L’errore

L’ultimo atto di guerra dell’esercito Usa in Afghanistan è una strage di civili, 10 persone, tra loro sette bambini: il simbolo di un fallimento. Il Pentagono alla fine ha riconosciuto di aver colpito il bersaglio sbagliato il 29 agosto scorso a Kabul. Non erano terroristi. “Me ne assumo la responsabilità”, ha detto il generale Frank McKenzie, in qualità di capo del Comando centrale Usa. E le 10 vittime per qualche minuto sono diventate persone prima di raggiungere i 47.245 civili afghani caduti in venti anni di guerra, danni collaterali  finiti nella fossa comune dell’indifferenza. Come tutti quelli lasciati indietro dal ritiro Usa.

Redazione