Il rapporto tra scienza e società
in tre “stazioni” al Palaexpo di Roma

La pandemia e il cambiamento climatico stanno ponendo con forza il tema del rapporto tra scienza e società che su Strisciarossa affrontiamo da molto tempo. Ora anche il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha voluto entrare nel dibattito con “Tre stazioni per arte e scienza” che è visitabile fino al 27 febbraio 2022. Il progetto, nell’intento dei curatori, va nella direzione di un superamento della mostra intesa in senso tradizionale, per approdare all’idea di un’esperienza più complessa di cui l’aspetto espositivo è solo una parte. E in effetti, durante il periodo di apertura, la rotonda del Palaexpo ospita conferenze, lezioni, performance sulle questioni sollevate nelle sale dedicate alle esposizioni.

Materia per l’immaginazione

La prima “stazione”, a cura  di Paola Bonani, Francesca Rachele Oppedisano e Laura Perrone, si chiama “Ti con zero” e prende il titolo da un racconto di Italo Calvino pubblicato nel 1967.  E’ la parte della mostra in cui artisti contemporanei già affermati e altri più giovani si confrontano con i temi proposti dalle scienze. Dall’automazione alle frontiere della genetica, dal riscaldamento globale ai modelli previsionali. Tutto diventa materia per l’immaginazione. E così puoi camminare sul terreno di Marte che forse sarà il terreno della Terra nel futuro se non mettiamo mano alla questione del clima. Oppure vedere il processo trasformativo dei territori nel tempo, o ancora apparati biologici sintetici che generano forme fantastiche.

La seconda stazione, a cura di Fabrizio Rufo e Stefano Papi, si intitola “La scienza di Roma, passato presente e futuro di una città”. Stupisce scoprire quanti personaggi importanti della scienza siano passati per la capitale e quanti luoghi ancora oggi conservano le testimonianze di percorsi importanti in quasi tutte le discipline scientifiche: aerospazio, agronomia, antropologia, astronomia, biologia, chimica, fisica, matematica, medicina, scienze della terra. La mostra riunisce alcuni oggetti significativi per ricostruire la storia delle idee scientifiche e del loro impatto sulla società che hanno fatto a Roma una tappa del loro percorso. A cominciare dalla fisica di Enrico Fermi e dei Ragazzi di via Panisperna, passando poi per la radio di Marconi o la sconfitta della malaria grazie anche agli studi di Giovan Battista Grassi.

Il cranio di Saccopastore

Nelle sale si trovano anche reperti scientifici originali emozionanti come, ad esempio, gli acquarelli delle fasi lunari disegnate da Galileo Galilei, il cranio dell’uomo di Neanderthal di Saccopastore, gli strumenti originali utilizzati da Fermi e i suoi collaboratori, le tavole sciateriche di

Gli acquerelli di Galileo

Athanasius Kircher. Tutto materiale che potrebbe costituire il nucleo del Museo della scienza di Roma di cui da anni si parla, ma a cui purtroppo nessuna amministrazione è riuscita finora a dare vita.

Il mondo dell’incertezza

La terza stazione ha per titolo: “Incertezza, interpretare il presente, prevedere il futuro” ed è a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Attraverso video, giochi, spiegazioni che utilizzano un linguaggio accessibile ai non esperti, la mostra ci porta nel mondo dell’incertezza, un concetto con cui, nostro malgrado, siamo stati costretti a fare i conti negli ultimi due anni di pandemia. Eppure, ci dicono i curatori della mostra, la categoria dell’incertezza permea la visione scientifica moderna, e in particolare proprio quelle scienze che siamo soliti chiamare «esatte». Le nostre informazioni sul mondo, infatti, sono frutto di osservazioni e misure che hanno sempre un margine di incertezza che può essere valutato e ridotto, ma mai eliminato del tutto, perché trae origine da fluttuazioni casuali che accompagnano inevitabilmente i fenomeni naturali e le nostre stesse procedure osservative. Giochiamo quindi con la probabilità di trovare un diamante dietro una delle tre porte che dobbiamo aprire, oppure divertiamoci a vedere come la nostra osservazione influenza ciò che osserviamo, semplicemente sfiorando una forma cangiante delle onde che corrono sulla parete per farla “collassare” in una forma geometrica definita grazie solo al nostro tocco.

Le tre mostre, come dicevamo, sono accompagnate da una serie di incontri di grande interesse e il cui calendario potete consultare qui: https://www.palazzoesposizioni.it/pagine/incontri-tre-stazioni-per-arte-scienza.