Caro Grasso, ma su che cosa si dialoga
con Di Maio?

Ci sono tante ragioni per cui lo ius soli non è legge e 800 mila minori figli di immigrati regolari continuano a restare stranieri. Ma ce n’è soprattutto una: la contrarietà dei 5 Stelle. Con il loro voto l’Italia avrebbe potuto colmare un gap di civiltà senza estenuanti e poco edificanti dibattiti. Scelta tutt’altro che incoerente peraltro: basta leggere le ultime dichiarazioni di Di Maio, contrario a estendere agli immigrati, anche quelli regolari, il reddito di cittadinanza che com’è noto è il punto centrale del programma grillino. In barba, oltre che alle ragioni di civiltà, alla nostra Costituzione di cui tanti, negli ultimi tempi, si riempiono la bocca.

Colpisce non poco, dunque, la linea scelta dal leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso: nessuna pregiudiziale verso i 5 Stelle, l’unica alleanza impossibile sarà con il centrodestra. Anche perché per una formazione che si dichiara di sinistra le distanze con la cultura grillina sono abissali un po’ su tutti i fronti. Dalla concezione autoritaria del partito alla negazione di ogni dissenso, dalla linea contro la scienza e i vaccini a quella contro l’Europa e l’Euro, dagli ammiccamenti ai fascisti all’uso violento della rete. Per non parlare delle prove disastrose nel governo delle città.

In verità non tutti dentro Leu sono favorevoli all’apertura a Grillo e Di Maio: sono note le critiche di Laura Boldrini, le forti riserve della componente dalemiana e persino di Pippo Civati per il quale la “ferita sullo ius soli è insanabile”. Ma per un partito che ha messo il nome del leader nel simbolo è chiaro che l’ultima parola spetta a Grasso. Che peraltro non è affatto isolato. Pier Luigi Bersani è da tempo sulla linea aperturista, anche se ultimamente ha corretto un po’ il tiro specificando che a lui quello che interessa è il rapporto con l’elettorato 5 stelle. Ma che vuol dire? Anche il centrodestra ha un elettorato popolare, e non da oggi la presenza operaia in particolare nella Lega surclassa quella del Pd e del centrosinistra: quegli elettori non interessano?

Ma probabilmente siamo ancora in una partita tattica e solo dopo il 4 marzo le vere opzioni prenderanno corpo. Per ora resta comunque una spiacevole sensazione di incoerenza anche nell’ultima formazione nata a sinistra.