Abusivismo, cambiare tutto per non cambiare nulla

Ancora si scava a Ischia, per recuperare i corpi dei dispersi. Ma già i ministri si accapigliano all’interno del governo.
Ad accendere le prime scintille il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, Forza Italia: per battere l’abusivismo edilizio “basterebbe mettere in galera il sindaco e tutti quelli che lasciano fare”, perché “i sindaci non devono lasciare costruire”. E al governatore della Campania De Luca, che aveva proposto la demolizione delle case abusive, ribatte: “io confischerei quello che è abusivo, e poi andrei a vedere caso per caso”.

Napoli - Frana a Ischia Casamicciola dopo alluvione
Frana a Ischia Casamicciola ph napolipress – Fotogramma

Ecco, sì. Basterebbe questo, confiscare quel che è abusivo. E invece la gran macchina dell’abusivismo, gonfiata dai condoni berlusconiani via via fin al decreto per il ponte di Genova, ha il potere di arricchire e creare un reddito inesistente. Un campo di patate diventa una villetta con giardino vista mare, sette posti letto, affittabile per i tre mesi di stagione a migliaia di euro, magari al nero. Altro che patate. Così la vigna, così il pascolo. Costruire così è un diritto, tutti lo sanno, tutti lo fanno.
Poi, quando avviene la tragedia, la gente piange e accusa: ci hanno lasciato soli. Non è colpa di chi ha costruito, ma di chi non ha controllato. Poi, se i controlli avvengono, apriti cielo e anche qualche minaccia in stile mafioso.
Al ministro per l’ambiente ribatte quello per le Infrastrutture, gran campione di legalità: “Qualcuno vorrebbe arrestare i sindaci, io invece li voglio proteggere e liberare”. Ricordate chi è? L’ineffabile Matteo Salvini.
Qualcuno fa notare che, se si decide di far rispettare la legge, bisognerebbe abbattere le case abusive. Ma quale amministrazione comunale ha i soldi? Qualcun altro ricorda che a Ischia mancano i piani regolatori comunali. E dimentica che la Regione potrebbe intervenire in surroga.

Frana a Ischia Casamicciola, si cercano i dispersi in mare dopo laluvione
Frana a Ischia Casamicciola si cercano i dispersi in mare ph napolipress – Fotogramma

Grande nume tutelare degli abusivisti, il silenzio assenso. Quel meccanismo che stabilisce un tempo entro cui un’amministrazione debba intervenire per dire sì o no, altrimenti è sì. Le Soprintendenze, ad esempio, già sotto organico per i tagli di varie finanziarie, dovrebbero destinare oltre metà dei loro dipendenti per ravanare quintali di scartoffie che piombano all’improvviso e tutte insieme sulle scrivanie per rispettare i tempi normativi. Ventiseimila pratiche inevase solo da Ischia. Il ministero dei Beni culturali non dovrebbe metterci mano, invece di subire l’ennesimo taglio? Che tanto il paesaggio mica si mangia, direbbe qualcuno.
Dal Governo si polemizza contro l’ultimo condono, quello del governo Conte inserito di straforo nel decreto sul ponte Morandi. Provvedimento che consente di scavalcare i controlli e i vincoli idrogeologici: tò, quelli che avrebbero forse reso meno sanguinosa l’ultima strage di Casamicciola. A votarlo c’erano tutti, Pd escluso. Sì, anche il partito dell’attuale premier, la signora Meloni. Nelle dichiarazioni di voto il Fratello d’Italia Ruspandini dichiarò che la norma era deludente ma che “di fronte a una reale emergenza i patrioti ci sono, non possono non esserci”.
Scaramucce, polemicucce: tra una manciata di giorni sull’abusivismo scenderà il solito sipario, fino alla prossima tragedia. Entro domenica intanto arriveranno in Consiglio dei ministri stanziamenti e aiuti per l’emergenza e i primi interventi. Tra i quali, c’è da scommetterci, non ci sarà il ripristino di un corretto e legale sistema di gestione del territorio.
Cari ministri, invece di litigare ecco una modesta proposta, sulla falsariga di quella di Jonathan Swift. Giacché il governo sembra orientato a sconfiggere l’evasione fiscale consentendo ai commercianti di rifiutare il Pos sotto i 60 euro (decisione sotto osservazione dell’Unione Europea), si può usare la stessa ricetta anche per Ischia. Macché condono: si azzerino tutti i piani regolatori ed i loro uffici comunali e regionali, si lasci mano libera a chi vuole costruire. Tanto, per una manciata di voti, avverrà lo stesso in ogni modo.