Greg il cuoco down e l’ecovillaggio
calabrese diventato un set

Greg è il diminutivo e Jojo è un nomignolo con cui gli amici chiamano Gregorio. Da quando ha iniziato a lavorare in un ristorante, chi lo tiene più? Al mattino, con il suo zainetto arriva alla fermata dell’autobus e da solo raggiunge il posto di lavoro a una ventina di chilometri. Lo aspettano chef, cuochi, camerieri, barman e, naturalmente, i clienti dell’unico albergo etico della zona. Lo conoscono tutti ormai e gli vogliono bene. Tra i sorrisi che dispensa e quelli che riceve in cambio non c’è alcuna differenza. Gregorio ha la sindrome di down, è un giovanotto biondo e con gli occhi azzurri, cresciuto in campagna, in uno strano posto crocevia della gente più varia, artisti, camminatori, scrittori, persone sole, immigrati, registi, attori… Una storia, quella di Greg, che richiama in qualche modo quella di Rick, il ragazzo down protagonista della fiction Ognuno è perfetto in onda da lunedì su Raiuno.

La madre di Greg, Luciana, è veronese e con la Calabria, dove si è trasferita molti anni fa, non c’entrava proprio niente fino al momento in cui alcuni amici la invitarono a trascorrervi alcuni giorni di vacanza. Il clima mite sembrò subito favorevole alla salute cagionevole del bambino. La decisione fu presto presa: si lasciò alle spalle Verona e tutto ciò che la città inglobava, compresi due figli più grandi, altri affetti, un lavoro, la gioventù. Gregorio diventava adesso per questa donna lo scopo del suo presente e del suo futuro, una novità imprevista e, inutile nasconderlo, difficile da gestire all’inizio. Sarebbe scesa al Sud per capirlo meglio e, se possibile, fare rete con altre mamme come lei.

Da questa scelta è nato l’Arcipelago Sagarote, il solo ecovillaggio calabrese, in cui si coltivano orti sinergici, si pratica l’onoterapia, sono attivi molti laboratori, si programmano progetti per le scuole locali, si ospita chi è di passaggio e, quasi sempre, vi fa ritorno. Gregorio è cresciuto, così, in mezzo al verde, a contatto con gli animali, ha mangiato prodotti a chilometro zero, ha conosciuto tante persone di ogni parte del mondo, ha cantato e ballato sotto la luna e attorno a un fuoco all’aperto, ma ha anche frequentato la scuola e alcune associazioni di volontariato, esperienze, queste, non sempre positive.

In un posto in cui i servizi sociali sono affidati per lo più al Terzo settore, un down spesso è affidato alla sola cura della famiglia e al docente di sostegno, se è in età scolare. Luciana proprio per questo ha provato a smuovere le acque, a contattare altre mamme nella sua stessa condizione, a farle uscire da casa e a superare l’isolamento, a condividere paure e desideri, a fare rete. Questa stramba veronese non ha mai avuto peli sulla lingua, neanche quando le battaglie intraprese e le campagne sostenute non coinvolgevano direttamente il figlio. All’Arcipelago Sagarote, giusto per citarne uno, è stato anche don Giacomo Panizza, sacerdote bresciano, arrivato anni fa a Lamezia Terme per affiancare i disabili in percorsi di emancipazione e finito per diventare poi un punto fermo dell’antimafia sociale. Due persone del Nord Italia che al Sud sono arrivate per occupare spazi ancora vuoti, a testimoniare che, insieme, si può sfidare sia l’handicap che la ‘ndrangheta, perché la seconda finisce sempre per trasformarsi nel primo, se non si affronta con le strategie e i mezzi adeguati.

Greg è un ragazzone felice, sua madre non lo ha tenuto isolato, anzi, lo ha coinvolto in mille attività, persino la recitazione. Con altri cinque ragazzi down, è infatti il protagonista di un film, Anisi, diretto da Elsa Benetos e Simon Dedours. No, non è un refuso, il titolo del film è proprio Anisi, perché quei birbanti di attori in erba hanno fatto dannare i registi per tutto il tempo delle riprese, chiamando in questo modo gli Asini. Il set è proprio l’ecovillaggio, un luogo magico ma reale, lontano dalle macchine, dai negozi, dalla folla, un posto che somiglia tanto a quelli abitati molti anni fa, quando uomo e natura ancora dialogavano, perché l’uomo non aveva dimenticato di farne parte: se recuperassimo, allora, almeno un po’ della purezza di Greg e dei suoi amici, ritorneremmo anche noi a sorridere e a meravigliarci delle cose, a guardare gli altri come nostri simili, seppure diversi.