Anche il Messico
ha il suo caso
di brutalità della polizia

Nel mezzo dell’emozione e dell’indignazione internazionale per l’omicidio di George Floyd, il Messico ha il suo caso di brutalità della polizia. Ma l’analogia con il caso dell’afroamericano si limita alla violenza degli apparati dello stato, mentre ha alcune affinità su una vicenda che noi italiani conosciamo bene, quella di Stefano Cucchi.

Giovanni López, un muratore di 30 anni arrestato il 4 maggio, deceduto il giorno seguente per cause non ancora chiarite.

 La vicenda di Giovanni

Il giovane edile era in strada con altri famigliari, in una cittadina a circa 40 km da Guadalajara, quando sono sopraggiunte delle auto della polizia municipale da cui sono scesi una dozzina di agenti, che contestandogli il fatto che non portasse la mascherina (obbligatoria per la pandemia) lo hanno trascinato a forza in auto tra le grida di aiuto del giovane e portato presso la stazione di polizia.
Dal video pubblicato sui social da chi era presente, si può vedere la dinamica dell’arresto di Lopez, e si sentono le proteste dei passanti. Non sappiamo se il giovane abbia detto qualcosa agli agenti ma la reazione è stata violenta e spropositata rispetto alle accuse che gli sono state rivolte.

Silenzi e scarico delle responsabilità

La famiglia dichiara che dopo l’arresto non ha saputo nulla di Giovanni fino al giorno dopo, quando è stata informata dalla polizia che il giovane era stato trasportato all’ospedale in gravi condizioni. Il giovane edile è morto lo stesso giorno.

Inoltre, i congiunti hanno riferito che quando le autorità hanno riconsegnato loro il corpo, hanno scoperto che López aveva ematomi in più parti del corpo e anche una ferita alla gamba dovuta a un colpo un’arma da fuoco.

Negli ultimi giorni hanno ricevuto minacce e l’offerta da parte del governatorato di 200.000 pesetas (8.000 euro) per non pubblicare i video in loro possesso.

L’ufficio del procuratore ha riferito che sta già indagando sulla morte di López. Sebbene il risultato dell’autopsia non sia ancora pronto, ha dichiarato che l’uomo era morto a causa dei colpi inflitti dalla polizia municipale e non dalle ferite provocate da un’arma da fuoco. Ma chi ha sparato? La polizia o la municipale?

Da parte sua, il coordinatore della sicurezza dello stato di Jalisco ha sostenuto che Giovanni López è stato arrestato per “un reato amministrativo” e perché era sotto l’influenza di “una sostanza”. Cosa sia questa sostanza non si sa. Il governatore di Jalisco, Enrique Alfaro, a descritto l’evento come “un’atrocità”,  un prodotto delle azioni dell’autorità municipale.

Le proteste si allargano

Il video è stato messo in rete e questo ha scatenato la rabbia in particolar modo a Guadalajara. Alzando striscioni dove si leggeva “Giovanni non è morto, lo hanno ucciso”, “Governo killer”, centinaia di manifestanti si sono radunati nel centro della città, capitale dello stato di Jalisco, e sono arrivati fino al quartier generale del governo statale. Almeno 26 persone sono state arrestate, dopo che uomini incappucciati hanno dato fuoco a due pattuglie, reagendo alle cariche della polizia. Gli ufficiali hanno attaccato i manifestanti con bastoni e pietre e poi hanno sparato gas lacrimogeni contro di loro.

L’Ufficio in Messico dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (UN-DH) ha condannato la morte di López e ha invitato le autorità a svolgere “un’indagine tempestiva, efficace, esaustiva, indipendente, imparziale e trasparente. La morte in custodia del sig. Giovanni López Ramírez non rimarrà impunita”.

Inoltre ha ricordato che quando i decessi si verificano mentre una persona è sotto la custodia dello Stato, come in questo caso, “si presume essere potenzialmente illegale e vi è una presunzione generale di responsabilità dello Stato, a meno che non sia provato il contrario.”

Il famoso regista messicano Guillermo del Toro si è unito all’ondata di indignazione che ha scatenato il caso sui social media e ha richiesto giustizia per il giovane operaio edile. «Per più di un mese, non ci sono risposte, non ci sono arresti. Non è un abuso di autorità (…) La sciocchezza – l’assoluta follia – è che si verifica un omicidio in nome di una questione di salute pubblica “, ha scritto Del Toro sul suo account Twitter.

Venerdì si è svolta una violenta manifestazione che ha indotto la procura a indagare tre poliziotti e a rendere pubblica l’autopsia nella quale si dice che López è morto a causa di un trauma cranico a seguito del pestaggio a cui è stato sottoposto. La vicenda terminerà qui?