Con Gualtieri
finisce (forse)
il “partito della Ztl”

La passione di Roberto Gualtieri per il Brasile non si ferma alla Bossa Nova e alla chitarra, da parlamentare europeo è stato vicino all’ex presidente Lula nella via crucis giudiziaria che aprì la strada a Bolsonaro e ha molto gioito (in quei giorni era candidato alle suppletive della prima circoscrizione della Camera a Roma) quando finalmente Luis Iniacio Lula De Silva fu finalmente assolto.

Il primo compito: ricostruire il tessuto democratico

Il nuovo sindaco di Roma, che si autodefinisce secchione, non è freddo come si dice: ha grande passione per la sinistra e per le persone che la incarnano, come è stato nel caso di Lula. In questi mesi ha imparato molto su Roma, una Roma vasta, molto più grande di quella vissuta da vicino: il quartiere di Monteverde, dove abita, Porta Metronia dove è nato, il Primo municipio dove è stato eletto parlamentare. Anche la frase con cui ha accolto il risultato: “Mi tremano le vene ai polsi”, dice qualcosa sulla consapevolezza delle difficoltà che lo attendono e quindi sulla serietà del suo impegno.

La prima: ricostruire il tessuto democratico, partecipativo della Capitale. Ci ha molto insistito in campagna elettorale, dialogando con la sindaca di Barcellona, Ada Colau e con Francesca Bria, che con Colau ha messo in piedi le piattaforme partecipative della capitale catalana e che ora è nel CdA della Rai. L’urgenza del tema è sottolineata dal grande numero dei cittadini che hanno scelto di non recarsi alle urne. Il semi-cappotto che il centro-sinistra ha dato agli avversari nei Municipi potrà essere, da questo punto di vista, un grande aiuto per il sindaco.

C’è uno studio interessante realizzato dal gruppo di Mapparoma (Keti Lelo, Salvatore Monni, Federico Tomassi) subito dopo il primo turno, che mette in relazione il titolo di studio (e quindi il reddito) con l’espressione del voto: ne viene fuori che l’elettorato di Carlo Calenda è super-qualificato, che gli elettorati di Enrico Michetti e Virginia Raggi, pur non coincidendo dal punto di vista dei territori, sono invece costituiti in larga prevalenza da persone con titolo di studio basso. Gli elettori di Roberto Gualtieri, invece, si distribuiscono in modo abbastanza uniforme nelle diverse fasce sociali. È un dato di partenza interessante perché segnala una inversione di tendenza rispetto al partito della ZTL, al quale hanno contribuito (con l’eccezione del Municipio VI, il Municipio delle Torri) i minisindaci. C’è dunque da aspettarsi che la nuova amministrazione sappia valorizzare il ruolo di questa classe dirigente più prossima alle persone.

Fra gli eletti Paolo Marchionne (III) e Daniele Torquati (XV) sono due rientri, erano stati eletti con Ignazio Marino e nel 2015 il loro lavoro è stato interrotto nel modo traumatico che sappiamo. Ma sono rimasti a contatto con i quartieri di provenienza. Due i riconfermati: Francesca Del Bello e Amedeo Ciaccheri. New entry negli altri municipi. Nel primo è stata eletta con il 66 per cento Lorenza Bonaccorsi che, pur non essendo espressione del territorio, ha beneficiato dei larghi consensi del centro sinistra nei quartieri centrali di Roma. Qui l’interrogativo è se il Campidoglio o il Municipio sapranno avvalersi del contributo di ottimi assessori uscenti, come l’assessore al sociale Emiliano Monteverde. Le altre new entry: Massimilano Umberti (IV), Mauro Caliste (V), nel VI ha vinto il candidato della destra Nicola Franco contro la 5 stelle Francesca Filipponi, nel VII il presidente è l’archeologo Francesco Laddaga (buona notizia visto che un tema importante e non solo culturale è quello di valorizzare il patrimonio storico-culturale che si trova al di fuori del centro), nel IX ha vinto l’ex parlamentare Titti Di Salvo, nel X Mario Falconi ha sconfitto Monica Picca del centrodestra (che al primo turno aveva 13 punti di vantaggio), nell’XI vince Gianluca Lanzi, nel XII Elio Tomassetti ha preso il 66% dei voti, nel XIII è presidente Sabrina Giuseppetti, nel XIV  Marco Della Porta.

Si prepara una giunta con molte donne

Quattro donne su quindici minisindaci. Sabrina Alfonsi, presidente per due volte del Municipio I, è stata la più votata fra i candidati in Campidoglio, riscuotendo consensi anche negli altri municipi. L’altro campione di preferenze (con lei in ticket donna-uomo) è stato Maurizio Veloccia, anche lui ex presidente di municipio (con Marino).

Ottima la performance della lista di Giovanni Caudo, Roma Futura, che porta due consiglieri – lo stesso Caudo e Claudia Pratelli – nell’aula Giulio Cesare e che è riuscita ad eleggere almeno un consigliere in tutti i municipi. Oltre a Claudia Pratelli (ex assessore alla scuola nel municipio 3) entra in consiglio comunale un’altra esponente della giunta Caudo, Francesca Leoncini (Italia Viva-Azione).

Michela Cicculli e Alessandro Luparelli, entrambi di Liberare Roma (la formazione di Amedeo Ciaccheri che ha la sua base territoriale nel Municipio VIII), saranno gli eletti della lista Sinistra civica ecologista nell’Assemblea capitolina. La geografia delle preferenze indica la rilevanza dell’insediamento e delle realtà civiche nei quartieri.

Per la formazione della giunta Gualtieri promette tempi brevi – una settimana massimo 10 giorni – ma la scommessa è difficile: è chiaro che la missione del nuovo sindaco si gioca su due campi, il funzionamento della macchina amministrativa e delle aziende ex municipalizzate da una parte, l’utilizzo ottimale delle risorse che dovranno arrivare con il PNRR (oltre alla candidatura per l’Expo e il Giubileo del 2025). Sono impegni che impongono un alto profilo, ambizione che si scontra con i modesti emolumenti che la legge prevede per gli assessori in cambio di un lavoro certamente stressante. Tecniche e tecnici di grande competenza – fra i nomi che circolano – sono Alessandra Sartori e Francesca Bria, Marco Simoni. Fra i rumors fin qui diffusi appaiono più verosimili quelli di chi ha fatto parte della squadra in campagna elettorale: Beatrice Lorenzin, Fabio Bellini, Alessandro Onorato (imprenditore di lungo corso politico, è stato consigliere del Pd, di Marchini, ora coordinatore della lista civica di Gualtieri). Sabrina Alfonsi e Maurizio Veloccia concorrono entrambi per la presidenza d’Aula e per un assessorato. Altri nomi di ambito Pd: Giulio Pelonzi, Eugenio Patanè, Marta Leonori.

Ma la giunta dovrebbe essere equamente a metà fra donne e uomini. E per ora i conti non tornano.