleva una rivoluzione per avere alla guida dell’Italia un così comica figuretta? Paragonate il premier -bambolina a tutti gli altri premier italiani, anche a quelli che vi sono piaciuti meno o che avete detestato. Ma vi sembra normale che lui sia lì a Palazzo Chigi e non in una birreria con Salvini ascoltandone le cazzate?
Se penso agli uomini e le donne che la Puglia ha dato allo Stato e alla politica, il premier-bambolina mi sembra una deformazione antropologica. Ma si sa, nessuna regione è perfetta.