Disarmare le parole

Se davvero stiamo vivendo una tra le pagine più difficili e tragiche della storia di questo continente e non solo la sola cosa che dovremmo evitare è “armare” le parole, ridurre chi esprime un’analisi diversa e distante (talvolta radicalmente distante) a un avamposto mediatico del “nemico”. Forse se vogliamo disarmare il conflitto conviene, per prima cosa, disarmare il linguaggio e farsi carico, ammesso che ne siamo capaci, di una forza della persuasione… Lasciamo perdere editti, anatemi e interdizioni. Abbiamo buone idee da perorare.

Gianni Cuperlo