Ecco l’imbroglio con cui
i sovranisti di Bannon
si sono presi Trisulti

Che cosa aspetta il governo a ritirare la concessione con cui la “scuola” sovranista di Steve Bannon e soci si è impossessata dell’abazia di Trisulti? Qualche settimana fa, rispondendo a un’interrogazione presentata dal deputato di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, il sottosegretario ai Beni Culturali Gianluca Vacca (Cinquestelle) aveva ammesso che gli scopi dichiarati pubblicamente dall’ Humanae Dignitatis Institute, che aveva ricevuto la concessione nel 2015 dall’allora ministro Dario Franceschini, non corrispondono in alcun modo ai criteri di assegnazione stabiliti per legge. In altre parole, l’organizzazione di Bannon aveva affermato il falso per ottenere il permesso di insediarsi nella storica abbazia, una delle più belle e più ricche di storia d’Italia.

Strisciarossa è in grado di dimostrare che effettivamente è andata così. E cioè che l’imbroglio c’è stato. Infatti, la richiesta che venne allora indirizzata al ministero, appoggiata dalle autorità religiose che avevano titolo per interloquire sulla gestione della certosa dalla quale i frati avevano deciso di ritirarsi, era molto diversa dal progetto al quale i sovranisti anglo-italo-americani che si erano fatti avanti hanno poi messo mano.

Vediamo le carte. Nel 2015 l’Humanae Dignitatis Institute (HDI) è un’associazione internazionale quasi del tutto sconosciuta, almeno in Italia. È un istituto di carattere religioso, vagamente ispirato dalle correnti più conservatrici della chiesa cattolica, con sede a Roma, in via delle Fornaci (praticamente sotto le mura del Vaticano) che è stato fondato ed è diretto da un personaggio un po’ bizzarro: Benjamin Harnwell, un cattolico inglese che è entrato in politica come portaborse di un noto esponente del partito conservatore, Nirj Neva, cattolico anch’egli e di origini cingalesi, prima membro della Camera dei Comuni e poi eletto al Parlamento europeo.

Di Steve Bannon, allora, nessuno ha sentito ancora parlare. Quello che sarà poi il principale spin-doctor di Donald Trump e – così dicono (specialmente lui) –  il vero artefice della inattesa ascesa dell’outsider alla Casa Bianca fino al suo brutale allontanamento, fa ancora il produttore cinematografico, si è fatto appena cacciare dalla Goldman Sachs, che fornirà all’amministrazione Trump il fior fiore dei suoi consultants ma di Bannon non ha una grande opinione, e si dedica alla fattura del suo sito di notizie Breitbart News, specializzato in fake news e pettegolezzi al servizio della destra più destra, la Alternative Right, che predica il suprematismo bianco e il riarmo dell’America.

Ma Bannon, chissà come, ha sentito parlare del suo correligionario Harnwell e l’uomo gli piace. Di lui scriverà, in un banner che figura ancor oggi in tutti i post del HDI, che è “the smartest guy in Rome”, va in giro “conciato come un monaco, ma è proprio un ragazzo che sa il fatto suo”.

Benjamin Harnwell

Il ragazzo che sa il fatto suo ha anche fiuto per gli affari. Viene a sapere che l’abazia di Trisulti, famosa tanto per il suo valore religioso come tappa del cammino di San Benedetto quanto per le più profane qualità dei frati certosini come produttori di tisane medicinali, micidiali centerbe e cioccolate squisite figura, nell’elenco dei beni che il ministero dei Beni Culturali offre in concessione a enti privati d’interesse pubblico che si impegnino a conservarli e, se necessario, restaurarli. Decide allora di presentare la sua offerta e, poiché le entrature non gli mancano, fa le cose in grande e si presenta con la più alta delle raccomandazioni possibili.

In una “Presentazione speciale per Sua Santità Papa Francesco” il presidente onorario, nonché padre spirituale, dell’istituto, il cardinale italiano Renato Raffaele Martino spiega come e perché l’abazia di Trisulti sarebbe perfetta per “per iniziare una nuova comunità con il carisma di promuovere il vangelo nel mondo politico, servendo Nostro Signore secondo la visione proposta dell’Istituto, pregando insieme e condividendo una vita fraterna in comunità”. “Deo volente –spiega ancora il cardinale- vorremmo che da tale gruppo sorgesse una comunità religiosa secondo il carisma francescano. Su questo progetto il DHI collabora con una rete ampia di altre organizzazioni internazionali, e molte di queste hanno come noi, la missione speciale di lavorare con i giovani”.

Non è dato sapere se la lettera sia arrivata sulla scrivania del Papa, ma di certo viene letta dal vescovo di Alatri-Anagni, sotto la cui giurisdizione cade il comune di Collepardo su cui sorge Trisulti, Lorenzo Loppa. Peccando forse un po’ d’ingenuità (della quale si è pentito perché ora è in testa alla lista di quelli che chiedono che i sovranisti se ne vadano), il vescovo la trasmette a Dom Silvestro Buttarazzi, Abate Preside dell’Abazia di Casamari e in quanto tale superiore dei 200 monaci che pregano e lavorano nelle 18 abbazie che dipendono dalla casa madre, tra cui quella di Trisulti. Il parere di Dom Buttarazzi è decisivo perché è a lui che il ministero dovrà fare riferimento al momento di decidere sulla convenzione.

A questo punto occorre sottolineare il fatto che il progetto fatto arrivare con le “raccomandazioni” di cui sopra ha un carattere assolutamente religioso. C’è un cenno, è vero, al proposito di “promuovere il Vangelo nel mondo politico”, servendo “Nostro Signore secondo la visione proposta dal nostro istituto” (e qui magari qualche sospetto avrebbe potuto anche venire), ma quella che viene prospettata è una “comunità religiosa secondo il crisma francescano” per “lavorare con i giovani”. Non certo un’accademia politica per addestrare militanti al sovranismo…

Ingannati da questi toni da agnelli del Buon Dio, il vescovo, l’Abate Preside e – ahinoi – il ministero approvano la convenzione. E con la convenzione in tasca la mite comunità con il carisma francescano diventa subito un’altra cosa. Harnwell chiama a raccolta la galassia di tutti gruppi e gruppetti cattolici conservatori che si oppongono alle diaboliche novità che papa Bergoglio sta cercando di introdurre nella Chiesa. Il mite cardinal Martino, molto conservatore ma obbediente al suo papa, viene conciato subito per le feste. Nel famigerato dossier contro Bergoglio stilato dall’ex nunzio apostolico negli Usa Carlo Maria Viganò, vicino – va da sé – al HID, il presidente onorario di Humanae Dignitatis viene annoverato tra i membri della “lobby omosessuale” che sarebbe attiva in Vaticano.

Steve Bannon

Martino viene difeso da un comunicato dell’istituto, che si affretta comunque a precisare che l’”errore” su di lui nulla toglie alla “forza e alla verità” delle denunce di Viganò. Fatto sta che pochi giorni dopo Martino lascia l’incarico e al suo posto viene nominato il vero capo della rivolta contro Bergoglio, il cardinale americano Raymond Leo Burke e l’advisory board dell’istituto viene riempito di cardinali che appartengono alla fronda contro il papa e che si riconoscono nei “dubia” formulati dagli ultraconservatori Carlo Caffarra, Walter Brandmüller, Joachin Meisner e lo stesso Burke sull’esortazione apostolica di Bergoglio Amoris Laetitia che conteneva aperture sulla morale sessuale e sulla presenza nella chiesa dei divorziati. Nell’elenco figurano tre italiani noti per le loro posizioni retrive (Francesco Monterisi, Angelo Scola ed Elio Sgreccia) e altri otto alti prelati, quasi tutti ultraottuagenari e quindi esclusi dal conclave per l’elezione del prossimo papa, noti per le posizioni contrarie al rinnovamento della chiesa, per le loro preferenze per la messa tridentina, le loro preclusioni contro le aperture in fatto di morale sessuale. Tra i Patrons figurano, insieme con Bannon, l’italiano Rocco Buttiglione, che sostiene di non essersi convertito al sovranismo ma di condividere la battaglia contro le “deviazioni” della chiesa, fra Matthew Festing, che fu allontanato dal papa dalla carica di Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta per le sue posizioni aggressive verso le altre religioni, il feldmaresciallo britannico Lord Guthrie, ex capo di Stato Maggiore del Regno Unito che fu vicino all’incriminazione per i metodi usati su suo ordine nella guerra in Iraq e anche (alla memoria) Otto d’Asburgo, icona della destra ultraconservatrice europea morto da qualche anno. Presidente dell’assemblea è Luca Volonté ricordato in Italia più per i suoi guai giudiziari come imputato di corruzione che per il suo passato di dirigente dell’UDC. Il presidente esecutivo è Nirj Deva e il segretario generale la sua assistente a Strasburgo Ingrid Grosu, la quale, non è chiaro a quale titolo, usa per le sue attività per il HDI il suo ufficio al Parlamento europeo.

Alla fine dell’anno scorso Bannon prende decisamente le redini dell’operazione e dopo i suoi ripetuti incontri con Marine Le Pen, Geert Wilders, Matteo Salvini e Giorgia Meloni fa sapere al mondo che a Trisulti nascerà un’accademia “di alto livello scientifico” per formare i quadri del Movement, la formazione sovranista di cui ha affidato la guida all’avvocato belga Mischaël Modrikamen, specializzato in cause contro le banche e fondatore di un oscuro Parti Populaire (Personenpartij in neerlandese: partito delle persone) che si autocolloca alla destra della destra più destra. Il Movement dovrà sovvertire l’Europa cominciando dal Parlamento che sarà eletto a fine maggio.

Per ora, a dire il vero, dell’attività accademica del sovranismo in marcia a Trisulti non c’è traccia. L’unico effetto del colpo di mano è il biglietto d’ingresso di cinque euro che gli avidi successori dei frati hanno stabilito di far pagare ai visitatori e ai pellegrini. E, ovviamente, l’amarezza e lo sdegno di tutti quelli che soffrono a vedere questo angolo d’Italia sottratto alla comunità, alla storia, alla cultura e alla religiosità da una corte di reazionari prepotenti. Fino a quando?