M5S e PD: la somma non avrebbe potuto funzionare

Circola a sinistra un interrogativo, non proprio sottotraccia, in questo finale di campagna elettorale: senza la rottura con i 5 stelle la partita contro il centrodestra poteva essere più equilibrata? È una domanda non peregrina, almeno stando agli ultimi sondaggi disponibili, secondo i quali un’eventuale coalizione di centrosinistra allargata ai grillini si sarebbe molto avvicinata alla destra capeggiata da Giorgia Meloni. Ma -a parte il fatto che la partita si gioca fino all’ultimo- la risposta non può che essere no.

Questione di matematica elettorale…

Intanto per una questione di “matematica elettorale”. Sommare i voti del PD e del M5S non realizzerebbe infatti il totale auspicato: una certa quota di elettori democratici difficilmente confermerebbero il loro voto a un partito alleato di Conte e di Grillo; ma probabilmente assai più elettori grillini si rifugerebbero nell’astensione o in qualche altra mini-formazione populista se tornasse in auge l’alleanza col PD. Il recupero annunciato dai sondaggi per il partito di Conte appare determinato proprio dal cosiddetto richiamo della foresta: l’essere soli contro tutti, promettere tutto e il suo contrario, rifiutare una cultura di governo sono alla radice del fenomeno grillino degli albori che ora si cerca di riproporre in extremis dopo quattro anni al potere, di cui tre a palazzo Chigi.

Ma la vera linea insormontabile tra centrosinistra e grillini riguarda quelle che un tempo si sarebbero definite le differenti (anzi opposte) culture politiche. Lo stesso casus belli all’origine della rottura dice molto al riguardo. L’affondamento del governo Draghi – in sintonia non a caso (ancora una volta!) con la destra di Salvini – ha mostrato chiaramente che la principale preoccupazione di Conte non riguardava gli interessi del proprio “blocco sociale” (disoccupati, pensionati poveri, partite Iva) ma unicamente la conservazione – il più possibile – del proprio ceto politico. Mandare a casa il governo ha infatti segnato la probabile, definitiva archiviazione del reddito di cittadinanza, che l’esecutivo guidato da Draghi si apprestava a mettere in sicurezza, con le necessarie (e sacrosante) correzioni. Così sulla parte fiscale: il governo era a un passo dal taglio del cuneo in modo da favorire i redditi più bassi, l’opposto della flat tax perseguita da un eventuale governo di destra.

…e di cultura politica

Il populismo (e in una certa misura il sovranismo) sono tornati ad essere l’asse portante della politica dei 5 Stelle. Tornati? In verità sono rimasti solo un po’ sottotraccia negli anni della collaborazione col centrosinistra. Di che stupirsi del resto, per un partito che in Europa è  passato come se  niente fosse dagli anti-europeisti xenofobi di Farage ai tentativi di entrare prima nel gruppo dei verdi, poi in quello con i liberaldemocratici per poi provare con i socialisti e democratici, giusto per avere dei posti di rilievo nelle commissioni del Parlamento europeo? Non dice nulla la complicità con Salvini e la destra xenofoba nel primo governo Conte sul tema dell’immigrazione e il sostanziale disinteresse su temi come la cittadinanza e lo ius scholae? E i caratteri anti-garantisti delle varie riforme  Bonafede? E la sostanziale neutralità nel duro scontro in Europa tra la Commissione e i sovranisti di Orban (e Meloni)? E l’ambiguità sulla guerra di Putin, il peloso insistere sulla differenza tra armi di difesa e armi offensive prima di sostenere la resistenza ucraina?

Eppure non pochi a sinistra continuano a insistere nel voler ricostruire un’alleanza per il futuro, ponendo ancora la “questione grillina” al centro dell’agenda politica del PD. Purtroppo ci vorrà poco a scoprire ben altre priorità  e ben altre sfide per la sinistra, dopo il 25 settembre, tanto più se al governo arriverà la destra peggiore dell’Italia repubblicana. Comunque vada la sinistra dovrà occuparsi innanzitutto di se stessa, di come ricostruirsi dal basso e offrire una prospettiva politica riformista senza più cedimenti ai populismi. Si vedrà presto se ne sarà finalmente capace.