I libri silenziosi
di Lampedusa

Dapprima sono arrivati i volontari. Hanno lavorato mesi per dar vita a una biblioteca che fosse
dell’isola. L’isola è Lampedusa, con il suo carico di generosità, accoglienza, e oggi purtroppo con il suo carico di polemiche anti-immigrati del neo “sindaco sceriffo”. Ma la biblioteca è ormai una realtà, pensata per tutti i bambini e i ragazzi che vivono in questo lembo di terra del profondo sud.
Qui ci approdano i migranti, molti anche minori, in cerca di fortuna e di salvezza, ma ci vivono
stabilmente anche oltre mille bambini e ragazzi lampedusani, che vanno a scuola ma non hanno
mai avuto un luogo di incontro e di lettura.

Ed ecco la biblioteca avviare le sue attività, in questi giorni, con un fondo di libri Silent book. Sono
libri “silenziosi”, senza parole, ma dove il potere delle immagini riesce ad evocare mondi leggibili a
tutti, al di là delle barriere linguistiche e dei codici culturali. Ciascuno può interpretare a modo suo
i disegni, la muta trama di storie avvincenti. I libri diventano ponti, per chi li legge ma anche per
chi li ha raccolti. Provengono da tutto il mondo, sono parte di un progetto voluto e sostenuto da
Ibby International (organizzazione no profit che promuove la letteratura per l’infanzia in tutto il
mondo) e dalla sua sezione italiana e da molti altri, in primis il Palazzo delle Esposizioni di Roma
che ai silent book ha dedicato una mostra. A Lampedusa ci va spesso Deborah Soria, coordinatrice
del progetto “biblioteca Lampedusa” e animatrice della libreria itinerante Ottimomassimo. E ce ne
parla Della Passarelli, che guida Sinnos, casa editrice attenta ai diritti e alla multiculturalità.
Entrambe provengono dalle file di Ibby Italia.

C’è il mondo in questi libri senza parole che arrivano da decine di paesi: dall’Argentina al Sudafrica, dall’Iran alla Corea del Sud, dalla Nuova Zelanda alla Svezia. Ci sono le storie di amicizia e libertà di bambine e bambini nel britannico Out of the Blue, che ha ricevuto una menzione speciale da Amnesty International, e c’è Puu (l’albero), un libro che si dipana in lunghezza sino a diventare grande come un albero vero. Il francese Dans la lune, ovvero la scienza delle luna e delle sue varie fasi, evoca l’universo che è di tutti e che tutti conosciamo. Perché i libri silenziosi ci parlano di un mondo “per tutti”. E ci riportano ai diritti dell’infanzia migrante. A quei quasi 50 milioni di minori in movimento nel mondo. 28 milioni tra loro sono stati cacciati dalla loro casa dalla guerra, molti altri dal desiderio di una vita migliore. Tra i loro diritti fondamentali l’Unicef, l’Unesco, l’Onu nel suo complesso, ci ricordano che “a child is a child. No matter what”, per questo è nostro dovere stare dalla parte dei bambini migranti e rifugiati. Farlo con un libro e un luogo di accoglienza per tutti, migranti e “nativi”, è un esempio che dobbiamo difendere ovunque, a partire da Lampedusa.