Super green pass,
il giro di vite
del governo

“Ma ve lo ricordate come è stato il Natale lo scorso anno?” è la domanda retorica di Draghi. Con la situazione difficile che sta vivendo l’Europa, a causa dei contagi in crescita in quasi tutta la regione, rischiamo che il prossimo sia dello stesso tenore. Per cercare di sfuggire a questo senso ciclico della catastrofe, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto con misure che cercano di contenere la quarta ondata della pandemia ed evitare nuove chiusure che sarebbero drammatiche anche dal punto di vista economico.

Il rischio delle posizioni polarizzate

Fra poco le vedremo più nel dettaglio, ma prima vale la pena spendere una parola sull’affermazione del presidente del consiglio fatta durante la conferenza stampa di mercoledì secondo cui “Non bisogna sottovalutare né criminalizzare la diversità di vedute e comportamenti, bisogna cercare di convincere”. Ecco, questa affermazione che è stata un po’ nascosta tra le altre, poco messa in evidenza dai mass media intenti a decifrare le nuove regole, contiene un concetto molto importante. La comunicazione del rischio in caso di emergenza su questo punto è chiara: la polarizzazione delle posizioni non dà mai frutti positivi. Perché la popolazione sia disposta a fidarsi delle istituzioni e quindi a seguire le indicazioni non va criminalizzata né derisa, va ascoltata. Il processo di comunicazione deve essere uno scambio in cui si prendono sul serio dubbi e paure delle persone e si cerca di far capire che si sta lavorando per ridurre i danni al minimo.

Dopo questa premessa, doverosa per capire in che strada non dovremmo infilarci, veniamo alle nuove misure decise dal governo.

I 4 ambiti del decreto

Come ha spiegato il ministro della salute Speranza durante la conferenza stampa, il decreto interviene in quattro ambiti: 1) obbligo vaccinale e terza dose; 2) estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie; 3) istituzione del Green Pass rafforzato; 4) rafforzamento dei controlli e campagne promozionali sulla vaccinazione.

Obbligo: il decreto prevede di estendere l’obbligo vaccinale alla terza dose a partire dal 15 dicembre al personale sanitario e al personale delle RSA. E non si potrà sfuggire alla regola chiedendo di essere spostati a mansioni diverse.

Estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie. Sempre a partire dal 15 dicembre, l’obbligo vaccinale si estende a nuove categorie professionali: personale amministrativo della sanità; docenti e personale amministrativo della scuola; militari; forze di polizia (compresa la polizia penitenziaria), personale del soccorso pubblico.

Green pass rafforzato, o super green pass come è stato chiamato. Viene introdotto dal 6 dicembre e vale solo per i vaccinati e per i guariti dall’infezione di SARS-CoV-2. In sostanza si esclude la terza categoria che aveva oggi accesso al green pass: coloro che erano risultati negativi a un tampone molecolare nelle ultime 72 ore o antigenico rapido nelle 48 ore precedenti. Con il nuovo green pass, se ci si trova in zona gialla, si potrà avere accesso a luoghi che altrimenti sarebbero vietati come spettacoli, eventi sportivi, ristoranti al chiuso, discoteche, cerimonie pubbliche. Anche in caso di passaggio in zona arancione, alle attività possono accedere i soli detentori del Green Pass rafforzato. In zona rossa scattano invece le limitazioni per tutti. Dal 6 dicembre 2021 al 15 gennaio 2022, tuttavia, il green pass rafforzato è richiesto anche in zona bianca.

Il decreto inoltre prevede che la durata del green pass rafforzato si riduca da 12 a 9 mesi e che l’obbligo venga esteso a nuove categorie: alberghi; spogliatoi per l’attività sportiva; servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale; servizi di trasporto pubblico locale.

Si manterrà un green pass base che avrà validità di 72 ore se si è negativi a un tampone molecolare e 48 ore se invece si è fatto un antigenico rapido con risultato negativo. Per andare al lavoro basterà esibire il green pass base che però dal 6 dicembre diventerà obbligatorio anche per salire sul trasporto pubblico locale, ossia bus e metropolitane.

Controlli: è previsto un rafforzamento dei controlli da parte delle prefetture “che devono prevedere un piano provinciale per l’effettuazione di costanti controlli entro 5 giorni dall’entrata in vigore del testo e sono obbligate a redigere una relazione settimanale da inviare al Ministero dell’interno”, come si legge sul sito del governo. Inoltre, il decreto prevede di potenziare la campagna di comunicazione per la vaccinazione.

Autorizzazione vaccinale per la fascia 5-12 anni

Il governo ribadisce che la terza dose è consentita quando sono trascorsi 5 mesi, e non più 6, dopo la seconda, fa sapere che aprirà subito l’accesso alla terza dose per le persone al di sotto dei 40 anni. L’Ema ha anche autorizzato l’impiego del vaccino per la fascia di età 5-12 anni”. Il bambini riceveranno un terzo della dose normale di Pfizer con iniezioni a distanza di tre settimane l’una dall’altra. Si attende ora l’autorizzazione di Aifa, l’agenzia italiana del farmaco. Per il ministro Speranza le dose pediatriche dovrebbero essere disponibili nella terza decade di dicembre

Non c’è dubbio che la gestione delle nuove misure sarà complicata: ad esempio, sembra di capire che chi va al lavoro con il green pass base, non potrà mangiare in mensa perché per accedervi deve essere in possesso del green pass rafforzato. Inoltre, i controlli sui trasporti pubblici locali, seppure da effettuare a campione, si prevede saranno complicati secondo le parole dei sindacati. Vedremo.

Del resto, qualcosa ci si aspettava, specialmente dopo che l’ufficio europeo dell’OMS, ha fatto sapere qualche giorno fa che la situazione è grave, i decessi stanno aumentando e che “si prevede che i decessi cumulativi segnalati raggiungeranno oltre 2,2 milioni entro la primavera del prossimo anno, sulla base delle tendenze attuali”.