Appunti su pandemia e guerra, i due eventi che hanno cambiato la nostra vita

Affacciati ad una ringhiera di ferro battuto un gruppetto di autoctoni guarda lo spettacolo del mare “d’inverno”, quando ad un tratto un gabbiano plana su uno scoglio ed emette un garrito prolungato che buca la fredda mattina di marzo. Tutti i presenti si voltano in direzione del gabbiano come fossero stati chiamati. Uno di loro ripete, di getto, quel suono con la medesima tonalità, come avesse riconosciuto in quel lungo garrito una sofferenza vissuta per molto tempo in solitudine, e gli avesse
voluto dire ti capisco!

Sembrò una condivisione, come fosse avvenuta una comprensione di qualcosa comune all’uomo e al gabbiano. Rimasi colpita da quell’interloquire tra loro e pensai che quel grido condiviso fosse espressione della condizione dolorosa e inconsolabile che stiamo vivendo sospesi tra pandemia e guerra.

Pensieri, riflessioni, sogni durante traumi collettivi

“Dalla pandemia alla guerra” è stato scritto durante la pandemia del 2021-22, in un momento in cui anche la mia famiglia ha conosciuto da vicino la malattia Covid-19. Raccolgono pensieri, riflessioni, sogni, considerazioni personali e sociali.

Si era ancora “dentro” la pandemia, che è subentrata la minaccia di una guerra nucleare mossa dall’invasione russa sul territorio dell’Ucraina e, d’emblée, non si è sentito più parlare del virus, quasi a dimenticarsene. Ogni tanto ci si domandava che fine avesse fatto. Qualcuno si è pure posto il problema del perché non se ne parlasse più. Altri si chiesero se si fosse dileguato davvero o se fosse diventato endemico.

La rapidità della scomparsa del virus, offuscato dalle notizie della guerra, a certi livelli è stata avvertita quasi come una mancanza, tanto quanto la sua inquietante presenza. Ma anche di questo non si parla. Fuori uno!

In zona di guerra

Notiziari, giornali e social adesso, al posto dei virologi, ospitano generali e analisti militari, e le dirette tv si svolgono dalle zone di guerra e non più dagli ospedali. L’accavallarsi di due fenomeni cruciali ha determinato una sorta di alterazione temporale. Nel racconto è così “entrata” la guerra, con le sue bombe, la sua minaccia, la sua crudeltà, l’ingiustizia, le considerazioni personali che si intrecciano con quelle psicoanalitiche.

Il libro si compone perciò di due parti che sembrano separate, e in parte lo sono, ma che entrambe provano a raccontare di un trauma collettivo e dei mezzi per provare a superarlo. Nasce dunque l’esigenza di analizzare la realtà per riuscire a comprenderne la ricaduta a livello più profondo e poterne fare un patrimonio.

“Dalla pandemia alla guerra. Appunti” di Donatella Lisciotto (2022, Bette edizioni. Padova, 15 euro). Il libro sarà presentato il 21 maggio al salone del libro di Torino. Psicologa e psicanalista Donatella Lisciotto fa parte della Società psicoanalitica italiana.