Amore, dolore, amicizia e speranza al femminile: il romanzo a dieci mani

Dal Veneto alla Calabria. Di questi tempi. La 16enne Domitilla Agostinelli Balbi è bellissima: bionda, gambe lunghissime, corpo leggero, viso dolce, all’apparenza perfetta e cresciuta in una famiglia ricchissima. I genitori vivono di rendita in un bel palazzo di Torino, trascorrono “vacanze” a Chamonix e Costa Smeralda; lei è in fuga (dal collegio svizzero), molto tossicodipendente, quando serve vende facilmente il corpo per le droghe, perlopiù chimiche; ora ha trovato provvisorio rifugio in una sperduta cascina con altre ragazzine costrette ad abbandonare tutto (loro, davvero poco o tanto brutto) e a fuggire. L’unica consapevole di cosa poteva aspettarsi e di avere un compito personale da portare a termine (senza diritto a un futuro) è la coetanea calabrese Teresa, che quella mattina scopre da lontano poliziotti e Scientifica intorno al cadavere di una giovane nuda, si tratta della loro amica e precaria coinquilina Stella, la seconda di loro uccisa negli ultimi giorni.

La fuga interminabile

Patrizia Rinaldi, Pasquale Ruju, Massimo Torre, Massimo Carlotto

Deve subito avvertire le altre (oltre a Domitilla che le piace proprio, ci sono le indivisibili gemelle Anna e Claudia, bruttina e carina, l’alta francese Léa, la nera riccia Rachida), debbono scappare di nuovo, capiscono che ci sono predatori in caccia di indifese e, anzi, le intercettano: due poliziotti dalla doppia natura. Giustina Rebellin e Cristoforo Marino si coprono a vicenda e organizzano festini in cui uccidono dopo averle violate le vittime, in vari modi. Le caricano su un furgoncino, lui non si tiene, monta dietro con loro, le mena e si fa succhiare da Anna, la più fragile, incinta. Un dosso provoca un incidente; le ragazzine feriscono il cattivo, si liberano; la cattiva guarda morire il partner di ferocia e si mette sulle loro tracce; hanno preso il marsupio e, senza saperlo, hanno una pennetta con il video degli orrori; deve trovarle prima dei colleghi buoni, che all’inizio non ci capiscono nulla e brancolano. Molti intensi giorni senza tregua, quasi in apnea, turbinanti.

Un’ottima idea, una splendida realizzazione. Cinque scrittori o scrittrici, di differenti radicamento ed esperienza, scrivono insieme un bel noir a dieci mani. Sono Massimo Carlotto (Padova, 1956), Patrizia Rinaldi (Napoli, 1960), Alessandra Acciai (Roma, 1965), Pasquale Ruju (Nuoro,1962) e Massimo Torre (Napoli, 1958), li conosciamo già tutti tutte abbastanza bene come autori autrici di romanzi e sceneggiature di notevole successo. Ci parlano di sei “fiori di strada”, la vicenda collettiva delle ragazzine (ancora vive) a cui era stata tolta dai familiari (genitori o nonni o altri) l’adolescenza (da cui il titolo) e che diventano “amiche”, affrontando insieme il tentativo di sopravvivere, ognuna con propri condizionamenti, origini, motivazioni ed esigenze.

La narrazione alterna la terza persona varia su buoni e cattivi ai brevi capitoli in prima persona e in corsivo di loro tutte: la dolce Domitilla totalmente dipendente dalle sostanze, Claudia solo e sempre in difesa della sorella diversa, Anna stuprata dal padre e frastornata, Rachida solidale ed empatica alla ricerca della madre senegalese, Léa militante impegnata e scafata nel ricordo di un vero amore, Teresa determinata a vendicare la madre contro il contesto criminale (la cara Fiore l’ama e l’aiuta ma è dura).

In viaggio da nord a sud

Viaggiano da nord a sud, con una breve sosta nelle Marche vicino Ascoli Piceno, fino all’epilogo nei pressi di Gioia Tauro; incalzati dall’implacabile aguzzina invasata sulle loro tracce, dalle tecnologiche ricerche ufficiali di polizia (il Valerio ce la mette tutta ed è proprio una brava persona), dagli allarmi televisivi (che restano sullo sfondo ma di cui verifichiamo l’impatto), in parte dagli stessi non irreprensibili parenti, dalle complicazioni pratiche di chi non ha mezzi e deve scansare tutto. Segnalo che taluni predatori entrano in polizia per avere mano libera, come alcuni “pedofili quando entrano in seminario”, a pag. 301. Si parte dale colline con le vigne di Glera e Cartizze, si gira ovunque e soprattutto in campagna. L’anziano arruffato Dannunzio ospita per un po’ le fuggitive e mette loro a disposizione ottime compilation musicali d’epoca (la sua, quella della maggioranza degli autori e forse di noi lettori).

Youthless. Fiori di strada
Massimo Carlotto, Patrizia Rinaldi, Alessandra Acciai, Pasquale Ruju, Massimo Torre
Noir
HarperCollins Milano
2022
Pag. 313 euro 18,50