Covid, stop a mascherine e reintegro del personale non vaccinato: una scelta irresponsabile

Di sanità Giorgia Meloni non ha parlato nel primo discorso al Parlamento. Niente, neppure un accenno su cosa pensa di fare questo governo per la salute dei suoi cittadini. L’unico breve passaggio del testo della Presidente del Consiglio ha riguardato la gestione del Covid. Ed è stato un passaggio molto duro: dopo aver ricordato le oltre 177.000 vittime nel nostro Paese e aver ringraziato il personale sanitario, il terzo settore e i lavoratori dei servizi essenziali, la premier ha detto: “Purtroppo non possiamo escludere una nuova ondata di Covid o l’insorgere in futuro di una nuova pandemia, ma possiamo imparare dal passato per farci trovare pronti. L’Italia ha adottato le misure più restrittive dell’intero Occidente, arrivando a limitare fortemente le libertà fondamentali di persone e attività economiche; nonostante questo, è tra gli Stati che hanno registrato i peggiori dati in termini di mortalità e contagi. Qualcosa decisamente non ha funzionato e, dunque, voglio dire, fin d’ora, che non replicheremo in nessun caso quel modello”.

Il lockdown si è rivelato efficace

Ma è davvero così? Il lockdown è stata una misura inutile e dannosa? Da quanto si legge su un articolo uscito recentemente su Nature non sembra: la maggior parte degli scienziati è d’accordo nell’affermare che il lockdown ha abbassato la curva della mortalità e che all’inizio del 2020 i governi praticamente non avevano altre opzioni che restringere i contatti fisici tra le persone. Naturalmente, la misura ha avuto costi altissimi, ma questo è un altro discorso. Gli studi che hanno analizzato gli effetti delle restrizioni sono difficili perché valutare pro e contro spesso non implica solo calcoli scientifici, ma giudizi di valore. Tuttavia, gli giorgia meloni scienziati sono giunti ad alcune conclusioni: ad esempio che i Paesi che hanno agito più velocemente nell’applicare misure stringenti hanno avuto risultati migliori nel proteggere nello stesso tempo vite umane ed economia.

Anche il lavoro pubblicato dalla commissione di Lancet sulla pandemia (The Lancet Commission on lessons for the future from the COVID-19 pandemic) arriva a conclusioni simili: i Paesi che hanno fatto meglio sono quelli dove c’è stato il lockdown assieme a una forte campagna vaccinale, mentre chi ha praticato solo le restrizioni, come la Cina, invece ha avuto risultati peggiori, perché appena le misure si allentavano, i contagi riprendevano a salire. Il problema è che in questi casi non bisogna tanto chiedersi: cosa è successo avendo fatto quello che abbiamo fatto? Ma: cosa sarebbe successo se non lo avessimo fatto?

Su una cosa Meloni è d’accordo con la comunità scientifica: ci possiamo ritrovare in una situazione simile anche tra non molto tempo. E allora cosa fare?
Quello che la commissione di Lancet suggerisce è di rafforzare i sistemi sanitari dei paesi sulla base di alcuni principi: sanità pubblica, copertura universale fondata sui diritti umani e l’equità di genere. Inoltre, occorre occuparsi dei piani pandemici per essere preparati ad una nuova emergenza, con tutto quello che comporta.

Nuovi rischi per i pazienti fragili

Il primo problema del nuovo governo, però, sembra voler dimenticare ciò che è stato e tornare alla “normalità”. E in effetti, anche le dichiarazioni del nuovo ministro per la salute, Orazio Schillaci, vanno in questa direzione. Si prevede innanzitutto la fine della comunicazione dei dati sui contagi tutti i giorni, per sostituirla con un bollettino settimanale e poi in via di definizione due provvedimenti: stop all’obbligo diinterno-ospedale mascherina negli ospedali e reintegro in servizio del personale sanitario che era stato sospeso perché non vaccinato.

Non tutti sono contenti di queste decisioni: “Togliere l’obbligo di mascherina in ospedale contrasta l’obiettivo primario di proteggere le persone fragili“, ha avvertito su Twitter il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. E Sergio Mattarella, intervenendo alla Celebrazione de ‘I Giorni della Ricerca’, ha detto: “La sanità pubblica ha il compito di mantenere alta la sicurezza soprattutto dei più fragili, dei più anziani, di coloro che soffrono per patologie pregresse”. Sarà un messaggio diretto al governo? “Dopo oltre due anni e mezzo di pandemia – ha proseguito il presidente della Repubblica – non possiamo ancora proclamare la vittoria finale sul Covid-19. Dobbiamo ancora far uso di responsabilità e precauzione“.