I sogni bambini del principe di Ostia

Riprendo dal mio ultimo blog, quello sulla scrittrice J.K. Rowling, la star dell’editoria per ragazzi, la mamma di Harry Potter, che parla del potere del fallimento come motore di progettazione di una vita su misura. La stessa riflessione, anche se con esiti diversi, l’ho ritrovata tra le immagini di un docufilm presentato in questo giorni a Roma e che lo scorso anno aveva calcato con successo l’arena bolognese del Biografilm. Si tratta del docufilm “Il principe di Ostia Bronx”, dedicato – secondo le parole del regista Raffaele Passerini – a chi “ha fallito almeno una volta nella vita”. Qui il fallimento come riscatto si mescola al desiderio di far rivivere i sogni dell’infanzia decidendo che essi sono la realtà da coltivare e far crescere sulla montagna dei propri fallimenti.

“Per tutti i calci in culo che mi ha dato la società, mi sono messo su un piedistallo e ho deciso che sono il Principe”, dirà Dario Galetti Magnani, l’interprete principale del docufilm che assieme a Maury, la Contessa, da vent’anni calca le scene sabbiose e improvvisate della spiaggia nudista di Capocotta, sul litorale laziale, amata dal mondo gay. I due attori, che nella vita formano una coppia, sono folli ma anche apprezzati da un pubblico di bagnanti, posteggiatori, avventori occasionali che ne intuiscono il lato artistico al di là delle immagini folkloristiche.

Non arrendersi al fallimento, decidere di vivere una vita per sé, in un quartiere, in una casa, in un litorale che diventano il proscenio della propria vita, è il messaggio del Principe di Ostia. L’esistenza dell’attore, mai accettato dalle scuole di recitazione e dal salotto degli attori rispettati, viene raccontata anche attraverso spezzoni di filmini familiari. Ed ecco il futuro Principe di Ostia ancora bambino correre tra le rovine di Roma o giocare con un padre bello ma forse irrimediabilmente distante. E poi il racconto amaro di un fratello che gli ha sempre urlato in faccia i suoi fallimenti e il suo destino di solitudine. A cui si ribella trasformando la sabbia in un fantastico palcoscenico di libertà e la sua casa nel luogo delle meraviglie, in un trionfo di kitsch e giochi, come solo un bambino potrebbe desiderare e progettare. E’ la casa dei sogni da maneggiare con cura, da rispettare, e non importa che al di là delle finestre dell’abitazione, si intravedano i muri di una periferia senza sogni né futuro. E’ una vita raccontata in un film documentario la cui forza poetica emoziona.

Il Principe agita con uguale potenza il sogno e l’immaginazione di tanti artisti e scrittori come l’avventuroso Salgari, creatore di mille strabilianti viaggi immaginati senza mai essersi mosso dalla sua casa. O come le mille storie, ciascuna diversa, che iniziano tutte allo stesso modo…”C’era una volta”…