Al M5s farà bene stare
nel gruppo socialista
E anche al Pd

Tutti addosso ai Pentastellati perché vogliono entrare nel gruppo parlamentare euro socialista. Da Calenda ai liberal a gente di sinistra delusa come Paolo Borioni che ne ha scritto su strisciarossa ( qui l’articolo ). Intanto una precisazione che sfugge ai critici interessati o settari. I Cinque stelle vogliono entrare nel gruppo dei democratici e socialisti al Parlamento europeo. Non nel Pse, partito socialista europeo. Ed è cosa ben diversa. Il che risponde al nuovo statuto del gruppo che accoglie forze di sinistra democratiche e a tal fine ne vaglia l’idoneità: democratici progressisti che scelgono di far parte del gruppo di sinistra più grande nel parlamento europeo piuttosto che affollare gruppi misti o sigle spurie o liberali e centriste.

Chiaro? Il perno è socialista. La direzione è quella. E proprio i partiti più classici e forti dell’Europa socialista lo hanno decretato. Tedeschi, britannici, spagnoli che hanno il pugno nel simbolo obrero. Scandinavi e via dicendo. Socialisti democratici a imbastitura forte che pur con limiti oggi si sganciano dal rigore liberista, e danno spazio alla redistribuzione e alla domanda interna e che addirittura vogliono cambiare i parametri di Maastricht! Lo diciamo a Borioni che pur li critica al passato e al presente e ne loda tuttavia la funzione residua. Crediamo che sbagli. Altro che residua! In Germania si cambia. Via la Grosse Koalition e rilancio degli investimenti pubblici. Non è il paradiso ma è un segnale. Visto e considerato che anche Sanchez poi sta con i populisti progressisti e i sinistri.

Bene che i 5 stelle entrino e che Calenda e Renzi escano

Dunque buon segno che i Pentastellati stiano in un campo e che Calenda e Renzi ne escano. La loro era una partecipazione tattica e di immagine. Son loro che entrano escono e alzano il ditino dopo aver lasciato i socialisti per andare nel gruppo di Macron. E dopo aver fatto passerella trasformista. Certo il Pd non è socialista. Ok nessuno è perfetto, si vedrà. Ma sta nel gruppo socialista. E nemmeno il M5S lo è socialista. Né credo lo sarà. Eppure entrambi sono in quel campo. Il che, specie per quel che attiene ai grillini, sollecita un duplice discorso.

Giuseppe Conte e Pier Luigi Bersani
Giuseppe Conte e Pier Luigi Bersani

Stanno a sinistra, che male c’è?

Primo, vista questa adesione in fieri essi han superato l’andante né destra né sinistra. Stanno a sinistra. E vi par poco? Niente affatto! Secondo: che sinistra sono? Risposta: civica. Referendaria. Di cittadinanza. Ecologista. Redistribuiva. Di legalità. Populista civica inclusiva trasversale ma progressista. Istituzionale con tratto movimentista (sempre meno). Si potrà eccepire sulle opacità referendarie, sulla scelta della leadership. Anzi, si deve eccepire e criticare: soprattutto sul fatto che non vi siano congressi contendibili. Ma ahimè questo vale anche per il Pd che in accezione veltroniana e renziana fu una specie di grillismo light.

Ecco, lo stare nel gruppo socialista non può far che bene ai Cinque stelle e al Pd. In questo modo infatti si demarca il campo Pentastellato entro l’area di sinistra riformista. E si assimila vieppiù il Pd a un partito socialista con ciò che ne consegue su programmi, vocazione e statuto identitario e di organismo. Certo mentre il Pd dal 2014 sta nel partito dei socialisti europei – auspice il furbo Renzi poi apostata – i grillini sono ad oggi un’altra cosa compatibilissima con il fronte socialista e democratico. Un ottimo processo politico che chiarisce le cose e anche le future demarcazioni e campi e alleanze prima o dopo.

Quindi, sbagliano i critici settari o strumentali e fanno polverone. Mentre, udite udite, a far chiarezza ci pensa Maria Elena Boschi. Che dice ai quattro venti: non staremo né con Salvini né con l’alleanza populista tra Pd e Pentastellati. Che significa? Che staranno al centro liberal. Con Fi pure. Forza Italia Viva. Con cui, dalla Sicilia all’Enoteca Pinchiorri, ormai si brinda. E Calenda? Beh sta pure lui con Macron in Europa. Dunque, alla fine, è tutto chiaro ai blocchi di partenza. Destra, sinistra e centro. Vedremo, se dopo la partita del Quirinale, sarà questa la tendenza.