Amnesie di Renzi:
voleva un pm
ministro della Giustizia

Matteo Renzi, oggi, veste i panni del garantista al cento per cento. Nel discorso pronunciato al Senato ha ricordato quel che disse Aldo Moro alla Camera quando un ministro della Dc e il presidente della Repubblica, Giovanni Leone (anch’egli dc) furono indicati come quelli che avevano preso la tangente dell’azienda americana Lockheed per una vendita di aerei al nostro paese. L’accusa ai due veniva dal settimanale Espresso con gli articoli della giornalista Camilla Cederna. In quell’anno ero deputato della Camera e ricordo bene il discorso di Moro quando disse “non ci faremo processare nelle piazze”. Come a dire: i processi si fanno nei tribunali. Infatti il processo Lockheed si svolse davanti alla Corte Costituzionale, come vuole appunto la Carta, a proposito di reati ministeriali. La condanna giunse solo per il ministro socialdemocratico Mario Tanassi.

Ora, la Fondazione “Open” di Renzi, ed i suoi amministratori, non sono processati dalle piazze ma dalla magistratura. E, sino a quando non ci sarà una sentenza definitiva, vale la norma costituzionale della presunzione di innocenza e non di colpevolezza. Ci sono, poi, i giornali che fanno, come sempre, bene o male, il loro mestiere raccontando i fatti per come li vedono. Renzi, però, che ha reagito con durezza, come notato da tutti i giornali, criticando aspramente la magistratura, non fa mai un minimo di autocritica.

Renzi ha dimenticato i suoi trascorsi giustizialisti, ha dimenticato che quando formò il suo primo governo propose il pm Gratteri a ministro della Giustizia. Dimenticanze francamente incredibili se si pensa che si tratta di fatti avvenuti solo pochi anni fa. La verità è che Renzi ha cambiato opinione e, nella vita, è certamente possibile cambiare opinione e talvolta è anche giusto. Ma occorre avere l’onesta politica di dirlo, anche perché questo rende più credibili le cose che si sostengono.

dalla pagina facebook EM.MA in corsivo