Edilizia, il bonus facciate batte l’eco-bonus alla gara delle truffe

L’unica cosa certa che c’è nelle truffe riguardanti il superbonus è che il superbonus non c’entra niente. L’affermazione trova conferma nei numeri forniti dal direttore dell’Agenzia delle Entrate in sede di audizione parlamentare. Numeri che parlano chiarissimo e che lo vedono coinvolto nel 3% delle truffe complessive che riguardano i bonus fiscali. Ben altro lignaggio hanno, invece, i comportamenti illeciti che riguardano il bonus facciate, che primeggiano con il 46% delle truffe totali, seguito a ruota dall’eco-bonus con un onorevole 34% di casi.

Regole rigide per il superbonus al 110%

D’altronde non ci si può meravigliare di questa disparità, vista la normativa che sovrintende il superbonus 110. Nato con il D.l. 34/2020 con l’obiettivo di migliorare il rendimento energetico del disastrato patrimonio immobiliare italiano, questa agevolazione si è da subito caratterizzata per la sua rigida serie di controlli e di regole. Per accedere al beneficio occorre che ci sia una asseverazione di un tecnico abilitato che attesti sia l’effettiva realizzazione dei lavori sia la congruità delle spese, calcolata sulla base di precisi prezziari emanati da enti pubblici.

La cessione materiale dei crediti, poi, può avvenire solo con il visto di conformità apposto da un dottore commercialista, che si assume per questo una specifica responsabilità personale. Tutti soggetti che per legge devono essere dotati di congrua assicurazione a favore dello Stato, casomai ci fossero dei problemi. Insomma una liturgia un po’ complicata, creata apposta per disincentivare i mariuoli.

Pochi controlli su costi, nessuna autorizzazione edilizia


Foto di Tima Miroshnichenko da Pexels

Altra musica, invece, per i bonus diversi dal 110. Nessun controllo, nessun tecnico che ne attesta i costi, nessun visto di conformità, nessuna assicurazione. Il bonus facciate poi è tutta pacchia, visto che riconosce il 90% di credito fiscale e non necessita manco delle autorizzazioni edilizie. Tutte qualità che ne hanno decretato il successo nelle statistiche sulle truffe le quali, occorre dire, sono ben più capillari e diffuse di quanto emerso negli ultimi giorni.

Nei casi alla ribalta della cronaca i lavori non erano stati fatti, ma ve ne sono molti altri dove, sebbene le opere siano state realizzate, il loro costo è decuplicato rispetto al normale valore di mercato. Il tutto sotto l’egida e la benevola complicità di anonimi e insospettabili beneficiari che, pur di non pagare neanche il 10% a loro carico, sono stati ben contenti di firmare appalti con prezzi stratosferici.

I più arditi, poi, nel calcolo del bonus facciate ci hanno infilato pure la ristrutturazione del bagno o del salotto, che oggettivamente c’entrano poco con l’agevolazione. Una realtà questa che dovrebbe essere attentamente controllata dal Fisco, per smentire anche il lamento di imprese e professionisti sul rincaro dei prezzi dovuti all’aumento delle materie prime. Anche perché di queste se ne usano poche, visto che alla fine serve sabbia, polistirolo, vernice e impalcature, tutte cose di cui l’Italia è ben rifornita.

Il caso delle impalcature

Proprio le impalcature sono l’archetipo di quanto fin qui detto: prima del 2020 i loro prezzi oscillavano attorno ai 9 euro al metro quadro di superficie coperta. A fine 2021 viaggiavano attorno ai 45 euro. Il loro numero è sempre quello, non c’è stato bisogno di farle arrivare dalla Cina, come succede per i condizionatori.


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Se non ci fosse stata, però, la cessione del credito fiscale maturato, le truffe non sarebbero esplose. Fin dall’origine tutte le agevolazioni sulle ristrutturazioni venivano spesate nella dichiarazione dei redditi, fino a concorrenza delle imposte da pagarsi. Questa modalità è inaccessibile per i soggetti “incapienti”, cioè quelli che non hanno tasse da pagare perché possiedono redditi molto bassi oppure perché si avvalgono di modalità forfettarie per calcolarle. Per venire incontro a queste categorie è stata introdotta la cessione del credito, la quale è stata estesa a qualsiasi tipo di contribuente, anche quelli fiscalmente capienti.

A questo punto, quindi, monetizzando immediatamente la spesa degli interventi, non c’è stato più nessun interesse a vigilare sui prezzi, sui costi dei materiali e degli interventi, sulla loro effettiva realizzazione, perché tanto alla fine è lo Stato, o meglio la fiscalità generale, a farsene carico.

L’anomalia di Poste italiane

Curioso notare, anche se il fatto non è risaltato più di tanto, che gran parte dei crediti fiscali truffaldini sono stati acquistati da Poste Italiane, società sotto il controllo diretto del Governo, ignare di ciò che stava succedendo alle loro spalle ma certamente incaute nelle modalità di acquisizione dei crediti in genere, vista la sostanziale carenza di qualsiasi controllo. Al contrario, il sistema bancario in tutte le operazioni di acquisto ha sempre usato moltissima cautela, arrivando a formulare in molti casi, e per importi anche esigui, richieste di documentazione ben al di sopra di quanto obbligato per legge.

Le truffe, grandi o piccole che siano, che hanno riguardato i bonus edilizi dimostrano ancora il malcostume italiano, quello che vede lo Stato come elemento altro da sé, da “fregare” come dice uno dei malviventi implicati nelle vicende dei bonus fiscali, ad avere rovinato la buona idea alla base del superbonus 110. Talmente buona che in una ricerca della Camera dei Deputati del 09 dicembre 2021, si dice che “in sintesi, nel quadro degli investimenti attivati dagli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica nel 2021, il saldo per il sistema economico del Paese risulterebbe positivo per quasi 4 miliardi di euro”.

Il risparmio energetico è molto forte

Foto di Plato Terentev da Pexels

A maggior conforto dell’idea che il superbonus 110 vada, comunque, in qualche modo tutelato, sempre nella citata ricerca della Camera dei Deputati, si legge che “con 11,6 miliardi di euro di spesa pubblica (sempre nella proiezione al 31 dicembre 2021), il risparmio energetico complessivo dichiarato, trasformato in tonnellate di petrolio equivalente, risulta pari a 0,20 MTep/anno. L’obiettivo attualmente previsto dal Piano Energia e Clima era di 0,33 Mtep/annui; pertanto in considerazione del prolungamento del superbonus già nei prossimi anni, con tutta probabilità si potrebbe arrivare a superare il target”.

Un’ultima annotazione, a conferma che siamo un popolo irredimibile sul piano del rispetto della cosa pubblica. All’indomani dell’inizio del lockdown, le forze politiche ed economiche si affrettarono a dire al governo di fare presto a dare gli aiuti alle imprese e ai lavoratori. Questo portò ad erogare, ad esempio, il bonus locazioni a favore delle attività economiche sulla base di una semplice autocertificazione. Dall’audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate citata all’inizio si apprende che le truffe su questo tipo di bonus sono state pari al 9%.
La morale è che la burocrazia sarà pure un freno all’economia ma almeno ci fa risparmiare.