Senza un patto politico
si rischia di andare
al voto

Nei mesi scorsi scrissi un pezzo molto critico nei confronti della ministra Teresa Bellanova perché, seppur renziana, tacque quando Matteo Renzi, presidente del Consiglio e segretario del Pd, disse che preferiva il capo della Fiat Marchionne al sindacato. Lei, da ex dirigente sindacale rimase in silenzio. E Renzi, da parte sua, in tutti gli anni in cui resse il governo del Paese ignorò completamente il sindacato.

Ora Renzi non ha più il potere di allora e il suo partitino, Italia Viva, è al lumicino, dalle parti del 2-3%. Bellanova, invece, è ministro dell’agricoltura nel governo Conte e fa politica. Oggi Bellanova si batte per regolarizzare gli immigrati che lavorano in nero e che, mentre imperversa il coronavirus, non hanno alcuna protezione sanitaria. Bene. Il grillino Di Maio, come sempre, esprimendo la peggior destra anche se resta un notabile del M5S e ministro degli esteri, si oppone a questa misura. Il Pd è favorevole alla regolamentazione, così pure Leu. Intanto tutto per adesso è fermo, affidato ad un difficile negoziato.

Questo significa, però, che ancora una volta emerge una scarsa chiarezza sulla base politica del governo Conte. Anche su temi essenziali. Per questo motivo il governo appare più debole. Ieri ho suggerito che Pd, M5S e Leu dovrebbero stendere un documento politico per dire agli italiani qual è la base politica dell’esecutivo e quali sono le prospettive future. Non essendoci questo chiarimento, il governo navigherà ancora tra equivoci e rinunce. Infatti, il governo mostra affanno, le prospettive sono sempre più incerte. In autunno si voterà? Stando così le cose, penso che sarà inevitabile.

(testo da Facebook)