“Gli eroi sono partiti”: il Covid li ha trasformati in mostri da combattere

C’è stato un momento nella recente e ondivaga narrazione italiana in cui il personale sanitario veniva considerato prossimo alla beatificazione: non sono trascorsi molti mesi, erano le fasi delle bare trasportate dai mezzi militari a Bergamo, marzo 2020. Migliaia sono stati anche in Italia gli operatori sanitari morti nell’adempimento del loro lavoro. Silenziosamente hanno continuato a sostenere turni massacranti, spesso per stipendi miseri, con contratti nazionali in scadenza e tutele ridotte all’osso. Se fragile era l’interesse delle istituzioni grande era, al contrario, l’incoraggiamento della cittadinanza: applausi a scena aperta, concerti e altri incontri culturali appositamente ideati e dedicati. L’impegno visto come pratica collettiva, il consenso per chi si trova in prima linea.

Le aggressioni al personale sanitario

Poi qualcosa cambia. 11 ottobre: un’infermiera viene aggredita all’ospedale Umberto I di Roma da un partecipante alla manifestazione No Green Pass. 14 Ottobre: scritte contro le farmacie che nel ravennate hanno aderito alla campagna per la vaccinazione: farmacisti equiparati a nazisti. Ancora, solo pochi giorni fa minacce di morte via twitter al presidente di Federfarma Marco Cossolo “Sarai trovato in un viottolo di campagna con un colpo alla nuca”, fino alla dottoressa aggredita dopo la manifestazione di Roma alcuni giorni fa.

Pensiamo all’intelligenza come a uno strumento che sviluppa l’adattamento all’ambiente. Tra gli psicologi che hanno affrontato la questione dell’”intelligenza emotiva” spicca lo statunitense Daniel Goleman che la descrive come capacità di gestire i propri sentimenti e quelli altrui. La forza dirompente che caratterizza le emozioni, se mal governata, può paralizzare ad esempio la nostra capacità di agire o decidere lucidamente. Tra le abilità fondamentali per lo sviluppo di questo modello, che si è definito alla fine degli anni Novanta, c’è la capacità di imparare a riconoscere e a bloccare i pensieri illogici e automatici che spesso accompagnano le emozioni o quella di connotare gli eventi come temporanei e dipendenti da cause specifiche.

Nulla di più lontano dal mondo che stiamo osservando, nei social e fuori dai social.

TRINCEA

Lo distingui lo straniero senza torcia?

sibilava al mio orecchio dentro il buco
mentre oltre il sipario disegnato
dai fogliami, a elemosina del vuoto
c’era la notte ferma lapidaria
ci subissava fino a darci il sonno

Distinguo solo l’orma di chi fugge
non che si appressa, ma si è fatto tardi
non torneranno in tempo, forse mai

le lumache si infossano con noi

gli eroi sono partiti ed era autunno
e queste mani opache ora hanno freddo.

“Gli eroi sono partiti” è il titolo dell’opera, edita da Passigli, con cui Francesca Mazzotta è recentemente risultata finalista al Premio Dessì. L’evocativa immagine restituisce una giusta idea di quanto ci sta accadendo: senza persone in grado di prendere sulle proprie spalle i ruoli cardini della vita collettiva resta ad ognuno di noi il ruolo di coprotagonista dell’esperienza globale. Inoltre, in una società sempre più lontana da un’idea comune e più radicata verso posizioni solipsistiche, il risultato rischia di diventare sempre più devastante. Chiusi in una trincea, proprio come in un’immagine golemaniana, senza più luce davanti ai nostri occhi, rischiamo di non essere in grado di riconoscere l’estraneo, il nemico, o ancora peggio, come sta accadendo, considerare nemico chi cerca di aiutarci, nell’improbabile visione che aiutare chi ci sta accanto sia in realtà un modo per minarne la libertà. Rimane in questa descrizione il freddo lacerante che l’inverno della quotidianità a cui stiamo assistendo porta con sé. Saranno i nostri corpi a spaccarsi, come accade alle nostre mani alle prese con le nebbie mattutine, senza più nessuno in grado di riscaldarle. I piccoli eroi quotidiani stanno diventando mostri da combattere, l’intelligenza emotiva un miraggio sempre più distante. Solo facendo in modo che la frustrazione per l’imperfezione che ancora viviamo non diventi rabbia collettiva potremmo tornare anche noi ad essere piccoli eroi quotidiani dei micromondi che epicamente attraversiamo ogni giorno.

Francesca Mazzotta, Gli eroi sono partiti, Passigli 2020.