Da Verona a Catanzaro, exploit del Pd. Disfatta del centrodestra

Il dato certo del ballottaggio per le amministrative è che ha vinto il centrosinistra. E che il centrodestra ha pagato una spaccatura che appare insanabile. A Verona il sindaco uscente Federico Sboarina è stato battuto da Damiano Tommasi, candidato del centrosinistra. Ma anche dalla lotta intestina tra le anime del centrodestra, nel caso quella leghista. Anime in lotta che sono riuscite a perdere anche la guida di Catanzaro, città tradizionalmente di destra,  dove ha vinto Nicola Fiorita. Il centrosinistra ha vinto a Parma con Guerra, ex assessore della giunta Pizzarotti, a Piacenza Katia Tarasconi, ad Alessandria sindaco è Giorgio Abonante del Pd. A Monza nuovo luogo simbolo di Berlusconi. Lucca è andata al centrodestra, per una volta unito. Il quadro finale consentirà una lettura approfondita del risultato che, date le dimensioni dell’affermazione del centrosinistra, nei fatti del Pd a guida  Enrico Letta, consente già una valutazione di carattere nazionale. Il vento di centrodestra che sembra soffiare forte nei sondaggi forse sembra destinato a reggere con difficoltà la prova del voto. E a meno di un anno dalle elezioni politiche non tutto va dato per scontato come molti fanno. Il centrosinistra che solo quindici giorni fa aveva dovuto ingoiare le sconfitte di Palermo, Genova e L’Aquila ora può lavorare forte di vittorie esemplari. In sintesi alla fine dello spoglio il centrosinistra ha sette sindaci, quattro vanno al centrodestra e due a liste civiche. Cinque comuni passano da destra a sinistra. Sono uno fa il percorso inverso. A Lucca Casa Pound ha dato il suo contributo alla vittoria del candidato di centrodestra Mario Pardini.

Affluenza in calo

amministrativeAlla fine è andato a votare il quarantadue per cento degli elettori. Colpa del caldo, dell’estate ormai piena, del fatto che si è votato in una sola giornata. Ognuno cerca la giustificazione più credibile. Neanche il fascino della sfida tra due contendenti ha convinto gli oltre due milioni di italiani chiamati al voto a presentarsi numerosi alle urne. Votanti ancora in calo quindi nei sessantacinque ballottaggi, dodici capoluoghi di provincia, uno di regione, numerose medie città ed anche un paese di 1432 elettori, Villafranca Sicula, richiamati ai seggi perché nel primo turno i due sfidanti avevano pareggiato con 481 voti a testa. Confermata quindi una tendenza negativa al non voto nell’ultima prova elettorale, regionali siciliane a parte prima del voto politico del 2023, che appare difficile da contrastare. L’astensione è stata ancora una volta protagonista. Segno che di proposte, di idee, di visione del futuro c’è bisogno. Dal voto appena concluso un’indicazione in questo senso certamente arriva. Un’indicazione precisa di campo.

Due settimane decisive

I ballottaggi si sono svolti al termine di due settimane segnate da eventi di non poco conto, significativi, pesanti, come il perdurare dello scontro interno al centrodestra, negato dai protagonisti anche con filmato propagandistico prodotto ad hoc.  Ma c’è stata anche la scissione dei Cinque Stelle con il ministro Luigi Di Maio che si è messo alla guida di una nuova formazione politica, Insieme per il futuro, che per ora ha sottratto al movimento guidato da Giuseppe Conte un numero consistente di parlamentari, togliendo ai grillini il primato per numero di eletti nelle due Camere a favore della Lega. Un neo leader che il passaggio delle amministrative lo ha seguito con particolare interesse poiché proprio i sindaci e gli amministratori locali dovrebbero essere tra gli interlocutori privilegiati della formazione assieme alla galassia del centro che non sembra, in più parti, indifferente al richiamo del recupero di un ruolo. Se ago della bilancia ancora meglio. Ma questo è tutto da vedere.