Green pass e no vax
mezza Lega non
sopporta più Salvini

Quousque tandem…  Fino a quando dunque, Matteo Salvini, abuserà della nostra pazienza e soprattutto di quella di Mario Draghi? Sia chiaro, Salvini non è Catilina, che forse non era così pessimo come lo descriveva il console Cicerone, ma sta davvero abusando della pazienza del serafico presidente del Consiglio, votando – appena può – con l’amata opposizione di Giorgia Meloni, anche se è ben accoccolato dentro il governo.

Con i suoi contorsionismi, alterna dichiarazioni di fedeltà a Draghi e subito dopo si esprime contro l’estensione del “green pass”, frenando, ostacolando, diffondendo bugie. L’ultima è stata: «più vacciniamo più escono nuove varianti». Non è vero. L’Istituto Superiore di Sanità ha subito detto che è priva di qualsiasi fondamento scientifico, ma intanto la fake news ha preso il volo nell’universo dei “no vax”.

La pazienza di Giorgetti è alla fine

Matteo Salvini sta abusando della pazienza anche del “suo” ministro Giancarlo Giorgetti, tanto serio ed affidabile quanto il “suo” segretario federale sembra una variabile dispettosa dentro il governo. Forse stanno perdendo la pazienza anche i “suoi” presidenti di regione, ormai promossi a “governatori”, che su vaccini e “green pass” sono allineati sulle scelte rigorose del governo. Anche Massimiliano Fedriga, “governatore” del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza Stato-regioni, considera “il green pass una patente di libertà” e ha detto senza mezzi termini: “Vaccinarsi è una protezione per sé e per gli altri. Sbagliato il convegno no vax del mio partito al Senato”.

Certo, sono banalità che dovrebbero essere ormai scontate, anche se, qua e là, assessori leghisti considerano il “green pass una schedatura di Hitler”. Il convegno leghista dal quale Fedriga prende le distanze è stato organizzato al Senato con l’obiettivo di dimostrare che “il Covid è una malattia curabilissima” con cure domiciliari e l’uso della idrossicloroclina, tanto cara all’ex presidente Trump, magari con una punta di liquerizia. Peccato – o per fortuna – che il presunto “protocollo” sia stato bocciato dall’Agenzia Europea del Farmaco (Ema), dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e dalla Food and Drug Administration (Fda) americana. Ma intanto la bufala è stata masticata con gusto dai famelici “no vax”.

C’è da chiedersi cosa sarebbe successo in Italia se in questi due anni di pandemia ci fossero stati al governo sovranisti e negazionisti. C’è da sperare che nel 2023, quando ci sarà il possibile (ma non scontato) trionfo del centrodestra annunciato dai sondaggi, l’emergenza Covid-19 sia finita o quasi, grazie alla determinazione e alla “santa pazienza” di Mario Draghi, che ascolta, sorride e va avanti per la sua strada, con un passo da alpino, lento e sicuro, preso in prestito dal generale Figliuolo, nell’interesse di tutti noi (no vax compresi).