Antisemitismo e negazionismo, ai media piace il complottismo

Copertina azzurra, la “F” di Facebook che lascia trasparire la stella di Davide. Titolo: “La censura di Facebook agli ordini dei sionisti”, a firma di Diego Siracusa, già autore di Papa Francesco è marxista?. Non esattamente il libro che ti aspetti di trovare in edicola, a un anno dalla prima edizione perdipiù, con pagine e pagine dedicate alla malefica piovra del sionismo, qui inteso come prevaricante ideologia e pratica dello Stato d’Israele e degli Usa ai danni dei palestinesi e dei popoli arabi. D’accordo, solo chi chiude occhi e orecchie può negare i concreti atti politici, retti da un’idea distorta e destrorsa di “suprematismo” ebraico, che nel tempo hanno puntato a erodere spazi vitali e diritti del popolo palestinese, in spregio totale dei diritti umani e delle risoluzioni Onu, arrivando fino una pratica di apartheid, condannata pure da molti cittadini d’Israele ed ebrei nel mondo. Il guaio è che la “denuncia”, ferma nel differenziare ‒ com’è più che accettabile ‒ antisionismo e antisemitismo, si trasforma nel librino in un’altra cosa, una intemerata dal pessimo sapore antico contro le lobby ebraiche, Mark Zuckerberg ovvero “l’ebreo più influente al mondo” e la “religione antitotalitaria (antifascismo + anticomunismo = liberalismo reale) officiata dai sacerdoti laici del nuovo “moralismo liberale”. “Liberale”: sottolineate la parola.

Il morto ricucito e altre bufale

AntisemitismoE, dopo l’esecrazione dei “circoli capitalistici di impronta ebraico-sionista”, si va oltre, con concetti più terra terra del grande complotto sionista, tipo definire l’Ebraismo “una religione che si nutre di miti biblici e racconti che sembrano inventati da una mente malata” (un ateo sarebbe d’accordo, ma coinvolgerebbe, per onestà intellettuale a pieno titolo Cristianesimo e Islam) e arrivare a uno sfogo che sovrappone il sionista all’ebreo tout court: “Nella loro isteria propagandistica, i sionisti non conoscono riposo… non osservano neanche il sabato, il loro shabat, giorno da dedicare al loro dio e alla meditazione”. Per buon peso è da mettere agli atti che il librino avrebbe bisogno di un buon fact checker, visto che propina la vecchia storia del “morto ricucito”, rilanciata dal 2009 ai nostri giorni. “Notizia”: Israele usa gli organi dei palestinesi uccisi per fare trapianti. Al proposito i debunkers di butac.it hanno scritto: “C’è però un grosso MA, grande come una casa. Come è possibile che in […] anni di denunce, nessun leader palestinese abbia presentato le prove di quanto riportato?”. Tutto era partito dalla foto di un cadavere coi segni dell’autopsia, pubblicata in Svezia dal giornale Afton Bladet e il “morto ricucito” da leggenda metropolitana è diventata grazie ai social una leggenda mondiale.

Potrebbe bastare, se il librino non risentisse di una certa aria dei tempi e non richiamasse un classico della propaganda antisemita, così citato in un cartello inalberato nei giorni scorsi durante una manifestazione romana contro green pass e vaccini: “Anno 1905 ‘Nilus’ I Protocolli dei Savi anziani di Sion. Il piano di guerra occulta della ‘élite ashkenazita’ contro tutti i popoli della terra. Stanno sferrando l‘attacco finale”. Ashkenaziti sono gli ebrei dell’Europa Orientale e Centrale, cui Hitler e soci dedicarono una attenzione piuttosto pressante. I ventiquattro “Protocolli” sono uno strepitoso falso storico, elaborato nei primi anni del Novecento dallo scrittore russo Sergej Aleksandrovič Nilus, ben stimolato dalla polizia segreta dello Zar, su basi di libri e leggende precedenti, incentrate su un fantomatico complotto di rabbini al cimitero di Praga e da Nilus portati a prova del complotto mondiale giudaico massonico per la diffusione delle idee liberali. “Liberali”, ri-sottolineate la parola.

I “Protocolli”, Feltrinelli e l’editoria di destra

Dei Protocolli ‒ sfruttati poi dal fascismo e ancora oggi in gran voga nei testi scolastici sauditi ‒ ora ristampati dalle Edizioni Segno di Udine e messi clamorosamente in vendita via web senza remora alcuna dalla Feltrinelli ha scritto già su Strisciarossa Paolo Soldini. C’è a questo punto da porsi qualche domanda sulla politica se non editoriale almeno commerciale della Feltrinelli. Anche perché, se i Protocolli delle Edizioni Segno sono stati prudentemente ritirati dalle manchettes pubblicitarie della distributrice IBS, si scopre con sconcerto che nel catalogo figura un’altra versione del libro, pubblicata questa dalla Editoriale Lombarda e curata da un tale Emilio Aldo Maglie, prolificissimo autore di letteratura fantacomplottistica di matrice esoterico-fascisteggiante. Va be’ che il complottismo dilagante pare avere effettivamente un certo mercato nel quale si può cinicamente pensare di pescare, ma…

Per tornare ai Protocolli targati Edizioni Segno, si può aggiungere che Cristina Mantero, erede del fondatore della casa editrice, concede graziosamente qualcosa parlando di “dubbia veridicità” del testo, e che ha in catalogo libri abbastanza bizzarri e lisergici, tra cui Un mese con le anime del Purgatorio. Per conoscerle, pregarle, liberarle e trovare lavoro di Padre Berlioux e Fateci uscire di qui! di Nicky Eltz con Maria Simma, mistica e veggente austriaca passata tra i più nel 2004 e da allora stranamente mai più fattasi viva, un fedele resoconto di tutto ciò che le anime purganti le hanno comunicato, con prefazione di padre Slavko Barbaric storico parroco di Medjugorje.

Bersaglio democrazia

antisemitismo 1Non esiste solo un dark web, dove circola di tutto, ma pure un dark publishing business. La conferma viene dalla ditta Zambon di Milano e la cosa si fa interessante. Perché oltre al librino sui sionisti e Facebook ‒ dove, nella prefazione, si parla di “censura liberale” (e ridaje) e si insiste sulla destabilizzazione di Siria, Tunisia e Sudan e la politica di “smantellamento degli Stati non globalizzati che non si rassegnano a mutare le loro alleanze internazionali in una prospettiva favorevole al sionismo americano” ‒ ha in catalogo Guerra e terrorismo (una “simbiosi che costituisce dal settembre 2001 ‒ attentato al World Trade Center, ndr ‒ la cifra costante delle relazioni internazionali, delle opzioni politiche e della manipolazione propagandistica dei governi occidentali”) e In difesa della Jugoslavia di Slobodan Milošević, presentato dall’editore alla stregua di un martire e vittima dello scempio del diritto internazionale. L’Occidente manipola, i giudici del Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia dell’Onu sono burattini del solito, perverso, liberale Occidente.

Ricapitolando. Media di ogni ordine e grado, emersi o sommersi stanno dando fiato al negazionismo, al complottismo, al caos, all’irrazionalità (cfr no vax), a pulsioni autoritarie sorrette da manipolazioni e torsioni sul piano informativo (cfr Trump), giocano partite sporche senza scrupoli. Certa pubblicistica slavofila e certe campagne sui social fanno molto, molto comodo al regime putiniano. La Russia sostiene attivamente la disinformazione e talvolta la produce. È in corso una nuova forma di guerra fredda. Le idee sovraniste e/o nazionaliste posseggono una forza attrattiva anche nella sinistra più “ortodossa” e nostalgica. L’Europa si trova a fronteggiare, con fatica, un mondo in via di ridefinizione strategica. Si scrive “liberale” e “liberalismo” ma il bersaglio è la democrazia.