Ecco la squadra di Gualtieri. Ma ce la farà a rilanciare Roma?

Al G20 un caldo abbraccio con il cancelliere tedesco in pectore Olaf Scholz, ma al Campidoglio si deve barcamenare fra le diverse anime della lista di sinistra civica ecologista e fra le correnti del PD. Come che sia, Roberto Gualtieri non ha dismesso il sorriso che si è imposto di sfoggiare – ieri in occasione della presentazione del piano straordinario per la pulizia – e alla fine ha condotto in porto la barca della giunta. Anche perché i problemi urgono: di solito si vota in primavera e l’estate, quando almeno una parte dei romani è in vacanza e le scuole sono chiuse, il “sarto” ha il tempo di prendere le misure. Gualtieri si insedia alle porte dell’inverno, come fu per il primo Rutelli: il bando per il riscaldamento nelle scuole ancora non è pronto, e urge approvare entro dicembre il bilancio se si vuole evitare la iattura che Gianni Alemanno confezionò per Ignazio Marino: la ripartizione del budget in dodicesimi.

Gualtieri con Olaf Scholz

L’impressione generale della squadra del neosindaco è in chiaroscuro: i profili politici prevalgono sulle competenze. Senza voler indulgere nell’atteggiamento che considera i tecnici sempre migliori dei politici, l’obiettivo mancato è quello dell’”alto profilo”, che l’eccezionalità dei tempi per il paese e per la sua capitale dovrebbe richiedere.

Sono tre gli assessorati che andranno ad esponenti del PD: Sabrina Alfonsi all’Ambiente con le deleghe ai rifiuti, al verde e agricoltura, all’economia circolare; Maurizio Veloccia all’Urbanistica; Eugenio Patané ai Trasporti. La casella più travagliata è stata quella dell’Urbanistica. Veloccia è un politico, è bravo, è insieme all’Alfonsi quello che ha ottenuto il maggior numero di preferenze. Ma l’Urbanistica è un assessorato molto tecnico e nella coalizione ci sarebbe stata una candidatura ovvia, quella di Giovanni Caudo che è un tecnico con doti politiche, molto apprezzato. Ma contro l’ex assessore di Marino ha pesato soprattutto il veto del giornale cittadino, il Messaggero di proprietà – come noto – di Caltagirone. Particolare quasi divertente: il giornale di via del Tritone è riuscito a fare un articolo sul Municipio 3 senza mai nominare il presidente, Giovanni Caudo, appunto. Gualtieri lo avrebbe comunque voluto in giunta ma l’urbanista non ritiene di poter coprire qualsiasi incarico, preferisce la prospettiva di esercitare in modo “leale e rispettoso” le proprie competenze in Aula.

In base al “manuale Cencelli” al PD sarebbero spettati 4 assessori ma sembra che di buon grado ne sia stato sacrificato uno in nome delle agorà democratiche, ovvero dell’apertura all’esterno. Il sacrificio è toccato alla corrente di Franceschini e le malelingue dicono che Zingaretti si sarebbe tolto dalla scarpa un sassolino, dopo la guerra di cui è stato oggetto a livello nazionale e locale.

La giunta del sindaco di Roma Roberto Gualtieri
La giunta del sindaco di Roma Roberto Gualtieri

In compenso l’area Dem potrebbe ottenere l’incarico di presidente d’Aula per Svetlana Celli. Mentre per il ruolo di capogruppo PD si prepara Valeria Baglio.
Un altro assessorato chiave è quello del Bilancio, che va a Silvia Scozzese (in “quota Mef”), la quale svolgerà anche le funzioni di vicesindaco. In questo caso è un vero peccato che sia tramontata l’ipotesi di Alessandra Sartore, perché non solo è – come tecnica – la più brava di tutti, ma ha anche un’anima, ovvero una grande sensibilità sociale. Dote molto importante quando si tratta di spendere e non più, come nel ventennio trascorso, di far stringere la cinghia preferibilmente ai ceti meno abbienti.

Per quanto riguarda le altre liste della coalizione, tre su quattro caselle saranno affidate a donne. Claudia Pratelli (Roma Futura) sarà assessore alla scuola e dovrebbe avere anche le deleghe alla Formazione e alle Pari opportunità. La delega alla Formazione, se sarà confermata, sarebbe una novità importante, poiché abbastanza incongruamente finora è stata abbinata alle attività produttive. Pratelli è stata un ottimo assessore alla scuola in Terzo municipio. Una donna anche in rappresentanza di Demos (Sant’Egidio), Barbara Funari, coordinatrice della lista, a cui andranno per competenza le politiche sociali. L’ingegnere Monica Lucarelli, imprenditrice, in buoni rapporti con Zingaretti, avrà la delega al Commercio. Mentre allo sport è confermato il coordinatore della civica per Gualtieri, Alessandro Onorato. Per quanto riguarda la lista Sinistra civica ecologista, Andrea Catarci, ex minisindaco dell’VIII municipio, guiderà l’assessorato al decentramento e alla partecipazione.

Novità dell’ultima ora è l’assegnazione di un assessorato di peso come i Lavori pubblici, a Ornella Segnalini, tecnica del ministero dei Trasporti. Mentre a Tobia Zevi va la delega del Patrimonio e politiche abitative.

Abbastanza spiazzante la scelta di Miguel Gotor alla Cultura. Bravo storico e parlamentare, figura di punta con Pierluigi Bersani, Gotor è certamente una persona di qualità e – poiché fa lo stesso mestiere del sindaco – fra i due si potrà creare una buona intesa. Ma dovremo scoprire se, oltre alle doti già acclarate, lo storico ha le qualità che servono per organizzare il variegato mondo della cultura a Roma: dalle estati romane, ai cinema e teatri, agli eventi, i concerti, i festival, Cinecittà, spazi espositivi, relazioni con gli istituti di cultura degli altri paesi, città della scienza, sovrintendenze, grandi mostre, capodanno … Tanto per citare alla rinfusa ciò caratterizza il lavoro culturale nella capitale.

Fra i nomi circolati c’è quello di Anna Donati, la cui competenza nelle politiche dei trasporti è riconosciuta da tutti. Ed è probabile che verrà riproposto nella partita per gli incarichi ai vertici delle aziende.