Movida

Lila Fenwick, 87 anni, è stata “la prima donna nera a laurearsi ad Harvard.” Romi Cohn, 91, “ha salvato 56 famiglie ebree dalla Gestapo.”. April Dunn, 33, era “un’attivista per i diritti dei disabili.” Skylar Herbert, 5, anni “la più giovane vittima del coronavirus in Michigan”. Louvenia Hendersone, 44 anni, “madre orgogliosa di tre figli”. Un dettaglio, una pennellata, mille pennellate, per altrettante persone, l’1 % del totale. Spiccano in neretto sulla lista dei quasi 100.000 nomi pubblicati sulla prima pagina del New York Times, le vittime del coronavirus negli Usa. “Non sono semplici nomi in una lista. Loro erano noi”, scrive il quotidiano.

Redazione