Donne nelle istituzioni: se l’esempio lo dà la destra è un bel problema

Roberta Metsola è stata eletta Presidente del Parlamento europeo. È una buona notizia. Questa elezione consolida il segno di rinnovamento femminile in atto nelle istituzioni europee: Christine Lagarde alla presidenza della BCE, Ursula Gertrud von der Leyen della Commissione europea, Roberta Metsola del Parlamento europeo.

Leader femminili? Sì, ma non a sinistra

roberta metsolaLa presenza femminile nella direzione politica ed economica è significativa. Che ciò sia un passo i avanti verso la parità di genere è innegabile anche se non è assolutamente sufficiente e pesanti sono ancora le discriminazioni sociali e culturali verso le donne. Intollerabili i femminicidi. Le forze protagoniste di questo avanzamento sono innegabilmente cattoliche e moderate.
Anche le destre neo nazionaliste e razziste hanno personalità femminili, Le Pen in Francia e Meloni in Italia, che raccolgono significativi consensi.

In questo quadro le forze di sinistra appaiono in difficoltà, hanno meccanismi di selezione e di valorizzazione dei quadri femminili penalizzanti. In particolare in Italia. Eppure leader femminili importanti e di valore in Italia ce ne sono state e ce ne sono.
Hanno diretto sindacati, importanti categorie sindacali, movimenti ecologisti e femministi, sono state ministre di governi di centro sinistra, dirigono fondazioni culturali di alto livello, eppure nessuno tra i democratici e la sinistra ha avuto il coraggio di avanzare una candidatura femminile per la Presidenza della Repubblica. Anzi, non hanno neppure ingaggiato la battaglia.
Dalle informazioni dei mass media non appare esserci nessuna spinta neppure dal mondo femminile per avanzare una candidatura.

Una battaglia di modernità e di rinnovamento

Se si assume il criterio di selezionare candidature che rispecchino i valori, la statura morale, la coerenza democratica di Nilde Iotti,quirinale di proposte ce ne possono essere diverse e di grande valore. Non sono certo io che posso avanzare dei nominativi.
Ovviamente, andrebbero costruite le condizioni politiche per una proposta adeguata, ma la questione oggi è che nessuna/o ci lavora. Semplicemente c’è la rinuncia. Come mai? Cosa è accaduto e sta accadendo per arrivare alla rinuncia ad avanzare una proposta per una battaglia di valore, di modernità e di rinnovamento delle istituzioni italiane nel segno della democrazia e della sinistra? Liberali e marxisti conoscono il valore della dialettica e della necessità di arrivare alla mediazione, ma ciò avviene dopo che la tesi e l’antitesi si sono misurate.