Bufale, virus e complotti, se la voce del Cremlino si veste di rosso(bruno)

Avvertenza per chiunque indossi un elmetto. La seguente è una modesta analisi che vorrebbe parlare di sinistra, informazione e ideologie in corso di guerra partendo da un piccolo caso specifico. Non è una presa di posizione contro la Russia – preda ai suoi vertici di pulsioni neroniane – in nome di un atlantismo con le briglie in mano agli Usa: siamo nel 2022 e di un’altra cold war non sento personalmente il bisogno.

Notizia 1″Istituto Spallanzani: lo Sputnik offre una protezione contro l’Omicron doppia rispetto al Pfizer”. Però questo Sputnik, così bistrattato, l’avessimo avuto qui in Italia! Notizia 2: “Secondo Andrei Ilnitsky, consigliere del Ministero della Difesa russo, l’Ucraina è il territorio in cui il mondo russo ha perso una delle battaglie strategiche della guerra cognitiva. Avendo perso questa battaglia, la Russia si sente ancora più obbligata a vincere la guerra; una guerra per riparare i danni a un paese che storicamente ha sempre fatto parte del mondo russo e per prevenire gli stessi danni in patria”. Però, questa guerra cognitivo-preventiva, la “mental’naya voina”: una guerra dell’informazione, ma più subdola di cui Mosca è stata solo vittima. Il bieco mercantilismo dell’Ovest secondo Ilnitsky ha rischiato di ledere il nerbo dell’anima russa, urge riscossa. Oligarchi e secolare corruzione naturalmente non fanno danni, anche se oggi a Mosca oltre il 60% degli investimenti diretti esteri (IDE) arriva da “scatole cinesi: aziende fittizie costituite da russi all’estero a fini di evasione fiscale e riciclaggio” (fonte Fmi).

Bufale sul web

Quello che avete appena letto sono “informazioni” servite in modo perentorio e facilmente reperibili sul web. Quanto alla prima, ben confezionata, rimanda alla famosa, sospettissima missione umanitaria russa in Italia del marzo-maggio 2020, in piena bufera Covid. Su open.online, sito che fa dell’ottimo debunking (smontaggio bufale) si può leggere che il trial dello Spallanzani presenta diverse anomalie. Ma chi si prende la briga di controllare? E la seconda notizia? Lo scenario dipinto da Andrei Ilnitsky, che sbarca il lunario a Mosca come consigliere di Stato di terza classe, spiega che la “guerra cognitiva” ha praticamente costretto la Russia a fare una seduta di autocoscienza riparatrice demolendo il Paese vicino.

E sia, classiche stornellate di propaganda, se ne leggono in mille siti, blog, quotidiani, tv come Byoblu, oltre che sulla Tass-Russian News Agency, cliccabile da chiunque e ovviamente di grande interesse per farsi un’idea del mood informativo ufficiale russo, abbastanza lontano dallo starnazzo delle tivù putinizzate.

La faccenda si fa più interessante se si considera che la prima notizia, quella sui miracoli del vaccino Sputnik, arriva dal sito ufficiale della Filef (è stata pubblicata nella Sezione Emigranti), la seconda da cambiailmondo.org che è un blog di “approfondimento sociale, politico e culturale promosso dalla Filef nel 2012”. Cos’è la Filef? Trattasi della nobilissima, progressista Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie fondata, tra gli altri, da Carlo Levi e Ferruccio Parri nel 1967, una delle maggiori associazioni che si occupano dell’emigrazione e dell’immigrazione, forte di trecento realtà in Italia e nei maggiori paesi di emigrazione.

La Filef gode del 5 per mille e “ha avviato fin dal 1970 un rapporto con l’Unione Europea” (nel ’70 l’Ue non c’era ma non sottilizziamo). Mentre cambiailmondo.org “non esprime – così si presenta – le posizioni della Filef, ma fa emergere e mette a confronto posizioni e interpretazioni plurali e diversificate che si muovono all’interno e all’esterno della propria rete”. Grazie a un comitato che rappresenta nel modo più variegato la Filef stessa e l’universo della sinistra, ufficiale, cioè partitica, e no, fino a voci di tutto rispetto del pensiero critico verso le politiche securitarie e dell’immigrazione, come il sociologo Salvatore Palidda. Volevate una plastica dimostrazione della varietà estrema della sinistra italiana, dal filo-atlantismo a prescindere ai nostalgici dei Soviet fino a chi la Nato la vorrebbe sciogliere (un programmino da niente)? Una cartina di tornasole delle sue contrapposizioni profonde, della sua confusione? Eccola.

Monostream targato Cremlino

Intendiamoci, la diversità è un bene da tutelare, perché il pensiero unico esiste, di qua e di là dal Dniepr, e questa guerra infame ne sta dimostrando tutta la pericolosità. Così nel sito Filef si possono leggere il messaggio di pace lanciato da Peppe Sini, responsabile del “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo: “È l’ora della smilitarizzazione del mondo (…) È l’ora di riconoscere che siamo una sola umana famiglia in un unico mondo vivente casa comune dell’umanità intera”. Oppure l’articolo “Alcune scomode lezioni dalla guerra”, di Marco Consolo, responsabile Area Esteri e Pace di Rifondazione, durissimo sul ruolo della Nato con più d’una ragione e insieme umanamente rispettoso del popolo ucraino oltre che dei fatti. Che Consolo legge secondo la sua esperienza e opinione, dando un serio contributo di riflessione. Appunto, un’opinione. Ma come la mettiamo con la “guerra cognitiva” e Andrei Ilnitsky di cui scrive Laura Ruggeri, collaboratrice della Strategic Culture Foundation, un think tank russo? O con i “reportages” di Vittorio Rangeloni, tipo quello sull’acciaieria Ilycha a Mariupol proposto sempre da cambiamoilmondo.org?

Mariupol

Rangeloni, pupillo di Janus Putkonen, esperto finlandese di disinformazione, spesso presente sulla tv Byoblu, dovrebbe essere il miglior giornalista al mondo, altro che Peter Arnett o Kapuscinski, visto che è il solo cronista occidentale che riesce a passeggiare tranquillino per Mariupol. Forse il suo segreto è l’indubbia verve con cui propala la versione russa di qualsiasi evento bellico (per saperne di più: Ukraine.bellingcat.com, dove è reperibile una mappa dei crimini di guerra resa operativa dai cittadini, cioè dalle vittime, tanto per confrontare due fonti sempre tenendo presente che in guerra il più pulito degli eserciti c’ha la rogna).

C’è, tanto per spiegarci, una sostanziale differenza tra un Rangeloni e Michele Santoro, che alla serata intitolata “La pace proibita”, organizzata qualche giorno fa al Teatro Ghione di Roma, dice che filmare i morti di Bucha e riproporli in continuazione è stato un modo per costruire una narrativa favorevole all’invio di armi. Quella di Santoro è un’opinione, più o meno discutibile dato che su Bucha si era concentrata un’attenzione planetaria, ma non è una bugia com’è invece un finto reportage proposto dentro una cornice professionale da inviato di guerra.

Ovvero: qui non si tratta più di una lettura differente rispetto al mainstream informativo (che poi si compone in Occidente di mille fonti diverse: viviamo in una mediasfera plurale, permeabile, contestabile) ma di puro semplice monostream , sovente targato Cremlino. Di palle, squillanti palle. Condite di cascami di quella cultura – spontanea o etero-diretta – complottista, nazionalista, populista, euroscettica, che segnala una crisi profonda dei sistemi democratici (o presunti tali) e le capacità pervasive delle moderne macchine propagandistiche.

Altri esempi? cambiailmondo.org per gentile concessione Filef ha dato rilievo al professor Joseph Tritto che, scrive il sito, “ha rivelato la genesi del virus. Sviluppato nel laboratorio di Wuhan durante gli studi dei ricercatori americani e cinesi, per un errore sarebbe fuoriuscito nella città cinese e poi, da lì, trasmesso attraverso il contagio a tutto il mondo. E adesso solo la Cina sarebbe in grado di produrre un vaccino davvero efficace contro tutte le varianti”. Bufala? Una mandria, e in un colpo solo. La Cina non ha mai consentito un pieno esame di ciò che è successo nel laboratorio di Wuhan e ricorre a lockdown severissimi proprio perché non ha ancora saputo produrre un vaccino adeguato al Covid, poi sull’origine del virus ancora non ci sono certezze.

“Benvenuti nel nuovo mondo”

Ultima segnalazione, fra le molte possibili. Stesso blog, articolo di Vittorio Stano, titolo “Benvenuti nel nuovo mondo”. Eccone un branetto succoso, giocato sul parallelo tra Ucraina e Israele: “Unit.City a Kiev è già oggi il più importante parco tecnologico dell’Europa orientale. Ma, come nel caso israeliano, questo tipo di sviluppo economico, centrato sull’ICT (Information and Communication Technologies), può reggere solo su una demografia più giovane e contenuta di quella precedente. Se per realizzare questo disegno Zelenski sta mettendo in conto la fuga di milioni di suoi concittadini e la morte di chissà quanti altri, dandoli in pasto ai carrarmati russi, è un cinico criminale. Da quando è stato eletto la scia di sangue ucraino si fa copiosa sotto i suoi piedi e più persevera e più si allargherà”. Con “Benvenuti nel nuovo mondo” siamo in pieno cospirazionismo, un classico della pubblicistica rosso-bruna (ultimo esempio, su un livello culturale – si spera – molto più alto, il libro “Guerra in Europa”, appena uscito a firma del filologo e storico di supergauche Luciano Canfora e di Francesco Borgonovo, tra molte altre cose collaboratore de “Il Primato Nazionale”, quotidiano sovranista. Pubblica Oaks: occhio al catalogo).

Viviamo in un sistema aperto, non ci piace la censura ed è un bene, basta esser coscienti, noi e la Filef, degli ingredienti della zuppa che ci viene messa sotto il naso. Un piccolo problema deriva dal fatto che la Filef stessa, sulla cui home page campisce il logo di Radio Mir, gode anche di finanziamenti di Stato. Uno, ad esempio, datato 22 dicembre 2017 per l’importo di 35.280 euro (esenti Iva) al fine di realizzare un archivio informatizzato online dell’intero repertorio di testi del “Premio biennale Pietro Conti – Scrivere le migrazioni”.

La Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie è una degna organizzazione della nostra società civile che svolge un grande lavoro di consulenza e informazione. Ma una selezione più attenta ai contenuti che veicola non ci starebbe male. Una certa incontestabile differenza tra verità e “pacchi”, tra legittime opinioni e bufalazze esiste ancora nonostante la guerra, evento catastrofico con attori occulti e palesi (in mezzo ai quali non mancano gli utili idioti) su ogni fronte. Una mediasfera contendibile è potenzialmente più rischiosa per la democrazia, ma – potendo essere controllata e verificata – produce pure salubri anticorpi.