L’appello dagli ospedali del Piemonte: cambiamo la sanità con il Mes

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, Al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, Al Ministro della Salute, Roberto Speranza, Al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Stefano Bonaccini, Ai Parlamentari della Repubblica Italiana _________

La fatica, il dolore e la sofferenza che molti di noi hanno vissuto in prima persona, per lunghi giorni e lunghe notti, durante la fase più grave dell’emergenza sono stati sostenuti dalla dedizione, dall’impegno e dalla passione della maggior parte di coloro che operano con orgoglio nel Servizio sanitario nazionale.

Abbiamo lavorato in condizioni del tutto eccezionali, con pochi strumenti e tanti rischi. Abbiamo reagito senza alcuna esitazione, in un sistema che da troppi anni fatica a metterci in condizione di rispondere in modo adeguato ai bisogni di salute delle persone.

Il nostro Paese ha bisogno di superare le tante debolezze che il sistema socio-sanitario ha accumulato nel corso degli anni. In particolare:

– ha bisogno di investire nel personale, non solo per colmare il divario con gli altri paesi (abbiamo la metà degli infermieri della Francia, c’è una crescente carenza di medici specialisti e di famiglia), ma anche per rivedere i percorsi formativi universitari e di aggiornamento continuo;

– ha bisogno di ringiovanire la dotazione di professionisti: l’età media è di oltre 51 anni, a inizio secolo era di 43 anni;

– ha bisogno di costruire rapidamente nuovi ospedali (i vecchi ospedali si sono mostrati poco flessibili di fronte all’emergenza. Servirebbero 32 miliardi di euro solo per metterli in sicurezza e sostituire i più obsoleti);

– ha bisogno di più risorse per la ricerca, compresa quella organizzativa e sui servizi sanitari;

– ha bisogno di un forte potenziamento dell’assistenza territoriale, spesso trascurata, soprattutto nei confronti delle persone più fragili;

– ha bisogno di avviare un serio percorso di superamento dei divari fra Nord e Sud (il Sud rinuncia a circa 2 miliardi di euro all’anno a causa della mobilità verso il Centro-Nord);

– ha bisogno di rafforzare i servizi di prevenzione, dai servizi vaccinali alla sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro.

Insomma, abbiamo bisogno di un Piano straordinario di rafforzamento del Ssn.

Anche per questi motivi chiediamo che i 36 miliardi di euro finalizzati alla sanità, ai sensi dell’articolo 13 del trattato del MES, siano richiesti subito e per progetti di riqualificazione e potenziamento del sistema sanitario.

Si individuino priorità e strumenti per raggiungere tempestivamente e in modo efficace risultati importanti, senza sprecare tempo e denaro prezioso, ma puntando a risultati concreti. Il nostro Paese ha le competenze e le sensibilità per avviare un progetto straordinario a beneficio di tutta la popolazione.

Abbiate fiducia in noi. Rompete gli indugi. Non c’è altro tempo da perdere.

Gli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri del Piemonte

Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche del Piemonte