Contro il veleno filonazista è rivolta all’università di Siena

Una muraglia umana si è eretta per sbarrare la strada al veleno intellettuale che hanno cercato di seminare in un luogo nel quale mai potrebbe attecchire, l’università.

Una muraglia umana che mostra la sua robustezza e unitarietà: tante voci, anche diverse, che vanno dal sapere e dall’esperienza democratica di un gran numero di docenti alla fresca vitalità degli studenti, si sono unite nella ferma condanna di chi tenta, sotto qualsiasi forma, di rivalutare il nazismo e il fascismo.

Il docente di Filosofia del diritto che inneggia al nazismo

Nell’aula magna della storica Facoltà di Lettere dell’ateneo senese sono dette e scritte inequivocabili parole contro quel signore che ha osannato la feroce belva del nazismo; di quella dittatura che non solo ha provocato la guerra più sanguinosa e disastrosa di tutti i tempi, pianificando e praticando scientificamente lo sterminio di milioni di persone ma ha anche dato forza e legittimità a un’ideologia che nega qualsiasi principio di umanità.

università sienaI docenti e gli studenti che si sono autoconvocati hanno sancito che “niente di questo veleno intellettuale può trovare posto all’interno dell’istituzione universitaria, un luogo deputato alla formazione dei giovani, destinati a nutrire la vita politica e culturale della nostra Italia democratica”.

I fatti sono noti, tanto la notizia ha fatto scalpore, rimbalzando, più o meno correttamente, su gran parte dei media: Emanuele Castrucci, ordinario di Filosofia del diritto, ha cinguettato due giorni fa, su Twitter, dichiarazioni inneggianti al nazismo. Quest’uomo che – come poi si è saputo – si era già esibito nella scrittura di saggi negazionisti su riviste filo-fasciste, ha deciso, nella tarda serata del 30 novembre, di far sapere al mondo quanto lui stimasse Hitler.

Qui hanno insegnato Rosselli, Calamandrei e Bracci

Il post che accompagna una foto del dittatore è delirante: “Vi hanno detto che sono stato un mostro per non farvi sapere che ho combattuto contro i veri mostri che oggi vi governano dominando il mondo. Emanuele Castrucci (@castrucci1) “.

Quando qualche giornalista ha notato questo delirio, e sul social si è scatenata la bagarre, il suddetto non ha trovato di meglio che rispondere: “I gentili contestatori del mio tweet non hanno compreso una cosa fondamentale: che Hitler, anche se non era certamente un santo, in quel momento difendeva l’intera civiltà europea”.
Quest’uomo insegna (insegnava?) qui, a Siena; qui nell’ateneo che fu dei Rosselli, dei Calamandrei e dei Bracci; qui nell’università dalla storia secolare e da decenni caratterizzata da un forte impegno civile e democratico. ” Insegnare non è un compito neutro – ricorda in apertura della foltissima assemblea Gabriella Piccinni, una delle docenti che, insieme a molti altri noi, ha dato il la a quest’autoconvocazione – Per questo lo chiameremo, oggi,  signor Castrucci, perché esser professore, è ben altra cosa”.

L’assemblea dei docenti e degli studenti

Non credete a chi sostiene che le frasi che esaltano il nazismo sia solo l’espressione di libere opinioni. Maurizio Bettini è chiaro: “Se vi diranno che è solo un’opinione e la costituzione garantisce libertà di pensiero, non gli credete: questa è la proprio la negazione del pensiero; un’espressione che offende tutti noi. Ed è soprattutto un’offesa agli studenti. Noi dobbiamo salvaguardare i giovani da questi veleni, come fossimo orologiai del pensiero che non dormono e sorvegliano che i meccanismi funzionino”.
L’assemblea è tesa, partecipata. Ci sono studenti che sollevano interrogativi (perché non si è intervenuti in tempo? Perché a Siena si stanno verificando questi inquietanti episodi?); altri che sostengono che l’ateneo abbia avuto atteggiamenti un po’ passivi (perché non si è intervenuti prima per fermare questo personaggio che peraltro era molto già noto nel suo dipartimento?).

L’Anpi è solidale con le azioni intraprese dall’ateneo e invita a una maggiore vigilanza sull’intero territorio, visto quel che è accaduto in questo ultimi tempi.

Il Senato accademico: destituzione

Due docenti, Pierluigi Pellini e Stefano Moscadelli, che fanno parte del Senato accademico che ieri s’è riunito in forma straordinaria, rimandano alle posizioni assunte dall’importante organismo: “Abbiamo all’unanimità deciso di presentare un esposta alla magistratura e di procedere verso la destituzione del professore”.

Lo stesso Rettore, che ha voluto essere presente a questa combattiva assemblea, ha esposto in maniera molto dettagliata le azioni che sono state decise e che saranno seguite con caparbietà e decisione. “Non sono in gioco destini personali; è in gioco il buon nome del nostro ateneo, la sua storia, la sua decisa vocazione antifascista”.
Tante le proposte emerse: un immediato presidio a Giurisprudenza; lezioni di approfondimento; gruppi di ricerca sull’uso distorto dei social e della Rete; una maggiore vigilanza sui comportamenti borderline su chi scrive cose apologetiche del fascismo e del nazismo e denuncia rapida dei comportamenti che sono fuori dallo spirito della Costituzione.

“L’importante è non perdersi di vista. Incontriamoci di nuovo, nel giro di poco tempo, perché la giusta protesta si possa trasformare in utile azione”: con queste parole, Gabriella Piccinni chiude il lungo e impegnato pomeriggio. I fantasmi sono tornati a esser fantasmi e l’aria che sui respira nello storico ateneo rinfranca gli spiriti.