Il fascino discreto delle rotonde
metafore di città che tornano umane

[[ Vorrei parlarvi di questa discontinuità. Di questa frattura nella storia. Di questi frammenti di natura. Di questa faglia interna. Nel tempo, di questo tuo nascere e morire. // Di come cadiamo fuori dalla storia. La nostra, la vostra storia senza continuità. Di questa biologia. ]]

Viviamo ormai lo spazio come un contesto destrutturato. La destrutturazione significa non ritrovarsi più all’interno dell’ambiente, perché l’ambiente si è modificato talmente tanto da rendere la presenza umana quasi aliena. Aliena in un ambiente profondamente modificato dall’uomo stesso.

Lo vediamo in tutto, ma in particolare nel territorio, un territorio che Italo Testa ha saputo molto bene raccontare, all’interno di un’opera tematica solida e ampiamente presente, in particolare nella poesia europea. Con tanti autori tra i 40 e i 50 anni impegnati assieme nel monito verso le storture della società.

Ristrutturazioni per vivere diversamente

[[ teoria delle rotonde . lo scorrimento . velocizzato . negli spazi precarizzati . dei veicoli . dei finanziamenti cee . non più frenati . dai semafori . giacobini . il comune di treviso . inaugura . 250 rotatorie . dal 1997 al 2006 . ed elimina . le panchine . dagli spazi pubblici . il grande progetto . rotatorie . degli anni zero . al centro . il grande vuoto . lo zero . non accessibile . avete mai visto . qualcuno . seduto al centro . leggere il giornale . un bambino . giocare a palla . stazionare . nello spazio interdetto . salvo una volta . a parigi . la tenda . di un sans-abri . accampata . nello spazio morto ]]

Potremo riorganizzare la strutturazione delle città in una maniera diversa ? Il contesto di rigenerazione urbana non può essere esclusivamente basato sul mancato consumo di nuovi spazi urbani, ma deve essere visto come una riconsiderazione di tutti gli aspetti, in un’ottica prima di tutto sociale e sociologica. Riorganizzare gli spazi urbani significa renderli vivibili, vivibili e reali.

Ecco la sfida: riempire le panchine, i parchi, gli spazi pubblici, la condivisione e la socializzazione, permettere ai bambini di giocare in un contesto sicuro, non solo -quando sarà- nelle aree giochi dei centri commerciali. La natura diventa protagonista di questa svolta, di questo ritorno all’origine. Abbiamo l’esigenza di uscire dalle città disumanizzate, dagli agglomerati urbani senza anima, di riorganizzare le aree industriali dismesse, di ripopolare i piccoli borghi e le piccole frazioni: impossibile è pensare che la costruzione di una rotonda sia condizione sufficiente per rendere possibile la nostra vita.

Che le riaperture non siano nuove chiusure

Condizione necessaria è invece un sistema nel quale anche nel cambiamento dell’idea stessa di lavoro e di trasporto si identifichi la centralità dell’abitazione in un contesto complessivo fuso con l’intorno. A questo dovremmo fortemente puntare come cittadinanza, perché dopo ormai un anno di chiusure e restrizioni, le riaperture non si rivelino nuove chiusure, non più dettate dalla complicata situazione sanitaria, ma da contesti irrimediabilmente mutati.

Forse non è dell’ennesimo centro commerciale che abbiamo bisogno, ma di un parco pubblico in mezzo alle palazzine, di tavoli o panchine in cui studiare e socializzare, di luoghi dove finalmente ritrovarci, di piazze reali e non più virtuali. Abbiamo bisogno di un calore che il cemento non può e non potrà darci.

Le modificazioni a cui abbiamo assistito a partire dagli anni del boom economico e industriale hanno cambiato il paesaggio italiano in maniera profonda. Per questo il lavoro di tanti, per esempio del fotografo reggiano Luigi Ghirri, ha segnato contemporaneamente una testimonianza e un monito, per questo la scrittura di Testa ci ha messi davanti a una esigenza e a una necessità.

Sta a noi adesso rispondere a queste domande e fare dei nostri luoghi, presto nuovamente vivi e vitali, luoghi perfettamente abitabili, e sta a noi chiedere ai nostri amministratori che anche la politica si presti a disegni urbani differenti, a radicali cambiamenti urbanistici. In questa attesa è arrivato il momento di riconsiderare i nostri luoghi.

 

Italo Testa, Teoria delle rotonde, Valigie Rosse 2020.