Biancamaria Frabotta, addio alla poetessa delle lotte civili

Biancamaria Frabotta è scomparsa nella giornata di lunedì. E’ stata una delle figure centrali della nostra recente poesia, ma è stata anche una delle protagonisti fondamentali nel campo dell’impegno e delle lotte per la conquista dei doverosi spazi dell’universo femminile all’interno della società italiana, partendo innanzitutto dal ruolo intellettuale ma proseguendo nella non banale sfera della scrittura. Per spiegare cosa significava essere donna e fare poesia nel Dopoguerra è interessante prendere spunto da un articolo recentemente pubblicato da Sara Vergari “La presenza delle donne nelle antologie d’autore di poesia italiana contemporanea: una storia di esclusione dal canone”. L’autrice sottolinea come in alcune delle più importanti antologie dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta la presenza delle donne è nettamente minoritaria se non addirittura annullata.

Personaggio chiave della contemporaneità

Di 53 poeti antologizzati solo Sibilla Aleramo e Antonia Pozzi presenti in Lirica del Novecento di Anceschi e Antonelli del 1953, nessuna presenza nella antologia di Contini del 1968 (Letteratura dell’Italia unita 1861-1968), nessuna in Poesia del Novecento di Sanguineti del 1969, nessuna in I poeti del Novecento di Franco Fortini e la sola Amelia Rosselli dei 50 antologizzati da Mengaldo nel 1978 in Poeti italiani del Novecento.

A Biancamaria Frabotta si deve il fermo annullamento di questo schema, portato avanti innanzitutto con la realizzazione nel 1976 per l’editore Savelli di “Donne in poesia”, non un testo nel quale inserire una poesia femminile sminuita dalla poesia maschile, ma una poesia e più in generale un modo di fare scrittura nel quale le donne rispetto agli uomini sono in grado di portare qualcosa di differente, specifico, proprio.

E’ questa l’emancipazione culturale che fa di Biancamaria Frabotta un personaggio chiave della nostra contemporaneità perché questa descrizione non è legata semplicemente alle opere ma si inserisce all’interno di un contesto urbano e sociale complessivo nel quale viene meno il ruolo succube della donna. E se già questo passaggio è importante ulteriore peso va sottolineato applicando la formula ideologica non solo a un piccolo luogo come gli ambienti romani di maggiore spessore culturale, ma proprio grazie all’azione capillare della Frabotta a ogni luogo e ogni contesto di convivenza.

da Controcanto al chiuso (1991)

Abbiate il cuore freddo madri mie.
Respingete i cattivi discorsi verso il mare.
Che un freddo penetrante entri nel villaggio.
E quando lo straniero verrà badate che sia
il portatore della buona pioggia
ricordo dell’uomo che scalpita alle porte
insetto del futuro che feconda le carte.

Scrivere per le donne significa lottare

Scrivere per le donne che conoscono il pensiero di Biancamaria Frabotta significa lottare, e lottare in una maniera differente rispetto agli scrittori e agli intellettuali maschi, in una crescita collettiva che non si può banalmente riportare a una sterile rappresentanza.

Se oggi il panorama può dirsi nettamente differente, nelle collane, nelle riviste, nelle nostre Università, nelle autrici che rappresentano la nostra letteratura e nello specifico la nostra poesia doverosamente molto dobbiamo all’operato di Biancamaria Frabotta che con coraggio ha dato il via a una nuova prospettiva che ancora oggi cresce e si dimostra concreta, vera.

“Poeta o poetessa? Non come te poeta io sono? / io sono poetessa e intera non appartengo a nessuno”. Scriveva in Quartetto per masse e voce sola edito da Donzelli, e questa libertà che anche emancipazione è caratteristica di tutta la sua opera, anche in poesia.

Lascia in tutti i lettori e nei tanti e importanti allievi nella lunga docenza universitaria un vuoto che in queste ore riversa ogni tipo di media. Se ne è andata una protagonista delle nostre lotte civili che con intelligenza, visione e attraverso uno strumento splendido come la propria poesia è riuscita a fare molto per modificare le nostre retrograde e ancestrali convinzioni. La cultura italiana perde in questi giorni uno dei suoi punti fermi.