Delta più Omicron:
ora più che mai
è fondamentale il vaccino

Aspettando giovedì 23 dicembre, giorno in cui Mario Draghi ha convocato la cabina di regia sul Covid-19, le regioni e le città hanno cominciato a fare da sole per cercare di salvare le feste. Ad esempio, i sindaci di Roma, Milano, Bergamo, Bologna, Torino, Genova, Venezia, Padova e Lecce già nei giorni scorsi hanno deciso l’obbligo di mascherine all’aperto nelle strade del centro, quelle più affollate per lo shopping natalizio. A Napoli dal 23 dicembre al primo gennaio le piazze nelle zone pedonali più frequentate della città saranno chiuse o ad accessi controllati. Anche i presidenti delle regioni hanno cominciato a correre ai ripari per evitare le possibili conseguenze della quarta ondata. Nel Lazio, Zingaretti ha emanato un’ordinanza secondo cui dal 23 dicembre scatterà l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto su tutto il territorio regionale. La stessa decisione era stata presa da Zaia per il Veneto già dal 18 dicembre. In Campania De Luca ha vietato feste di laurea, scolastiche e di compleanno al chiuso, oltre alle feste di piazza a Natale e Capodanno.

Covid 19 immagine variante Omicron
Covid 19 immagine variante Omicron

A preoccupare in questa vigilia di Natale è soprattutto Omicron, la variante del virus Sars-Cov-2 che è comparsa da poco ma che già sta facendo il giro del mondo. E proprio ieri è arrivata la notizia del primo caso apparentemente autoctono del Lazio, ovvero della prima persona che ha contratto la variante senza aver avuto contatti con persone provenienti da altri paesi. Un fenomeno che si sta verificando in tutta Europa, come ha messo inevidenza l’ultimo rapporto dell’Ecdc, il centro per il controllo delle malattie infettive europeo: la trasmissione di comunità è già in corso nei pesi UE e “un rapido aumento nel numero di casi di Omicron è atteso nei prossimi due mesi”.

La nuova variante ha due “vantaggi” sulla Delta

Perché spaventa questa nuova variante del virus? Perché dai primi rapporti sembra avere due vantaggi rispetto alla variante Delta che al momento è ancora quella più diffusa in Europa e nel mondo: il primo è che cresce di più, ovvero si diffonde più velocemente, il secondo è che sembra essere più capace di sfuggire alla risposta immunitaria. Il fatto che dia una malattia meno grave rispetto alla variante Delta, come sembrava in un primo momento, in realtà non si può affermare con certezza, dicono all’Ecdc, perché i dati sono ancora troppo pochi. Inoltre, anche se la gravità della malattia fosse minore o uguale a quella causata da Delta, la maggiore trasmissibilità darebbe luogo a un numero molto elevato di casi. E, se il numero assoluto delle persone che si ammalano è molto alto, crescerà anche il numero di persone che sviluppano una forma grave di Covid-19. Così, dice il rapporto dell’Ecdc, consideriamo molto probabile che Omicron causerà un aumento di ospedalizzazioni e morti rispetto a quello che i modelli hanno previsto per la variante Delta.

L’analisi degli Ecdc vengono confermate da uno studio condotto dall’Imperial college di Londra, analizzando i casi confermati di Covid registrati in Inghilterra dal 29 novembre all’11 dicembre. I ricercatori stimano che il rischio di reinfezione con Omicron è 5,4 volte maggiore rispetto a Delta, questo vuol dire che la protezione ottenuta grazie alle infezioni passate è più bassa del 19%. Inoltre, gli inglesi hanno calcolato che la proporzione di Omicron tra tutti i casi di Covid è raddoppiata ogni due giorni nel periodo considerato. Lo studio non ha trovato prove del fatto che la malattia causata dalla nuova variante sia meno grave, come invece suggerito dai dati preliminari del Sudafrica. Ciononostante l’ospedalizzazione in Inghilterra è ancora limitata.

Quello che preoccupa è il fatto che ci troveremo ad affrontare un aumento dei focolai di Omicron mentre è ancora in corso la circolazione di Delta. La notizia positiva è che l’efficacia dei vaccini per prevenire la malattia grave nei casi infezione con la variante delta rimane alta. Tuttavia, il vaccino non basta. Anche con una accelerazione delle campagne vaccinali, sostengono al’Ecdc, si deve continuare a fare uso degli interventi non farmacologici, quelli che ormai conosciamo a memoria: mascherine, distanziamento fisico, tracciamento dei contatti. Inoltre queste misure permettono di avere il tempo per aumentare il numero di terze dosi. Altrimenti, dicono gli esperti dell’ente europeo, i livelli di trasmissione del virus potrebbero in tempi brevi sopraffare i sistemi sanitari.