I droni demoni dell’ultima guerra

Lo sviluppo di una rete in grado di sostenere le pressioni della guerra richiedeva la creazione di uno schema di controllo, che consentisse alla rete di autorganizzarsi. In breve, una gestione efficiente del traffico di informazioni all’interno di una rete di computer comportava la sostituzione della fonte centrale del comando, incorporata nell’hardware di qualche computer, con una sorta di “formazione collettiva delle decisioni” incorporata nel software della macchina. Gli stessi pacchetti di informazioni dovevano agire come “oggetti software indipendenti” e dovevano essere messi in condizione di prendere da sé le decisioni riguardanti il modo di realizzare i propri obiettivi. Benché gli oggetti software indipendenti abbiano molte funzioni e molti nomi (attori, demoni, fonti di conoscenza ecc.) noi li chiameremo semplicemente “demoni”, poiché essi non sono controllati da un programma master o da un computer centrale, bensì piuttosto “evocati” e messi in azione da mutamenti che avvengono nel loro ambiente. I demoni, infatti, sono un mezzo per consentire a una rete informatica di autorganizzarsi. Chiameremo “Pandemonium” lo spazio da essi creato.

Armi robotiche

Al fine di escludere del tutto l’occhio umano dal ciclo, i militari hanno annunciato l’intenzione di creare armi robotiche, macchine capaci di individuare automaticamente il bersaglio e di compiere il riconoscimento amico/nemico. L’attuale generazione di armi autonome è ancora costituita da semplici estensioni dei piccoli velivoli teleguidati che i militari hanno utilizzato per molti anni. Esistono piccoli sottomarini teleguidati come il Penguin, che cerca e distrugge le mine, o il Sentinel, un elicottero teleguidato che è dotato di diversi tipi di sensori per l’acquisizioni di informazioni. Ma alcuni di questi strumenti, grazie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, stanno a poco a poco diventando “più intelligenti”, manifestando un certo grado di indipendenza dai loro controllori umani. La volontà di dotare le macchine di capacità predatorie è ormai istituzionalizzata in ambito militare.

Il Pandemonium

Gli sforzi compiuti dalle istituzioni militari per escludere l’elemento umano dal ciclo di formazione delle decisioni hanno avuto una notevole influenza nello sviluppo della tecnologia del computer. La nascita di sistemi d’arma autonomi, dei giochi di guerra messi in atto da automi, dei sistemi di produzione che determinano la velocità e disciplinano i lavoratori testimonia di questa spinta operata dai militari.
I demoni iniziano ad acquisire un certo grado di indipendenza dai loro ideatori. Il Pandemonium, in quanto è incorporato in reti informatiche globali, crea le condizioni che minacciano il controllo assoluto da parte dei militari.

(Manuel De Landa, “La guerra nell’era delle macchine intelligenti”, 1991)