Fogli e viaggi sulle strade del mondo.
Per sognarlo ancora, nonostante tutto

Tre mesi, ma sembra molto di più. Un sito dedicato al viaggiare (foglieviaggi.cloud), di questi tempi in cui viaggiare è proibitivo e anche un azzardo sanitario, è un’avventura risarcitoria ma anche bella e piena di speranza. Un giorno torneremo a indossare i calzari, a impolverarci i piedi, a non sapere dove dormiremo e cosa mangeremo e lì sta anche il suo bello. Il mondo allargherà le sue porte, i confini torneranno ad avere poca importanza. Stanno lì, i confini, per essere attraversati, chi ci arriva non vuol tornare indietro, rinunciare alla sorpresa, appassire i desideri.

Fogli e viaggi, scrivere e andare. Non sono resoconti, sono reportage dell’anima. Gli autori sono compagni di viaggio che dividono emozioni e ricordi, pensieri e scoperte.

Ci sono librai ed economisti, medici e manager, ferrovieri e musicisti, poeti e filosofi, insegnanti e artisti. Moltissimi i giornalisti che il fondatore del sito, Vittorio Ragone, ha incontrato nella sua vita professionale, soprattutto all’Unità o a Repubblica. Molti anche i fondatori e i collaboratori di Strisciarossa.

Da Stromboli a Li Galli, da Badolato al viadotto Morandi

fogli e viaggi
Stromboli. Foto di Marcella Ciarnelli

Questa piccola folla colorata racconta i suoi viaggi, il suo andare oltre i confini quando il mondo era ancora largo. Ma i confini, come si sa, non sono tanto nazionali e fisici. Così Annamaria Passaro racconta l’isola de Li Galli, in Costiera amalfitana. Ti affacci sul golfo e la vedì lì, a due passi, tre scogli rudi, uno solo abitato ma rimasto chiuso per anni, che neanche ora è facile da visitare. Fu abitato da Léonide Massine prima e poi da Rudolf Nureyev, alla villa lavorò anche Le Corbusier: stanze semplici, pareti bianche, pavimento in mattonelle di Vietri, coloratissimo, e un affaccio mozzafiato sul mare.
Così Marcella Ciarnelli racconta la vita a Stromboli, che impone la scelta di diventare davvero isolani, pena il restare inesorabilmente foresti, pur avendo comprato grandi ville. E della presenza immanente di Iddu, il vulcano.
Così Enrico Fierro racconta Badolato, paese calabro che come Riace aprì le sue porte ai profughi curdi naufragati alla marina nel 1997. Racconta l’essenza di quella comunità che si allarga, include, ospita le radici e le vite di persone che hanno altre patrie.

foggi e viaggi
La guardia saracena all’approdo della villa a Li Galli

Così Laura Gnocchi ripercorre la storia del Viadotto Morandi, oggi diventato San Giorgio, condividendo le sue lacrime laiche per il calcestruzzo e la morte di un sogno ingegneristico, oltre che per il rammarico la sovrammissione di quel nome di santo delle Crociate. Piccoli viaggi, grandi storie.

Da Zfat a Guantanamo, da Slab City alle Galapagos

Ma ci sono anche i grandi viaggi. Così Gad Lerner ci porta in Galilea, sulle tracce di un Messia: a Zfat, su lago di Tiberiade, una delle quattro città sante dell’ebraismo. Mostrandoci una strana realtà: circondato da casermoni di architettura brutalista, un cuore di centro storico da Bibbia, sinagoghe e sinagoghe antichissime, un affollarsi di cafettani e caffettani, barbe e boccoli alle orecchie, copricapi di pelliccia. Sparito il segno e il fascino degli antichi mistici, resta l’ortodossia più rigida e la città, pur seducente, è meno intrinsecamente santa.

Così Giorgio Oldrini ci porta a Guantànamo, la Cuba che i turisti del Varadero non sanno neppure di poter sognare. Eppure è lì, a Baracoa, che Colombo sbarcò nel 1492. Separata dal resto dell’isola dalle montagne, e dunque quasi incontaminata, dopo la vittoria della rivoluzione una strada la collega all’Avana. La contadina Guantanamera, di cui parla la famosa canzone, era nata qui. Era nato qui anche l’indio Hatuey, condannato al rogo. Si sarebbe potuto salvare convertendosi, ma chiese al prete: se muoio e vado in paradiso, incontrerò quelli come voi? E, davanti alla risposta affermativa, preferì il fuoco. Tutto è semplice, qui: gli alberghi, i negozi, la vita. E la natura, il parco nazionale, prende il sopravvento.

fogli e viaggi
Galapagos

Così è la nostalgia a suggerire a Virginia Botti Caffoni di tornare indietro negli anni, a quella ricerca di Slab City, un accampamento hippie ai confini del mondo, non c’è nulla ma è pieno di storie. Chi si è rifugiato qui, in California, fugge da quella società, quella oltre le montagne, e si accontenta di un camper, una roulotte, una baracca di pali e lamiera. E una curiosa collina fatta di rifiuti e pietre da un artista che è morto qui, costruendo una piramide colorata di love e Jesus.
E ancora Oldrini che guida alla quarta casa di Neruda, la Chascona, in Cile. Annamaria Passaro va tra le Galapagos, e come tutti i turisti conosce il vecchio George, la tartaruga le cui svogliatezze sessuali erano leggendarie fino a qualche tempo fa, quando alla fine si è concesso. E foche, pinguini, iguane, sule dalle zampe azzurre o arancioni.

Amleto Vingiani che segue le orme di Game of Thrones, in Nord Irlanda sulle orme degli Stark e dei Lannister, di John Snow e del Corvo a tre occhi.
Ecco, la strada di Fogli e viaggi è appena cominciata, tre mesi appena. Ma continuerà: il mondo è troppo piccolo per lasciarsi chiudere da un lockdown. E se non si potrà percorrerlo con i piedi, si potrà sempre sognarlo.