Ciconte: “Nessuno si intesti la cattura di Messina Denaro”

Parla di risultato eccezionale, che viene da un lungo lavoro di indagini e di arresti della magistratura, dei carabinieri e della polizia. Arresti che hanno preparato il terreno al successo di oggi: l’arresto di Matteo Messina Denaro. Enzo Ciconte, tra i massimi studiosi in Italia delle associazioni di stampo mafioso, vede nel colpo assestato oggi l’epilogo di un lavoro di smantellamento della rete di protezione tessuta intorno a Messina Denaro. Rete che ha consentito una latitanza trentennale a uno dei firmatari della stagione stragista della mafia siciliana dei primi anni ‘90: le stragi di Capaci a Palermo, di via dei Georgofili a Firenze, e l’attentato di Roma di via Fauro contro il presentatore Maurizio Costanzo, con 24 feriti. Un capo mafioso che nonostante il tempo trascorso e il cambio di strategie, non può essere considerato solo al passato.

Arresto del boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro
Palermo – Arresto del boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro da parte dei carabinieri del Ros (Palermo – 2023-01-16, Fotogramma)

Professor Ciconte, come ha reagito alla notizia?

Io ho reagito con gioia perché dopo tanti anni catturare quella che è la persona più importante della mafia è un risultato eccezionale. Vuol dire che tutti i collegamenti che aveva Matteo Messina Denaro e le protezioni di cui godeva sono venute meno. Protezioni di due tipi: di persone mafiose o vicine alla mafia di Castelvetrano, di Trapani e Palermo. E poi c’erano degli elementi di coperture politiche che lo hanno favorito. Uno non è latitante 30 anni senza avete coperture politico-istituzionali. Coperture venute meno perché le indagini degli anni passati avevano fatto in modo che tutta una serie di personaggi sono stati catturati e arrestati, prosciugando così l’area che lo sosteneva.

C’è qualcuno che può intestarsi questa vittoria, al di là di magistratura e forze dell’ordine?

No, non se la può intestare il governo Meloni, anche se ha fatto il gesto politico di recarsi a Palermo, e non se la può intestare nessuno al di fuori della magistratura, dei carabinieri e della polizia. E se qualcuno se la intestasse farebbe una brutta figura. E del tutto evidente che quel che è successo non è il frutto degli ultimi mesi. E se il governo volesse intestarsi questa cattura, vorrebbe dire una sola cosa: che ha trattato la resa di Matteo Messina Denaro. Oppure che la vuole strumentalizzare.

Palermo, arresto di Matteo Messina Denaro. Conferenza stampa dei magistrati e carabinieri del Ros
Palermo.Arresto di Matteo Messina Denaro.Conferenza stampa : comandante Carabinieri del Ros, generale Pasquale Angelosanto e i magistrati Paolo Guido e Maurizio De Lucia (procuratore capo, al centro) (Palermo – 2023-01-16, Alessandro Fucarini)

E’ un arresto che può segnare una svolta nella lotta alla mafia o è un personaggio che appartiene a una stagione passata e chiusa da un punto di vista investigativo?

No, Matteo Messina Denaro era ancora attivo, non appartiene a una stagione del passato. Il colpo è duro, è stato assestato bene, ma questo non chiude la stagione della mafia. La mafia c’è, esiste, oggi abbiamo colpito la mafia siciliana ma c’è anche la mafia calabrese, la mafia campana.

La mafia è cambiata oggi, c’è l’intromissione nell’economia legale. Un pezzo di economia italiana, non siciliana, italiana, collude o è controllata dalla mafia. E quando dico mafia, la intendo in senso ampio, comprendendo quella di origine calabrese e campana.

Il procuratore di Palermo ha detto che senza intercettazioni non si possono fare indagini di mafia.

Esatto, le intercettazioni sono fondamentali nel tema della lotta alla mafia.