Guerra e guai alle centrali nucleari, Francia al buio da gennaio

«Interruzioni del carico elettrico a rotazione”: l’espressione “délestages tournant” ha conquistato le prime pagine dei giornali francesi negli ultimi giorni. In effetti, è molto probabile che durante il mese di gennaio il governo sarà costretto a ricorrere a delle interruzioni momentanee del servizio elettrico. Interruzioni che, in tempi diversi, dovrebbero interessare circa il 60% della popolazione.

Ormai da molti mesi il gestore del carico elettrico nazionale, RTE, aveva avvertito che a causa del prolungamento dei lavori per la sicurezza di molte centrali nucleari si correva il rischio concerto d’interruzioni sulla rete nazionale. Il tutto naturalmente è aggravato dal contesto della guerra e dunque il 1° dicembre scorso il porta parola del governo, Olivier Varan, ha annunciato le misure che potrebbero essere prese nelle prossime settimane: interruzioni del servizio di un massimo di due ore, durante i giorni della settimana, tra le 8 e le 13 del mattino o tra le 18 e le 20. Cioè nelle due fasce orarie in cui, di solito, si registrano i più alti consumi di elettricità.

Iscrivendosi sul sito Ecowatt, si potrà sapere alle 17 del giorno prima se la propria abitazione, o luogo di lavoro, o scuola, faranno parte delle zone geografiche in cui mancherà l’elettricità il giorno seguente. Si calcola che ogni interruzione riguarderà circa quattro milioni di persone.

Il governo sta preparando un piano nazionale per gestire questa situazione inedita: gli ospedali, le caserme dei pompieri, i commissariati, le prigioni e le basi militari non saranno mai private di elettricità. Si stanno censendo le 4000 persone che vivono a casa loro ma con malattie serissime perché siano escluse dai provvedimenti. Al contrario le scuole coinvolte rimarranno chiuse e si prevede la sospensione del servizio per treni e trasporti pubblici come i tram, per evitare che possano essere bloccati in mezzo alla linea al momento della sospensione dell’elettricità. Anche il servizio dei bancomat rischia di essere coinvolto impedendo durante quelle due ore alle persone di ritirare dei soldi in contanti.

Ma come scrive “Le Monde” il vero “incubo” per il governo è l’’interruzione della rete internet e quindi dei telefoni mobili e il fatto che le persone non potrebbero chiamare in caso di emergenza i soccorsi. Certo, esiste un numero di urgenza nazionale il 112 connesso alle antenne che funzionano anche nelle situazioni di crisi, ma purtroppo queste antenne non sono presenti ovunque e soprattutto sono assenti nella gran parte dei territori della Francia rurale e profonda.

Sobrietà energetica

Vi è quindi il rischio concreto di una “frattura territoriale”, anche perché è praticamente impossibile sospendere il servizio a Parigi o in altre grandi città senza coinvolgere, ad esempio, gli ospedali. E dunque probabile che le interruzioni riguarderanno i territori fuori dai grandi abitati, contrapponendo di fatto la città alla campagna.

Per queste ragioni il governo insiste sulla necessità della “sobrietà energetica”, cioè l’appello a ridurre i consumi, nella speranza che si possa evitare ogni situazione di crisi. Il rischio, infatti, è che la realizzazione di questo piano alimenti nuove polemiche politiche e che l’estrema destra approfitti della situazione per farsi portavoce di una protesta della Francia di “periferia” contro le cosiddette élites privilegiate parigine. La frattura geografica, d’altro canto, è già evidente nei risultati elettorali e ha caratterizzato tutti i più recenti movimenti di protesta oltralpe.

Ma più in generale, l’ipotesi che circa il 60% della popolazione possa ritrovarsi, anche se per poche ore, senza l’elettricità sarebbe un evento inedito, percepito come la dimostrazione concreta di come la guerra possa investire la vita quotidiana delle persone. Con quali conseguenze private e pubbliche? Come le famiglie riusciranno a gestire la chiusura della scuola dei loro figli? Quale impatto avrà la sospensione dei trasporti sul lavoro dei francesi? Cosa succederà se l’assenza d’internet o l’interruzione delle linee telefoniche impediranno l’arrivo tempestivo dei soccorsi in caso di emergenze? In molti temono, ad esempio, che l’uso delle candele al buio possa aumentare il rischio di incendi o che molte persone possano rimanere bloccate al chiuso negli ascensori.

Tutto ciò rappresenta un elemento d’inquietudine e incertezza che si va ad aggiungere alle tante già presenti, rischiando di rendere ancora più complicato il rapporto tra il governo, le forze politiche e una società in cui continuano ad essere presenti culture e tendenze regressive e pericolose. Si capisce, dunque, perché il Presidente della Repubblica Emanuel Macron sia così impegnato a cercare una soluzione diplomatica alla crisi, prima che le conseguenze del conflitto diventino difficilmente governabili anche sul piano interno.